Diocleziano

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search
lezione
Diocleziano
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Storia romana




testa dell'imperatore Diocleziano

Dopo aver superato la crisi del III sec. l'impero romano trovò cambiato il proprio governo, infatti era diventato uno stato guidato da un sovrano assoluto con una burocrazia che opprimeva la popolazione. Nel 284 le legioni che si trovavano a Oriente, acclamarono come proprio imperatore Caio Valeriano Diocleziano, che subito sconfisse le invasioni in Gallia e Spagna, ma per poter gestire meglio l'impero affidò la parte militare all'amico Massimiano.

Organizzazione dello Stato[modifica]

Diocleziano per rafforzare e amministrare l'impero introdusse la tetrarchia, ovvero un sistema di gerarchico che prevedeva quattro cariche: 2 Augusti e 2 Cesari; inoltre suddivise il territorio da amministrare in questo modo:

  • le provincie furono ridotte a affidate a un préside (potere civico) e un duce (potere militare)
  • le curie avevano il compito di amministrare i nuclei cittadini e presidiavano le provincie
  • le provincie erano poi raggruppate in diocesi, in cui i vicari riscuotevano le imposte e amministravano la giustizia
  • infine, le diocesi erano raggruppate in 4 prefetture che corrispondevano ai 4 tetrarchi

Sotto il punto di vista militare, Diocleziano costituì un esercito permanente, poiché rese obbligatorio che i figli dei soldati seguissero il mestiere del padre; in questo modo le legioni divennero più piccole, ma aumentò il numero e quindi la capacità di renderle più agili. Per avere un sistema di difesa in profondità, Diocleziano suddivise l'esercito in tre nuclei:

  • limitanei, coloro che stavano al confine e coltivavano i territori su cui si trovavano
  • comitatus, erano le truppe di manovra che intervenivano con più rapidità
  • palatini, cioè il resto dell'esercito che veniva stanziato nelle vicinanze e nel palazzo dell'imperatore

Per far fronte ad oltre un secolo di grave crisi finanziaria, che i precedenti imperatori avevano cercato di risolvere tramite una svalutazione della moneta, con la conseguente inflazione; Dicleziano per rimediare aumentò le imposte, principalmente attraverso: la iugatio e la capitatio. La riscossione di queste imposte spettava ai curiali, che se non riuscivano a raggruppare quanto previsto dovevano mettere la differenza di tasca propria, per questi molti rifiutarono l'incarico, ma per obbligarli la carica divenne ereditaria (come per i soldati). Per rimediare alla continua crescita dei prezzi, Diocleziano costituì nel 301 il calmiere, cioè impose lui stesso il prezzo delle merci, ma in questo modo si costituì il <<mercato nero>>. Tirando le conclusioni, Diocleziano riuscì a compattare lo stato romano dal punto di vista amministrativo, ma impoverì la società con le sue imposte.

Nuova classe dirigente[modifica]

Con Settimio Severo, e poi con Diocleziano, l'antica aristocrazia senatoria perde progressivamente potere, per far spazio a una nuova classe dirigente formata dai generali dell'esercito e dai funzionari amministrativi. Infatti nel corso del III sec. il senato non influiva più con i suo poteri, ed inoltre non era più composto dalle antiche famiglie senatorie, ma da notabili principalmente provinciali o orientali; inoltre la divisione tra cavalieri e senatori scomparve dando vita a una nuova classe dirigente, che aveva pochissimi poteri, ma teneva in vita le antiche tradizioni. La grave crisi e i cambiamenti della società non ridussero le ricchezze degli aristocratici, ma bensì diventarono ancora più ricchi; impiegando però una parte delle loro ricchezze nell'evergetismo, ovvero donazioni che comprendevano:

  • opere pubbliche
  • distribuzione alimentare
  • organizzazione di spettacoli

In questo modo si evitavano le rivolte e il prestigio dell'aristocrazia cresceva; anche se la plebe urbana viveva in una società bloccata per l'obbligo di trasmettere in eredità ai figli, il proprio lavoro.

Ultimi atti di Diocleziano[modifica]

Dopo aver respinto, insieme ai tetrarchi, i barbari; Diocleziano emanò dal 303 al 304 quattro editti contro i cristiani, poiché credeva che fossero l'ultimo ostacolo alla restaurazione della Roma antica. Per questo motivo i beni dei cristiani furono confiscati e distrutti templi e libri, inoltre chi si rifiutava di "cambiare" religione veniva condannato a morte; in Oriente questa persecuzione durò fino al 311.

Nel 305 Diocleziano, si ritirò e fu seguito da Massimiano, così i precedenti Cesari divennero Augusti: Galerio in Oriente e Costanzo Cloro in Occidente. Ma alla morte di Costanzo Cloro nel 306, le legioni proclamarono Augusto il Figlio Costantino e la stessa cosa avvenne per Massenzio, figlio di Massimiano; iniziò così una guerra civile che si concluse nel 324 con la vittoria di Costantino.

Con questi avvenimenti si restaurò la successione ereditaria, ponendo fine al meccanismo inventato da Diocleziano della tetrarchia.