I carichi

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search
lezione
I carichi
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Araldica


Il termine carichi può essere applicato a tutto ciò che viene disegnato sullo scudo o, per meglio dire, sul campo dello scudo.

Rientrano in questa definizione:

  1. le forme geometriche principali, le cosiddette pezze onorevoli che hanno una dimensione predeterminata e una posizione fissa sullo scudo,
  2. le figure araldiche propriamente dette e spesso definite come mobili, perché non hanno una posizione fissa ma possono essere ubicate ovunque e in qualunque relazione con le altre figure.

Nei mobili rientrano infine:

  1. le cosiddette pezze ordinarie (o di second'ordine),
  2. le figure geometriche che non hanno riferimento con oggetti reali,
  3. le figure naturali, cioè quelle che raffigurano oggetti di origine naturale,
  4. le figure artificiali, quelle che raffigurano oggetti creati dall'uomo,
  5. le figure chimeriche, che raffigurano creature non esistenti in natura ma derivanti dalla mitologia o dall'inventiva dei creatori di stemmi.

Sono stati fatti molti tentativi di classificazione.

Questi tentativi seguono due linee di tendenza:

1^ tendenza: classificazione basata sulle caratteristiche espresse ed osservabili (definita per « comprensione ») come per esempio:

  • le pezze: forme geometriche che hanno un posto fisso sullo scudo, e che si suddividono in
    • pezze onorevoli o «di primo ordine»
    • pezze ordinarie o «di second'ordine»
  • le figure, figure stilizzate di oggetti, piante, animali, creature chimeriche, etc, che possono essere collocate in modo molto variabile sullo scudo o su una pezza.

2^ tendenza: classificazione costituita da una elencazione più o meno esaustiva (definita per « estensione »), basata probabilmente su un censimento delle utilizzazioni registrate negli armoriali o tramandati dalle tradizioni, come per esempio:

  • pezze araldiche
    • pezze onorevoli: banda, sbarra, bordura, campagna, capo, scaglione, croce, fascia, scudetto in cuore, quartier franco, palo, croce di S. Andrea
    • pezze di second'ordine: cantone, gherone, lambello, orlo, pergola, pila, punta, grigliato
    • pezze di terz'ordine: bisante, bisante-torta, biglietto, carello, fuso, losanga, maglia (o losanga vuota), losanga forata, torta, torta-bisante
    • pezze diminuite: bastone, burella, colmo, cotissa, divisa, filetto, decusse scorciato, pianura, interzato, verghetta
  • figure naturali: sole, crescente, arcobaleno, stelle, leone, leopardo, cavallo, cane, aquila, ecc.
  • figure artificiali: anelletto, candelabro, chiave, chiodo, corona, erpice, ecc..
  • figure immaginarie: chimera, drago, sirena, grifone, arpia, liocorno, ecc.

Osservazione critica da fare a questa seconda tendenza: il numero quasi infinito dei carichi possibili rende illusorio qualunque tentativo di elencazione esaustiva. D'altronde, l'esempio precedente illustra bene tale difficoltà con gli « etc. », che dovranno ugualmente apparire in altri elenchi manifestamente incompleti come quelli delle pezze diminuite che « dimentica » la trangla, la gemella, la filiera, il contrafiletto... E se anche l'elenco delle pezze di terz'ordine comporta un « etc. », diventa veramente difficile decidere se carichi come i « cerchi concentrici » o « cerchio » devono essere classificati fra queste pezze, o tra le figure artificiali: non c'è in realtà alcuna differenza tra questi due elenchi.