Comuni Medievali (scuola media)

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lezione
Comuni Medievali (scuola media)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Storia per la scuola media 2




In seguito alla rinascita economica dell'XI secoloVK , molte città europee sentirono il bisogno di governarsi in modo autonomo, anche perché l'imperatore risiedeva lontano in GermaniaVK e non poteva occuparsi degli affari italiani. Nascono così i comuni medievali,una nuova forma di governoVK autonomo che si diedero alcune città dell'Italia-centro settentrionale. Questa nuova forma di governo aveva per i cittadini lo scopo di attribuire dei diritti verso l'imperatore e attribuirsene altrettanti.

Castell de Bodiam

Come per esempio:

  • riscuotere le tasse
  • eleggere dei propri rappresentanti
  • amministrare la giustizia
  • tenere un proprio esercito
  • coniare le monete

Fasi del comune[modifica]

  • comune consolare: i consoli entravano spesso in lotta anche perché,essendo ricchi signori della stessa città, era facile avere disaccordi e dunque si adottò un'altra forma di governo.
  • comune podestarile: era guidato da un podestà, che rimaneva in carica per un anno per evitare che prendesse il sopravvento sulla città. Il podestà proveniva da fuori città, per evitare lotte interne.

comune popolare: i rappresentanti sono del popolo

  • stato regionale: nascono perché dei signori delle città compravano dal papa o dall'imperatore dei titoli nobiliari e così facendo diventavano ereditari.

Quotidianità all'interno del comune[modifica]

Coronato 1488

Organizzazione sociale[modifica]

Il governo del comune era composto dai consoli, i quali erano eletti dal popolo, a differenza dei Consigli che erano formati dalle famiglie più importanti. Il popolo grasso (= cittadini benestanti) oltre a godere dei diritti politici, era il solo a partecipare alla vita politica del comune. Questa fascia sociale era proveniente da: grandi dinastie di mercanti, medici e notai. La piccola borghesia veniva a formare il popolo minuto che, inizialmente, non poteva contribuire alla politica anche se aveva favorito la formazione del comune. Tentarono ripetutamente, soprattutto tra i secoli XII e XIII, di cambiare la loro situazione sociale e vi riuscirono in molti casi. La plebe, l'ultimo gradino della scala sociale del comune, era costituita dai poveri e i salariati, i quali erano privi di qualsiasi diritto.

le Corporazioni[modifica]

A partire dall'XI si diffuse in ItaliaVK una nuova organizzazione lavorativa dove tutti coloro che svolgevano professioni simili venivano riuniti in corporazioni, dette anche gilde o Arti. Lo scopo di questi raggruppamenti era quello di mantenere alta la qualità del mestiere e ognuna di esse aveva la libertà di decidere il prezzo e soprattutto la qualità dei prodotti che uscivano dalle botteghe. Un vantaggio di queste Arti era quello dei membri che potevano far valere meglio i loro diritti e, in caso di bisogno, potevano contare sui loro compari. I mestieri più praticati nel Medioevo erano:

  • monaco amanuense (copista)
  • pittore
  • fabbro,orefice
  • medico
  • cuoco
  • orologiaio
  • oste

Arti maggiori e minori[modifica]

Le cosiddette Arti Maggiori erano quelle che in una città permetteva a chi le esercitava di accumulare grosse somme di denaro e di avere una grande influenza politica. Ognuna di queste arti aveva un proprio stemma e uno statuto. Il primo riportava generalmente gli attrezzi del mestiere; il secondo, invece, ritraeva un insieme di norme che regolamentavano i rapporti di lavoro. Le Arti Minori erano le attività più modeste che si svolgevano in una città, e non era caratterizzato da uno stemma. Dalle Arti erano esclusi, inoltre, gli stranieri, i domestici e i piccoli bottegai.

Rapporti con l'impero[modifica]

Mentre i comuni si formano l'impero si indebolisce, i motivi di questo fatto sono:

Lavisse elementaire 043 paysans bourgeois ville
  • i lunghi scontri con il papa per la nomina dei vescovi-conti.
  • la divisione della Germania in due schieramenti politici i guelfi e i ghibellini che lottavano per la nomina dell'imperatore.

I guelfi erano sostenitori dei duchi di Baviera, il nome deriva dal fondatore Welf I ghibellini sostenitori dei duchi di Svevia, il nome deriva da Waiblingen che è l'antico nome di questa famiglia


L'intervento di Federico I Federico I, detto anche Barba Rossa provò a fermare questi comuni, vietando loro di battere la moneta, esercitare la giustizia,eleggere propri rappresentanti, dicendo che questi compiti riguardavano l'imperatore. Ma le città in particolare Milano si ribellarono e barbarossa come risposta rase a suolo la città, allora con l'aiuto di papa Alessandro III si formo la lega lombarda, composta da ben 22 città italiane. Nel 1167 a Pontida combatterono contro l'imperatore. Milano inoltre fu riconosciuta come un punto strategico e li si fondò una nuova città chiamata in onore del papa Alessandria. I termini guelfi e ghibellini ma intendevano un'altra cosa:

  • I guelfi: erano quelli dalla parte del papa
  • I ghibellini quelli dalla parte dell'imperatore

L'imperatore torno in Italia e Assediò Alessandria per lungo tempo, poi nel 1176 a Legnano venne sconfitto dalla lega lombarda.


IL progetto di Federico II Diventato adulto Federico II dimostro di avere piani di governamento be precisi e a differenza del nonno (Federico I)si sentiva profondamente italiano,per questo si occupò prevalentemente di questa penisola. pose la capitale del suo stato a Palermo che divenne una splendida città ricca di cultura, questo favorì gli scrittori siciliani. Nel 1231 Federico II emanò le costituzione melfitane che è una raccolta di leggi chiamate cosi dalla città di Melfi. Il papa Gregorio IX non era d'accordo con la formazione di questo stato perché era troppo forte e scomunico Federico II.

Diffusione della cultura[modifica]

Verso la metà del XI secolo le scuole si trovavano solo presso i monasteri e le cattedrali e non erano molto frequentate a causa dell'isolamento della struttura.

Scriptorium.jpg

A partire dal XIV gli intellettuali e le persone colte cominciarono a riscoprire la cultura greca e romana con lo scopo di far rinascere la civiltà. Di lì a poco le persone si interessarono alla sapienza e vollero avere anche loro un elevato livello d'istruzione. Così furono erette, nelle città più importanti, le università luoghi dove venivano insegnate principalmente:

- la grammatica ( il latino e volgare, le lingue usate per comunicare)

- dialettica

- aritmetica e geometria

- musica

- astronomia

- medicina

Gli studenti che necessitavano di uno studio più approfondito venivano mandati alla ricerca dei maestri migliori, per cui si spostavano in continuazione da una città all'altra e in alcuni casi si trovavano nella condizione di stranieri. Così nacquero le università che ottennero autorità, diritti e privilegi. La prima nacque a Bologna nel 1088 specializzata nello studio delle leggi e del diritto; poi molte altre come quella di Padova, Napoli, Roma, Perugia, Firenze e Pisa.

La diffusione della cultura fu facilitata dall'invenzione della stampa a caratteri mobili che permise la circolazione delle copie dei libri grazie anche al poco prezzo a cui erano vendute. Il primo libro ad essere stampato fu la Bibbia,nel 1455.

Il Latino[modifica]

Il latino, dopo la caduta dell' impero romanoVK, venne ancora usato nella liturgia cattolica e nella produzione dei libri. Ma, data l'influenza da parte dell'idioma parlato, diventò un latino volgare che tra l'alto medioevo si differenziò in varie lingue romanze, come l'italiano e il francese.

Il Volgare[modifica]

Il volgare è una variazione popolare del latino ed era diverso di regione in regione. Queste variazioni erano dovute alle diverse lingue parlate dai cittadini dei popoli conquistati che usavano questi dialetti nella vita quotidiana, ma anche influenze culturali da parte delle popolazioni barbariche. Come esempio, il volgare usato dai poeti-scrittori del '300 -Dante Alighieri,Petrarca e Boccaccio- era quello toscano. A differenza di quello usato da San Francesco per scrivere il Cantico di Frate Sole che era umbro.

Regno di Napoli[modifica]

Flag of the Kingdom of Naples

Il Regno di Napoli è nato nel XIV ed è caduto nel Fondato esattamente nel 1285 il suo governo è stato l'assolutismo monarchico. Ci sono state due importanti famiglie che governarono il Regno di Napoli: prima gli Angioini e dopo gli Aragonesi. Per fermare le guerre il 31 agosto 1302 fu stipulato il trattato della Pace di CaltabellottaVK che prevedeva l'equilibrio delle forze, e dopo la firma di questo trattato il regno venne diviso in due: citra et ultra Pharum. Il Regno di Napoli era conosciuto in precedenza come Regno di Sicilia (Regnum Siciliae Citra Pharum). Il regno di Napoli venne conquistato nel 1282 dalle dinastie angioine e poi venne riconquistato nel 1442 dagli aragonesi di Alfonso I. in quel periodo la capitale era celebre per la sua corte. Il territorio del Regno di Napoli comprendeva le attuali regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria ed una parte del Lazio meridionale ed orientale. Gli storici lo chiamarono anche Regno di Puglia, questo nome nasce nell'età Normanna quando il Regno di Napoli era sotto il comando dei Normanni. la pace di Caltabellotta ha dato l'identità politica di Regno di Napoli al Regno di Sicilia. Dopo la vittoria della Spagna contro la Francia il Regno di Napoli fu unito dinasticamente alla monarchia ispanica, insieme a quello di Sicilia, fino al 1707, ed entrambi furono governati come vicereami.

Comuni esteri[modifica]

La Lega anseaticaVK (dal latino medievale hanseaticus,derivato dall'alto tedesco medio Hanse «raggruppamento») o Hansa fu un'alleanza di città che nel tardo Medioevo fino all'inizio dell'età moderna mantenne il monopolio dei commerci su gran parte dell'Europa settentrionale e del mar Baltico.La sua fondazione risale al XII secolo.

Lega anseatica danese

Fu in questo periodo che i mercanti delle varie città cominciarono a formare società (Hanse) con l'intenzione di commerciare con le città straniere. Queste società lavorarono per acquisire degli speciali privilegi commerciali per i loro membri. Ad esempio, i mercanti di Colonia furono in grado di convincere Enrico II d'Inghilterra a garantire loro speciali privilegi commerciali e diritti di mercato nel 1157.Ogni città aveva un sindaco (e un consiglio) che rispondeva al Governatore della Lega Anseatica; il più importante fu Ronald Guternbach che fu un importante notabile di Lubecca. Alla fine, alcune di queste città cominciarono a formare alleanze tra di loro, in forma di una rete di mutua assistenza che sarebbe diventata, appunto, la Lega anseatica

Date importanti[modifica]

  • 1097: Prima notizia del comune di Milano
  • 1158: Dieta di Roncaglia, inizia lo scontro tra Impero e Comuni
  • 1167: Giuramento di Pontida;Costituzione della lega lombarda
  • 1176: Battaglia di Legnano; i Comuni sconfiggono Federico Barbarossa
  • 1183: Pace di Costanza; riconoscimento delle libertà comunali
  • 1220: Federico II è incoronato imperatore
  • 1302: Pace di Caltabellotta;gli Aragonesi e gli Angioini si spartiscono l'Italia meridionale

Quiz[modifica]

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1

Quali sono le fasi del Comune ?

comune consolare.
comune militare.
comune podestarile.
comune provinciale.
comune regionale.

2

Dove risiedeva l'imperatore?

In Francia.
In Italia.
In Germania.
In Inghilterra.

3

Le scuole si trovavano non solo nei monasteri e le cattedrali ed erano molto frequentate.

Vero.
Falso.

4

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In seguito alla rinascita economica del XI, molte città europee sentirono il bisogno di governarsi in modo

,
anche perché l'imperatore risiedeva lontano e non poteva occuparsi degli affari

.
Nascono così i comuni medievali,una nuova forma di

.

5

Quali erano i diritti dell'imperatore?

Riscuotere le tasse
Eleggere dei propri rappresentanti
Riposare.
Fare battaglie.
Amministrare la giustizia.
Avere un castello.
Tenere un proprio esercito.
Inventare un nome al paese.
Coniare le monete

6

Segna l'intruso tra le materie della rinascita della cultura.

Grammatica.
Dialettica.
Aritmetica e Geometria.
Lingue Straniere.
Musica.
Astronomia.
Medicina.

7

Con che cosa aquistavano le merci

Con il baratto.
Con gli euro.
Con delle monete.


Bibliografia[modifica]

  • Siboni R.-Pastorino M.-Rosato P.,Laborastoria, vol.1, Palermo 2015, Palumbo Editore (ISBN 978-88-6889-171-8)
  • Gentile G.-Ronga L., La storia in rete, vol.1, Padova, Editrice La Scuola (ISBN 88-350-1637-1)

Collegamenti esterni[modifica]