I protisti (superiori)

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lezione
I protisti (superiori)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Scienze naturali per le superiori 3
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.
Paramecium aurelia

I protisti sono esseri viventi unicellulari eucarioti, quindi con un nucleo ben definito dalla membrana nucleare. All'interno del citoplasma ci sono alcuni organuli citoplasmatici compartimentati da una membrana (citomembrana). Ad esempio, ci sono i mitocondri che sono la sede in cui avviene la respirazione cellulare e si occupano per esempio dell'ossidazione del glucosio. Nel citosol o citoplasma ci sono particolari organuli e ognuno di essi svolge un determinato processo, per esempio, l'ossidazione del glucosio avviene nei mitocondri.

All'interno della cellula vi è anche il cosiddetto apparato del Golgi, che è costituito da una serie di vescicoli e serve per raffinare le sostanze prodotte nelle varie attività cellulari. Tutti questi organuli cellulari fanno sì che una cellula da sola possa costituire un essere vivente. L'equilibrio tra ambiente interno, che deve essere costante, e ambiente esterno è garantito dalle strutture cellulari, questo tipo di equilibrio prendere il nome di equilibrio omeostatico. Dal punto di vista tassonomico il regno dei protisti è polifiletico, cioè un gruppo che al suo interno non ha un antenato comune; infatti gli scienziati stanno cercando di creare gruppi validi dal punto di vista cladistico.

Tipologia[modifica]

Protisti algali[modifica]

I protisti algali sono delle alghe unicellulari e quindi degli organismi fotosintetici, la loro cellula è caratterizzata da una parete esterna costituita da cellulosa (uno zucchero complesso) che le conferisce stabilità; ha dunque la funzione di conferire virilità alla cellula. Questi organismi sono autotrofi, ossia non hanno bisogno di trovare nell'ambiente esterno le sostanze organiche già elaborate perché le sanno ricavare da soli; tant'è che hanno permesso la nostra vita.

Questi organismi riescono a far avvenire questa reazione da destra verso sinistra, trasformando così, anidride carbonica e acqua in glucosio. Il processo inverso è quello che si ha durante la respirazione cellulare.

Protisti animali[modifica]

I protisti animali o protozoi sono degli organismi eterotrofi. La membrana cellulare serve a definire e proteggere la cellula e regola i rapporti con l'ambiente esterno. Le membrane citoplasmatiche sono in grado di captare impulsi nervosi e godono di semipermeabilità.

Movimento[modifica]

All'interno dei protisti vi è una classificazione che prende in considerazione le strutture che usano per muoversi, essenzialmente in ambienti acquatici, possiamo dunque distinguere i seguenti casi:

  • flagellati: sono caratterizzati dal flagello, che è un'ultrastruttura (cioè osservabile mediante l'uso del microscopio elettronico), di cui si servono per muoversi.
  • cigliati: sono dotati di ciglia che gli permettono di muoversi agevolmente in ambienti acquatici.
  • sarcodimi o rizopodi: modificano il corpo in modo tale da prolungare alcune parti di esso che utilizzano per muoversi (alcuni hanno esoscheletro, altri no). Sono dotati di un corpo molto elastico.
  • sporozoi:

Le amebe sono un esempio di protozoi rizopodi, sono organismi eterotrofi e le deformazioni del citoplasma, che prendono il nome di pseudopodi, servono sia per muoversi, sia per raccattare detriti organici. Esse non sono dotate di esoscheletro e conducono una vita planctorica, ossia non si staccano al substrato.

Si pensa che i rizopodi, in generale fossero dei flagellati e che abbiano perduto il flagello, e sviluppato conseguentemente gli pseudopodi. La Mastigo ameba presenta un flagello residuale, è l'unica che ci testimonia un eventuale adattamento successivo.

Ameba proteus ha una vita libera, non parassitaria, al contrario dell'ameba histolytica che è parassitaria.

L'esoscheletro è una struttura adattativa di sostegno e difesa, può essere calcareo (carbonato di calcio) o siliceo, sempre trattasi di materiali organici. Alcuni rizopodi, i foraminiferi, hanno l'esoscheletro calcareo. A volte l'insieme di questi organismi dà vita a vere e proprie rocce.

I nummuliti, a forma di moneta sono fossili non più esseri viventi che un tempo conducevano vita unicellulare.

Gli sporozoi sono tutti parassiti.

Ciclo del plasmodio della malaria[modifica]

Il plasmodium della malaria si trasmette sempre nello stesso modo, cambia solamente la manifestazione patologica. Esso prevede due ospiti, uomo e zanzara anophelex, e divideremo il suo ciclo in sette fasi:

  1. La zanzara inocula nell'uomo il plasmodium nella fase in cui è sporozoite, migra attraverso il ciclo sanguigno al fegato (uno degli organi più irrorati di sangue).
  2. Si infilano dentro le cellule epatiche, qui si moltiplicano i nuclei degli sporozoiti e formano lo schizonte, la schizogonia è il processo che li forma.
  3. La cellula del fegato si apre e libera gli schizonti e danno vita alla fase del ciclo pre eritrocitaria (prima di entrare nei globuli rossi) e si chiamano merozoiti, rimangono a lungo fermi nel fegato quindi vengono ipnozoiti.
  4. Gli schizonti sono una serie di nuclei prodotti nella stessa struttura, i merozoiti sono prodotti a seguito degli schizonti e penetrano nei globuli rossi ove diventano trofozoiti (trophos = cibo).
  5. Nei globuli rossi perché è presente l'emoglobina e attraverso il sangue viene trasportato lo zucchero (si nutrono quindi di azoto e glucosio), l'azolo è la componente proteica dell'emoglobina mentre il glucosio viene trasformato rapidamente in acidi.
  6. Una volta acquisite queste fonti di energia si trasformano in gametociti (macrogametociti, diventeranno gameti femminili), comincerà il differenziamento tra i gameti (si completa solo nelle zanzare dove avviene la riproduzione sessuata) la liberazione di gametociti e macrogametociti è sincrona e massicia (liberano anche le tossine, che provoca febbre alta).
  7. Vengono liberati al tramonto ossia quando la zanzara punge in modo che i micro e macrogametociti penetrano nel corpo della zanzare per completare il ciclo e diventano microgameti e macrogameti.

I protozoi vengono classificati con due nomi, il genere e la specie (secondo la classificazione di Linneo)