Certificato Creative Commons/Creative Commons per i GLAMs (gallerie, biblioteche, archivi e musei)

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Bozza di lavoro - traduzione di Iolanda Pensa

Unità GLAM: Creative Commons per i GLAMs (gallerie, biblioteche, archivi e musei)

L'importanza del patrimonio culturale digitale sta aumentando nel nostro mondo dell'informazione in continua e rapida evoluzione e la conoscenza del diritto d'autore e nelle licenze libere è una competenza cruciale per un GLAM moderno. L'acronimo GLAM sta per Galleries, Libraries, Archives and Museums e indica in generale tutte le istituzioni culturali con un patrimonio sempre più digitale; in alcune nazioni viene anche usato il termine heritage institutions (istituzionale del patrimonio) e l'UNESCO usa l'espressione memory institution (istituzione della memoria).

Le licenze e gli strumenti Creative Commons sono lo standard globale per l'accesso libero – open access – alla conoscenza e alla cultura in tutto il mondo; le licenze CC mettono l'"open" in Open GLAM, Open Education, Open Access, Open Science e altro. Questo modulo ti introdurrà alle specifiche dell'utilizzo degli strumenti CC e all'implementazione di iniziative di open access presso istituzioni o programmi che si occupano di patrimonio culturale.

Questa unità ha quattro sezioni:

5.1 Open GLAM: accesso aperto al patrimonio culturale
5.2 Opportunità e sfide di Open GLAM
5.3 Preparazione delle collezioni
5.4 Apertura e condivisione di raccolte e contenuti

Ci sono anche risorse aggiuntive se sei interessato a saperne di più su uno qualsiasi degli argomenti trattati in questa unità.

Considera anche di unirti alla piattaforma Open GLAM di Creative Commons. In qualità di membro, puoi aiutare a identificare, pianificare e coordinare pratiche Open GLAM e progetti politici per risolvere in modo collaborativo le sfide del patrimonio culturale globale.

5.1 Open GLAM: accesso aperto al patrimonio culturale[modifica]

Il concetto di "open" (aperto)) ha avuto scopi diversi in una varietà di campi, dal software alle comunicazioni accademiche, dalla ricerca e all'istruzione, alla scienza e alla cultura. In generale, la nozione di "aperto" in questi campi si riferisce spesso a "rendere qualcosa accessibile" senza restrizioni economiche, tecnologiche o legali che limitino il riutilizzo. Il settore del patrimonio culturale attualmente manca di consenso su una chiara definizione di Open GLAM, ma c'è un accordo generale sul fatto che i GLAM dovrebbero fornire un accesso il più aperto possibile alle loro collezioni nell'ambiente digitale. In particolare, un principio centrale del Open GLAM è che le riproduzioni digitali delle opere di pubblico dominio dovrebbero essere rese disponibili gratuitamente e senza restrizioni. Open GLAM sfrutta le tecnologie digitali, il web, le licenze aperte e il pubblico dominio per fornire un accesso libero e aperto al patrimonio culturale e consentirne il riutilizzo.

Risultati di apprendimento[modifica]

  • Definire "aperto" nel contesto del patrimonio culturale e di altri movimenti aperti.
  • Comprendere il ruolo delle politiche pubbliche e delle pratiche istituzionali nel promuovere l'apertura.

La grande domanda / Perché è importante?[modifica]

I concetti e la terminologia di altri movimenti open potrebbe dover essere adattata per rispondere effettivamente alla pratiche dell'ambito GLAM. Le licenze CC e gli strumenti di dominio pubblico forniscono uno standard globale per rendere le opere protette da copyright disponibili in modo aperto, ma la definizione di "aperto" nel settore dei beni culturali non riguarda solo le licenze aperte. Diversi livelli di politiche che sostengono il Open GLAM sono importanti per garantire al pubblico la possibilità di riutilizzare le opere in modo semplice.

[Inserire immagine] Logo dell'iniziativa Open GLAM.

Riflessione personale / Perché è importante per te[modifica]

Qual è la missione della tua istituzione e in che modo l'apertura potrebbe sostenere la sua missione? Qual è stata la tua comprensione del concetto di "open" finora? Ti è mai capitato di non essere stato in grado di accedere o riutilizzare un'opera nella tua ricerca o nel tuo lavoro impegno nella cosa pubblica o per il tuo divertimento? In che modo pensi che il contesto legale e politico e le pratiche istituzionali possano modellare l'open?

Acquisire le conoscenze essenziali[modifica]

Cos'è Aperto?[modifica]

Per il settore dei beni culturali, Open, o “Open Access”, è ancora una definizione in evoluzione. Il settore dei beni culturali ha sviluppato diversi approcci all'apertura.

Douglas McCarthy e Andrea Wallace, autori del sondaggio Open GLAM (Open GLAM survey, fanno riferimento a questa sfida nel loro post su Medium "Uncovering the global picture of Open GLAM"[1], osservando: "Il significato preciso di 'open' a volte manca di consenso; è spesso auto-designato e piuttosto opaco.” I GLAM interagiscono con forme di contenuto e contesti notevolmente diversi, quindi non è sempre chiaro cosa debba significare aperto.

In generale, Open GLAM può essere inteso come la condivisione online di materiale del patrimonio culturale digitale con il minor numero possibile di restrizioni relative al diritto d'autore.

Per i GLAM e altre organizzazioni che lavorano con il patrimonio culturale, ci sono generalmente quattro tipi di contenuti che possono essere resi disponibili in accesso aperto:

  • Opere digitalizzate gestite da GLAM i cui diritti sono scaduti (opere di pubblico dominio), ad esempio le opere del pittore impressionista francese del XIX secolo Claude Monet;
  • Opere e altri contenuti originali attualmente protetti da copyright e creati da altre persone (ad esempio artisti, ricercatori o membri del pubblico) che hanno dato il loro permesso di condividere le opere con il minor numero possibile di restrizioni sul copyright. Ad esempio, una ricercatrice che dona i suoi manoscritti a un archivio o un artista che dona la sua opera a un museo; ciascuno fornendo il permesso di rilasciare questi materiali come accesso aperto;
  • Opere e altri contenuti originali di cui l'istituzione GLAM detiene i diritti, ad esempio, ricerche originali prodotte da dipendenti o appaltatori dell'istituzione GLAM nel contesto di una mostra;
  • Qualsiasi tipo di metadati prodotti dall'istituzione GLAM.

Una definizione restrittiva di Open Access per GLAM fa solitamente riferimento all'uso del pubblico dominio sulle riproduzioni digitali di opere in pubblico dominio. Ciò significa che le versioni digitalizzate di queste opere sono prive di restrizioni sul diritto d'autore e possono essere utilizzate per qualsiasi scopo, gratuitamente, senza autorizzazione. Vedremo meglio cosa questo significa nella Sezione 5.3.

Avere una definizione operativa di "aperto" rende più facile per gli utenti capire cosa possono fare con le riproduzioni digitali di GLAM. La definizione di Open Knowledge International di cosa sono dati aperti, contenuto aperto e conoscenza aperta contenuta nella "Definizione aperta" è diventata la definizione riconosciuta nel settore. La Definizione Aperta è riassunta con:

"I dati e contenuti aperti possono essere utilizzati, modificati e condivisi liberamente da chiunque per qualsiasi scopo". La Open Definition ha anche una serie di licenze conformi che rispettano questa definizione, incluse CC0, CC BY e CC BY-SA.

Ciò significa che il rilascio di versioni digitalizzate di opere in pubblico dominio e altri contenuti originali può essere effettuato anche con licenze e strumenti conformi inclusi nella Open Definition. Oltre a quelli sopra menzionati, questi includono il marchio di dominio pubblico (PDM) di Creative Commons e dichiarazioni sui diritti[2] che indicano chiaramente che non vi è alcun diritto d'autore sull'opera. Questa affermazione di accesso e riuso aperto e libero delle opere è ciò che comunemente costituisce l'“open access” nell'ambito dell'Open GLAM.

Inoltre, le istituzioni e i progetti GLAM possono rendere disponibili contenuti protetti da copyright che gestiscono sulla base di limitazioni o eccezioni del copyright (come il fair use).

[Inserire immagine] Archief Alkmaar Commons di Westfries bruiloft, dominio pubblico.

Questa foto di un matrimonio nei Paesi Bassi è di dominio pubblico ed è stata resa disponibile dall'Archivio Regionale Alkmaar, Paesi Bassi. L'archivio ha digitalizzato e caricato questa immagine sul proprio account Flickr con l'indicazione di dominio pubblico (PDM). Ciò significa che l'opera è segnalata come di pubblico dominio. Quando qualcuno vede questa immagine, può, ad esempio:

  • includere l'immagine in un libro che sta scrivendo sui matrimoni della prima metà del XX secolo nei Paesi Bassi;
  • includere il lavoro in un'opera più ampia, come un collage di grandi immagini di matrimoni;
  • stampare la foto come cartolina e inviarla ad un amico per il suo matrimonio;
  • e molto altro, fino a dove si spinge l'immaginazione!

Pratiche e politiche di accesso aperto per il patrimonio culturale[modifica]

Le iniziative di digitalizzazione necessitano di sostegno economico e politico per essere sostenibili. Affinché tale sostegno economico e politico esista, è importante dimostrare l'impatto e il valore che la digitalizzazione fornisce alle istituzioni, ai loro utenti e al pubblico. Le politiche di accesso aperto[3] garantiscono che il pubblico possa riutilizzare i contenuti. Le politiche di accesso aperto richiedono che le istituzioni siano il più coerenti possibile riguardo alla loro gestione del copyright e al riutilizzo delle loro collezioni.

Contesto legale e politico[modifica]

I finanziamenti privati ​​e pubblici sono fondamentali per sostenere iniziative a favore del patrimonio culturale digitale, come progetti di digitalizzazione e aggregatori di contenuti. Le politiche e le leggi pubbliche possono chiarire il ruolo che i GLAM devono svolgere nel rendere disponibili i contenuti, in particolare per le istituzioni finanziate con fondi pubblici. Queste potrebbero essere regole statali che possono essere applicate all'intero settore.

Le politiche pubbliche e gli strumenti giuridici – quali trattati, convenzioni, dichiarazioni, raccomandazioni, leggi, decreti, regolamenti o politiche – possono essere adottati a livello internazionale, regionale o nazionale. La Raccomandazione dell'UNESCO relativa alla conservazione e all'accesso al patrimonio documentario anche in forma digitale, pubblicata nel 2015, formula una raccomandazione per gli Stati membri dell'UNESCO affinché sostengano le politiche di accesso aperto:

Gli Stati membri sono invitati a migliorare la visibilità e l'accessibilità del loro patrimonio documentario attraverso le attività di sensibilizzazione e le pubblicazioni del programma Memoria del mondo (Memory of the World) se rilevante, con investimenti nella digitalizzazione dei contenuti con lo scopo dell'accesso che è ora una delle sue componenti chiave. Gli Stati membri dovrebbero sostenere e promuovere l'accesso al dominio pubblico e, ove possibile, incoraggiare l'uso di licenze pubbliche e soluzioni di accesso aperto.

Le politiche possono operare anche a livello regionale. La raccomandazione della Commissione europea 2011/711/UE sulla digitalizzazione e l'accessibilità online del materiale culturale e la conservazione digitale include importanti considerazioni sulla necessità di mantenere le riproduzioni di opere di pubblico dominio nel pubblico dominio. Un rapporto pubblicato nel 2019[4] ha confermato la validità di questa raccomandazione[5].

In altri casi, una politica nazionale può essere interpretata per favorire l'accesso, anche quando la politica non si indirizza specificatamente all'ambito GLAM. È il caso dell'US Executive Order on Making Open and Machine Readable the New Default for Government Information (ordine esecutivo degli Stati Uniti del 2013 sul rendere l'apertura e la leggibilità automatica il nuovo valore predefinito per le informazioni del governo), che afferma che i dati del governo negli Stati Uniti dovrebbero essere resi accessibili in modo libero e a aperto.

Gli enti finanziatori statali o del settore privato possono aiutare a definire pratiche e politiche di accesso aperto. Sempre più spesso, i finanziatori richiedono che i materiali digitalizzati creati con i finanziamenti forniti siano rilasciati e disponibili in open access. Alcuni finanziatori richiedono che il GLAM svolga una parte del lavoro di autorizzazione del copyright prima di richiedere un fondo per la digitalizzazione, il che potrebbe segnalare la priorità dei finanziatori per l'accesso aperto (e la loro volontà di voler evitare il rischio di violazione del copyright). Ad esempio, nel 2020 il National Heritage Fund del Regno Unito ha pubblicato il suo regolamento sui requisiti di licenza, che richiede l'applicazione del CC BY 4.0 ai contenuti originali creati nell'ambito dei progetti finanziati e il CC0 o il Public Domain Mark sulle riproduzioni digitali di opere in pubblico dominio.

Politiche istituzionali[modifica]

Lo sviluppo delle politiche può avvenire a livello istituzionale. Si tratta di politiche create dalle istituzioni stesse che si applicheranno solo all'istituzione e ai suoi utenti. Le istituzioni del patrimonio culturale affiliate o parte di università[6], ad esempio, fanno affidamento su come le loro politiche universitarie definiscono l'accesso aperto e spingono per iniziative di accesso aperto. Per queste istituzioni è importante allinearsi con il mandato più ampio di apertura dell'istituzione ospitante.

Anche le politiche definite da portali, piattaforme, aggregatori, associazioni e iniziative consortili sono importanti motori di cambiamento per le istituzioni. Ad esempio, le politiche stabilite da Europeana nel suo quadro editoriale aiutano le istituzioni a pensare alle proprie pratiche di gestione del diritto d'autore, alle loro decisioni in materia di licenze e a come possono aumentare la loro visibilità all'interno di Europeana. Il sistema di pubblicazione dà più risalto alle raccolte che sono disponibili in modo aperto.

Anche le organizzazioni senza scopo di lucro e le piattaforme commerciali di hosting di contenuti possono elaborare le proprie politiche. Ad esempio, Wikimedia Commons, il repository multimediale gratuito di Wikipedia, consente di caricare solo opere digitalizzate che possono essere utilizzate, modificate e condivise liberamente; come tali seguono le licenze che sono conformi alla Open definition. Altre piattaforme possono incoraggiare politiche di utilizzo chiare, come Flickr Commons.

Le iniziative dei consorzi consentono a istituzioni molto diverse di dialogare e condividere e rivedere le proprie pratiche, competenze e conoscenze. In alcuni casi, queste iniziative consortili sono potenti leve per le piccole istituzioni che non hanno necessariamente le risorse disponibili per mettere insieme un sito web per ospitare e condividere la loro collezione. Il lavoro del Connecticut Digital Archive è un buon esempio.

Questi diversi approcci alla gestione del diritto d'autore e all'accesso aperto spesso si consolidano nelle politiche istituzionali. Le politiche istituzionali includono processi di valutazione per determinare lo stato del copyright degli oggetti nelle collezioni, nonché processi decisionali su quali opere e collezioni rilasciare e a quali condizioni rilasciarle. Le politiche finiscono per variare notevolmente tra le istituzioni, a seconda delle loro dimensioni e risorse. Una piccola istituzione potrebbe non aver bisogno di un regolamento scritto sul proprio sito Web per rilasciare le sue raccolte in dominio pubblico su una piattaforma di terze parti, come Flickr. Le istituzioni possono non avere un sito web, ma possono comunque sviluppare pratiche Open GLAM. Una tale istituzione idealmente raggiungerà un accordo interno sul processo e su come prendere decisioni in merito al diritto d'autore e all'accesso aperto.

Le politiche di accesso aperto che l'istituzione stabilisce devono essere coerenti con la sua missione e il quadro giuridico in cui opera. I decisori devono capire come la missione della loro istituzione si allinea con i principi dell'accesso aperto. In che modo la missione dell'istituzione sarà rafforzata dall'apertura? E la missione dell'istituzione sostiene un ecosistema aperto e inclusivo? Le risposte a queste domande dipendono da ciascuna istituzione e sono quindi uniche, ma il lavoro di istituzionalizzazione dei principi di accesso aperto con politiche, accordi e pratiche ha punti in comune tra i diversi GLAM, come esploreremo nella prossima sezione.

Osservazioni finali[modifica]

Il settore dei beni culturali ha una definizione in evoluzione di "aperto". Gli sforzi come le conversazioni che si svolgono all'interno della piattaforma CC Open GLAM mirano a trovare una convergenza. Ci sono molte opere appartenenti a diversi stakeholders che possono essere rese aperte. Tuttavia, un importante punto di riferimento per "aprire" tra queste differenze è che le riproduzioni di opere in pubblico dominio dovrebbero rimanere in pubblico dominio. Le politiche a diversi livelli sostengono e aiutano a guidare le pratiche di accesso aperto nel settore dei beni culturali. È fondamentale che queste pratiche e politiche riflettano e rappresentino la missione dell'istituzione.

5.2 Opportunità e sfide di Open GLAM[modifica]

Il concetto di Open GLAM presenta sia opportunità che sfide. Comprendere questi elementi è fondamentale per prendere una decisione informata sull'apertura delle collezioni. Questa comprensione consente di trarre vantaggio dai risultati positivi e di aggirare quelli negativi. Essere in grado di spiegare le opportunità e affrontare le sfide ti aiuterà a costruire un forte sostegno per l'accesso aperto presso la tua istituzione o nell'ambito del tuo gruppo di digitalizzazione comunitario.

Risultati di apprendimento[modifica]

  • Comprendere le opportunità e le sfide di Open GLAM
  • Scoprire i modi pratici in cui varie istituzioni stanno cogliendo le opportunità e affrontando le sfide dell'Open GLAM

Domanda centrale / Perché è importante?[modifica]

Una missione cruciale delle istituzioni che conservano e valorizzano il patrimonio culturale è fornire accesso alla conoscenza e alla cultura per aiutare ad ampliare la comprensione che le persone hanno di se stesse e del mondo. In tal modo, le istituzioni intraprendono una serie di progetti, dai programmi educativi in ​​loco alla digitalizzazione delle opere per aumentare l'accesso.

Quanto sono preparate queste istituzioni a trarre vantaggio dalla pubblicazione dei loro contenuti? E come affronteranno le sfide che potrebbero presentarsi lungo il percorso? In che modo le istituzioni possono realizzare meglio le loro missioni, così come la ricerca e l'istruzione, mitigando al contempo gli esiti negativi del rinunciare al proprio controllo?

Questa sezione esplorerà i vantaggi e le sfide dell'Open GLAM e osserverà come un'ampia comprensione può sostenere le istituzioni nell'attuazione di pratiche e politiche di accesso aperto.

Riflessione personale / Perché è importante per te[modifica]

Ti sei mai impegnato in una conversazione sul perché ritieni che l'accesso aperto sia importante o su come possa essere difficile per i GLAM? Ti sei mai chiesto quali casi di studio istituzionali potrebbero aiutarti a costruire la tua argomentazione per aprire l'accesso a una collezione?

Acquisire le conoscenze essenziali[modifica]

Quali sono le opportunità di Open GLAM?[modifica]

Nell'Unità 1, Sezione 1.3, abbiamo fornito un breve riassunto dei vantaggi di Open GLAM. Qui, approfondiamo alcuni di questi, sulla base di oltre un decennio di esperienze GLAM.

Uno dei migliori rapporti che riassume questi vantaggi è "The Impact of open access on Galleries, Libraries, Museums and Archives" (2016) scritto da Effie Kapsalis, Senior Digital Officer presso lo Smithsonian[7]. Ha anche creato un video sintetico sul rapporto, per una presentazione al SXSW 2016 (CC BY 3.0).

Still dal video

Questo rapporto è servito come risorsa per la sensibilizzazione interna e la promozione dell'accesso aperto presso lo Smithsonian Institution. Kapsalis ha anche identificato partner e alleati che stavano mostrando il valore di aprire la loro collezione per aiutarla a costruire la sua argomentazione. Nel febbraio 2020, lo Smithsonian ha lanciato la sua iniziativa open access, rendendo in dominio pubblico più di 2 milioni di immagini digitali. Immagina di provare a mostrare 2 milioni di opere digitali in una mostra fisica!

I GLAM hanno collezioni straordinarie ed è impossibile mostrare tutti quegli beni in uno spazio fisico contemporaneamente. Quando Lizzy Jongma è entrata nel 2011 a far parte del Rijksmuseum in qualità di Data Manager per il Dipartimento di informazioni sulle collezioni, il museo è stato chiuso e sottoposto a lavori di ristrutturazione per ampliare il suo spazio. Ma Lizzy ha avuto un'intuizione. Come ha spiegato Lizzy in questo presentazione realizzata per il libro "Made with Creative Commons", anche con lo spazio rinnovato e più ampio, il museo non sarebbe mai stato in grado di mostrare più dell'uno percento della sua collezione: 8000 su oltre un milione di opere.

È possibile aumentare la visibilità della raccolta utilizzando strumenti e licenze CC. L'utilizzo di tali strumenti standardizzati per comunicare lo il copyright e le autorizzazioni all'uso per diverse opere consente ai motori di ricerca di includere più file multimediali dei GLAM, comprese le immagini, nei risultati di ricerca. Educatori, ricercatori, artisti e utenti generici che cercano immagini e contenuti gratuiti e aperti, sono più inclini a utilizzare i contenuti di alta qualità e disponibili pubblicamente forniti dai GLAM.

Vantaggio: sostenere la missione e la propria rilevanza con un pubblico del 21° secolo[modifica]

Nella Sezione 5.1 abbiamo discusso la Raccomandazione UNESCO relativa alla conservazione e all'accesso al patrimonio documentario anche in forma digitale. Le linee guida di attuazione nelle raccomandazioni affermano:

La fornitura dell'accesso pubblico è la prova visibile della validità e dell'utilità per la società di un'istituzione della memoria. È la giustificazione della spesa pubblica per la conservazione, perché la conservazione senza l'intento di accessibilità è inutile.

Diversi GLAM hanno deciso di implementare ed espandere le politiche di accesso aperto per servire al meglio la loro missione di collegarsi e condividere con il loro pubblico contemporaneo. La condivisione e la diffusione delle informazioni in formato digitale sta diventando la modalità di default.

Nel suo articolo su Medium, "Do we still need a Collections Online" ("Abbiamo ancora bisogno di collezioni online") Adam Moriarty, Head of Information and Library presso l'Auckland Museum, Nuova Zelanda, descrive come l'accesso aperto sia funzionale alla missione del museo[8]:

“Al Museo di Auckland abbiamo una missione e visione decisamente solide: arricchire la vita e ispirare scoperte + connetterci attraverso la condivisione di storie di persone, terre e mari. (…) Siamo diventai aperti come regola, chiusi aperti solo eccezionalmente, abbiamo rilasciato un milione di record, applicato una licenza CC-BY a 350.000 immagini, creato un'API che segue i principi dei dati aperti collegati. (…) E amplificheremo le Collezioni attraverso la collaborazione, collaborando con organizzazioni affini che condividevano la nostra passione per l'accesso aperto e già sono al servizio di un pubblico alla ricerca di conoscenza o creatività”.

Aprendo i suoi contenuti, l'Auckland Museum si è impegnato con una serie di piattaforme e siti Web diversi come Pinterest, Digital New Zealand, GBIF (Global Biodiversity Information Facility), Biodiversity Heritage Library e Wikipedia, che hanno aumentato la presenza e il riutilizzo della sua collezione. L'esperimento dell'Auckland Museum ha anche aumentato il traffico verso i suoi oggetti digitali. Questo, a sua volta, porta ad una maggiore visibilità della collezione.

I GLAM sono spesso chiamati a giustificare il valore delle loro collezioni e l'impatto che stanno producendo. Aprire le collezioni le rende altamente accessibili, facili da trovare e utilizzabili; questo può giustificare il valore di un'istituzione GLAM - posizionare meglio l'istituzione per ricevere finanziamenti continui comunicando il valore per gli stakeholders, l'impatto delle loro collezioni digitali e altro ancora.

Pensa alla missione della tua istituzione: come proveresti a collegarla a una politica di accesso aperto? Quale linguaggio usa la missione della tua istituzione che potrebbe sostenere il rilascio di una piccola raccolta?

La missione di un'istituzione può a volte sembra lontana dalle attività quotidiane, ma è fondamentale per ancorare la proposta di grandi cambiamenti come il rilascio di collezioni.

Vantaggio: promuovere l'istruzione attraverso la creazione di risorse educative aperte (OER) di alta qualità consentendo il riutilizzo del patrimonio digitale[modifica]

I GLAM hanno programmi educativi che aiutano a rendere le collezioni accessibili a diversi tipi di pubblico e ad educarli sui diversi aspetti della società. L'integrare l'apertura delle raccolte GLAM con le attività educative può informare gli utenti sulle raccolte e le pratiche GLAM, aumentando l'alfabetizzazione sulle fonti primarie. È importante sottolineare che le risorse costruite su opere e collezioni condivise dai GLAM possono essere condivise con licenze aperte come OER (Open Educational Resources). Queste OER e strategie educative possono assumere forme diverse.


Presentazione del progetto "El archivo en el aula" ("L'archivio in classe").

Ad esempio, il progetto "El archivo en el aula" ("L'archivio in classe") di Wikimedia Argentina in collaborazione con l'UNESCO Associated Schools Network e la Comisión Nacional Argentina de Cooperación con la Unesco mostra OpenEducationalResources che chiunque può creare grazie al rilasciato delle collezioni.

Vantaggio: maggiore ricerca su collezioni e collaborazioni tra ricercatori e istituzioni[modifica]

Come indicato nella Raccomandazione dell'UNESCO relativa alla conservazione e all'accesso al patrimonio documentario inclusa la forma digitale:

Nell'"era digitale", le vie di accesso si stanno moltiplicando. Cataloghi e strumenti di ricerca sono essenziali, ma ora sono integrati da una serie di opzioni digitali: contenuti ricercabili online, download, social media. È fondamentale per le istituzioni della memoria avere una presenza sul web, compreso un portale per le proprie collezioni. Poiché i ricercatori cercano sempre più risposte immediate, è facile per alcuni presumere che se il contenuto non è su Internet, non esiste. Cataloghi e strumenti di ricerca, sia analogici che digitali, dovrebbero essere strutturati secondo standard internazionali in modo che possano essere leggibili da una macchina (machine readable), ricercabili a livello globale e collegabili (linkable).

La digitalizzazione del patrimonio culturale offre ovvi vantaggi ai ricercatori, ma ci sono anche alcune importanti implicazioni per le istituzioni del patrimonio culturale che conducono anche ricerca a partire dalle loro collezioni. Ad esempio, nel suo articolo "What Can Data Teach Us About Museum Collections?"[9], Diana Greenwald ricorda la sua esperienza di lavoro con i dati mentre era Andrew W. Mellon Postdoctoral Curatorial Fellow nel 2018 presso la National Gallery of Art negli Stati Uniti. È stata in grado di esplorare le sue collezioni attraverso una lente diversa semplicemente utilizzando i dati disponibili sulle collezioni.

Rendere le collezioni "open" crea nuove possibilità di ricerca, ne aumenta l'accesso rendendole più facilmente trovabili online e ne potenzia riuso e interpretazione. Rendere disponibili i dati delle collezioni aiuta anche a creare fiducia e collaborazione con ricercatori esterni. Offrire la tua raccolta in questo modo consente inoltre ai ricercatori di effettuare scoperte, esplorazioni e download di dati in blocco tramite dump di dati. Questo può portare più valore e attenzione alla collezione.

Se la ricerca è al centro della tua missione istituzionale, ma non sai da dove cominciare, potrebbero interessarti: nel 2017 l'Institute of Literary Research della Polish Academy of Sciences, il Trinity College di Dublino e Creative Commons Polska hanno tenuto una serie di workshop per discutere su "Come facilitare la cooperazione tra ricercatori in discipline umanistiche e istituzioni del patrimonio culturale". Di conseguenza, hanno prodotto una serie di linee guida con esempi molto illustrativi di cosa si può fare quando istituzioni e ricercatori collaborano insieme attraverso raccolte disponibili pubblicamente[10]. Mentre il loro focus era sulle scienze umane, alcune delle loro conclusioni possono essere applicate ad altri campi.

Vantaggio: aumento del traffico verso proprietà digitali e interazioni sui social media[modifica]

Per molti GLAM, il coinvolgimento sui social media offre un sistema di misurazione rilevante del loro impatto. All'inizio della pandemia di COVID-19 nel 2020, il Getty Museum ha lanciato The Getty Museum Challenge, un modo per incoraggiare le persone a rimanere in contatto con l'arte e interagire con il museo, mantenendo la distanza fisica. La sfida era semplice: le persone sono state invitate a creare la propria versione di famose opere di pubblico dominio utilizzando oggetti di casa. I risultati della sfida sono stati successivamente pubblicati in un libro, con tutti i profitti destinati in beneficenza. La politica di accesso aperto del Getty Museum ha scatenato creatività inaspettate e possibilità per il pubblico di interagire con le istituzioni a distanza. Questa sfida è un esempio di come il dominio pubblico può aumentare le interazioni sociali.

Un altro esempio è il concorso GIF It Up!, organizzato da Europeana, DPLA, Digital NZ e Trove. Nel 2020, The Heritage Lab ha organizzato GIF It Up! India per la prima volta, con i Musei DAG che sono stati la prima istituzione a prendervi parte. Guarda questo video con Medhavi Gandhi di The Heritage Lab che spiega l'importanza della presenza sui social media per alcune istituzioni e come il concorso ha contribuito a mettere in luce l'importanza delle collezioni ad accesso aperto

E ancora più vantaggi...[modifica]

Esploreremo ulteriori vantaggi nelle prossime unità relative alla citizen science, al crowdsourcing e al coinvolgimento del pubblico a partire dalle collezioni. Di seguito sono riportati ulteriori vantaggi del rilascio di collezioni di opere:

  • Mettere al centro dell'attenzione opere periferiche. Quando le collezioni e le opere sono rese pubblicamente disponibili, queste opere vengono messe in risalto in vari modi, attirando l'attenzione di diversi utenti e del pubblico in generale. Metadati dettagliati e copyright chiaro leggibile anche dalle macchine (machine readable) possono rendere più facile trovare queste opere (discoverability).
  • Produzione di nuove narrazioni intorno alle collezioni e analisi critica delle narrazioni esistenti. L'accesso aperto consente a nuove narrazioni e analisi critiche di adottare una varietà di formati che mettono in discussione i modi tradizionali di produrre conoscenza. La cultura del remix consente ai nuovi media di interrogare le opere in modi diversi e significativi. Per un esempio pratico, guarda questo remix di "Mona Lisa vs. David". Per un approccio più teorico, esplora le idee di remix di Rick Prelinger in "On the Virtues of Preexisting Material" ("Sulle virtù del materiale preesistente")[11].
  • Più trasparenza e visibilità delle collezioni.
  • Alleviare "l'ansia da copyright". Gli utenti hanno la certezza di poter utilizzare le raccolte senza timore di azioni legali nei loro confronti. Questo vale sia per il pubblico in generale, ma anche per i professionisti che lavorano all'interno dell'istituzione che potrebbero non essere direttamente responsabili per questioni relative a diritti e riproduzioni.

Quali sono le sfide di Open GLAM?[modifica]

Ci sono molti vantaggi nel rilasciare una collezione in modo "open". Ma, naturalmente, ci sono anche delle sfide. Ci sono diversi motivi per cui le istituzioni potrebbero non essere pronte ad aprire l'accesso alle loro collezioni.

Parlando con le istituzioni di tutto il mondo, Creative Commons ha imparato molto su alcune delle sfide e dei timori che le istituzioni affrontano quando cercano di rilasciare le proprie collezioni con una licenza o uno strumento aperto. Potremmo riassumere le sfide che molte istituzioni affrontano in termini di denaro, attribuzione o crediti[12] e qualità.

Un riepilogo più dettagliato include:

  • Finanziamenti, perdite di ricavi e modelli di business. Le istituzioni a volte temono che il rilascio di collezioni possa finire per influenzare alcuni modelli di business, come la vendita di fotografie, o possa avere un impatto negativo sui flussi di entrate da altre fonti di finanziamento.
  • Responsabilità e avversione al rischio. La legge sul copyright può essere complicata e capire come si applica a opere specifiche o tra giurisdizioni può creare incertezza che potrebbe portare ad approcci eccessivamente prudenti quando si rilasciano opere in pubblico dominio.
  • Copie in bassa risoluzione e vendita di copie di opere in pubblico dominio. I servizi di terze parti possono utilizzare opere in dominio pubblico per scopi commerciali e alcune istituzioni temono che versioni di qualità inferiore possano finire nelle mani degli utenti che possono avere difficoltà a trovare la fonte originale da cui è stata pubblicata per la prima volta la riproduzione digitale dell'opera.
  • Usi di opere di pubblico dominio che possono causare danni intenzionali o non intenzionali. Alcuni usi di opere in pubblico dominio possono creare danni alla società, intenzionali o meno, ad esempio, quando le opere vengono utilizzate per trasmettere messaggi razzisti.
  • Metadati o informazioni errati, disordinati o imprecisi. Le informazioni e i metadati cambiano nel tempo: cambiano la quantità di dati disponibili sulle opere in un dato momento, il modo in cui i dati sulle opere sono presentati in epoche precedenti e l'input dei dati e le tecnologie utilizzate per rappresentarli. Alcune istituzioni temono che informazioni errate o inaccurate possano rappresentare visioni del mondo non allineate ai valori che l'istituzione vuole presentare attualmente.

In alternativa, se un'istituzione non è pronta ad "aprire" completamente le sue collezioni, sono disponibili opzioni intermedie. Anne Young, direttore degli affari legali e della proprietà intellettuale di Newfields, si riferisce all'opzione "Semi Open Access", che consiste nel rilasciare solo piccole porzioni della collezione per testare le acque e valutare quanto l'istituto si senta a suo agio con questi passaggi iniziali. E, come sottolinea Anne, è anche più accessibile per molti GLAM. Questo è importante da riconoscere perché le istituzioni hanno risorse diverse.

Sfida: finanziamento, perdita di ricavi e modelli di business[modifica]

A seconda del tipo di collezioni dalla tua istituzione, il processo di digitalizzazione dei materiali e di mantenimento di una presenza digitale può essere relativamente economico o molto costoso. Se decidi di avere il tuo sistema o piattaforma di gestione dei contenuti (che non è sempre necessario, come mostrano alcuni degli esempi che abbiamo fornito), allora potrebbe diventare più gravoso da mantenere.

I finanziamenti, sia pubblici che privati, sono fondamentali per sostenere i progetti di digitalizzazione. La situazione dei finanziamenti nell'ambito GLAM varia enormemente da un'area geografica all'altra, con alcuni GLAM che si affidano principalmente a finanziamenti pubblici e altri fortemente dipendenti da finanziamenti privati. Spesso, i finanziamenti vengono collegati ai risultati della digitalizzazione resi disponibili nell'ambito delle politiche di accesso aperto. La digitalizzazione può essere un processo costoso e le istituzioni devono disporre di finanziamenti per questo poiché le esigenze del pubblico in generale e degli utenti specifici si orientano verso la richiesta di una maggiore presenza digitale.

Le istituzioni che ricevono finanziamenti pubblici potrebbero avere meno pressioni per diversificare i flussi di entrate. La loro principale preoccupazione sarà adempiere alla missione nel miglior modo possibile. La domanda sull'importanza dei flussi di entrate per le istituzioni finanziate con fondi pubblici è stata esplorata all'inizio da Europeana in un seminario del 2011. Lì, hanno analizzato i timori di perdita di entrate tra le istituzioni europee e una delle raccomandazioni emerse in un rapporto dopo il seminario "The Problem of the Yellow Milkmaid: A Business Model Perspective on Open Metadata" spiega:

“L'apertura dei dati dovrebbe essere vista come una parte importante della responsabilità del nostro settore culturale pubblico. Invece di misurare il successo in base alla quantità di entrate commerciali che le istituzioni sono in grado di assicurarsi dal mercato, dovrebbero essere sviluppate nuove metriche che misurino la quantità di affari generata (spill-over) sulla base di dati resi apertamente disponibili alle industrie creative. Ciò richiede un cambiamento nelle metriche di valutazione a livello di policy”.

Tuttavia, i finanziamenti pubblici spesso non coprono tutti i costi dei progetti digitali. E per quelle istituzioni che non fanno affidamento sul denaro pubblico per sostenere i costosi progetti digitali, ci sono preoccupazioni legittime sulla perdita di entrate. La perdita di entrate può essere espressa attraverso diverse preoccupazioni:

  • preoccupazioni per la perdita di entrate dalla concessione di diritti di riproduzione;
  • preoccupazioni relative alla perdita di visitatori in presenza, che influisce sulla vendita dei biglietti e sulle vendite nelle strutture correlate, come il negozio di articoli da regalo o la caffetteria;
  • preoccupazioni circa la volontà dei finanziatori di sostenere progetti che non sono immediatamente visibili o impressionanti come, ad esempio, la costruzione o la ristrutturazione di una struttura;
  • preoccupazioni per i partner del settore privato che non garantiscono i diritti di proprietà intellettuale su versioni digitalizzate o digitali di opere che potrebbero essere successivamente sfruttate.

Cominciamo dal primo argomento. Diversi studi ed esperienze hanno dimostrato che effettivamente si risparmia sui costi associati ai diritti e alle spese generali di riproduzione.

  • La gestione dei diritti e delle autorizzazioni hanno un costo. Nel suo studio fondamentale, Reproduction charging models & rights policy for digital images in American art museums: A Mellon Foundation funded study (Modelli di addebito per la riproduzione e politica dei diritti per le immagini digitali nei musei d'arte americani: uno studio finanziato dalla Mellon Foundation)[13], Simon Tanner ha scoperto che a volte la gestione dei diritti e delle autorizzazioni sono in realtà più costose rispetto alle entrate complessive che fanno guadagnare all'istituzione.
  • L'accesso aperto può rendere l'istituzione più efficiente. La riduzione della quantità di richieste per la gestione dei diritti e delle autorizzazioni aumenta l'efficienza. Il museo Te Papa è stato in grado di ridurre circa 14.000 richieste di immagini semplicemente aggiungendo dichiarazioni sullo stato del copyright sulle proprie collezioni. "Abbiamo costruito un sistema centralizzato robusto, economico e che gli utenti hanno affermato di trovare facile da usare."[14].
  • Politiche chiare e consegna self-service riducono il carico di lavoro per il personale. Il personale è in grado di dedicare più tempo all'acquisizione dei diritti delle opere che non sono ancora digitalizzate piuttosto che alle richieste di opere già digitalizzate. Consente inoltre ad altri dipartimenti, come i social media e l'istruzione, di essere in grado di lavorare autonomamente e lavorare con materiale di cui possono fidarsi (con una clearining della licenza), piuttosto che dover utilizzare solo un piccolo lotto di contenuti preselezionati. Per un approfondimento su questo argomento, leggi la riflessione di Karin Glasemann su come l'apertura ha trasformato il Nationalmuseum[15].

Ci sono anche nuovi modelli di business da esplorare. Innanzitutto, rendere disponibili le raccolte non significa che è necessario interrompere la richiesta di pagamenti per la produzione di copie o che non è possibile esplorare modelli di business diversi per tali copie digitali. La digitalizzazione, infatti, costa denaro e in alcuni casi tali costi possono ancora essere richiesti agli utenti che effettuano specifiche richieste di digitalizzazione, come fanno attualmente molti archivi. È importante sottolineare che tali costi devono essere trasparenti per l'utente. Ciò che non è una pratica raccomandata in base ai principi dell'accesso aperto è l'addebito di diritti di licenza su opere che sono di pubblico dominio. In questi casi, le rivendicazioni sul copyright sono nella migliore delle ipotesi dubbie ed è in conflitto con la missione dell'istituzione che è quella di fornirne l'accesso al pubblico.

È anche possibile che vi sia un aumento delle richieste di uso del brand. Ad esempio, dopo che il Metropolitan Museum of Art ha rilasciato la sua importante versione ad accesso aperto, sono emerse nuove opportunità di branding per loro[16]. Lo stesso vale per il Rijksmuseum, che ha avuto l'opportunità di fare una campagna di co-branding con la società di birra olandese Heineken. Certo, si tratta di musei importanti con marchi molto noti, ma questi sono alcuni esempi che possono aiutare a pensare in modo diverso su come possa avere un impatto il riconoscimento pubblico del lavoro che le istituzioni svolgono nel rendere accessibile online la loro collezione. Uno studio pilota condotto da accademici - Reaping the benefits of digitisation: Pilot study exploring revenue generation from digitised collections through technological Innovation (Raccogliere i benefici della digitalizzazione: studio pilota che esplora la generazione di entrate dalle collezioni digitalizzate attraverso l'innovazione tecnologica) - ha esplorato altre possibilità per le istituzioni più piccole[17].

Infine, per diversi GLAM il pubblico in presenza (foot traffic in inglese) è di grande importanza. Il COVID-19 ha dimostrato l'importanza dei visitatori, ma anche il ruolo cruciale che l'ambiente digitale ha svolto per i GLAM mentre le persone erano isolate a causa delle misure di salute pubblica. Le persone in realtà sentono un legame più forte con l'istituzione se non pone barriere artificiali al contenuto. Rendere più facilmente trovabile e accessibile la collezione rende inoltre le persone più consapevoli dell'esistenza delle istituzioni GLAM e aiuta a sensibilizzare sulla necessità di sostenerle.

Sfida: responsabilità e avversione al rischio[modifica]

I GLAM affrontano una tensione intrinseca nel trattare le opere, indipendentemente dalla loro natura. Questa tensione sorge tra i loro ruoli di custodi degli oggetti fisici che incorporano le opere nella loro collezione e il fatto che molto spesso i diritti d'autore sulle opere appartengono a qualcuno al di fuori dell'istituzione[18]. In particolare, le rigide regole del copyright e la protezione sul lungo termine influiscono sulla capacità dei GLAM di gestire oggetti e rilasciare in modo "open" le proprie collezioni (in parte o interamente).

Inoltre, gli errori nel rilasciare le collezioni, come la violazione del copyright (anche se accidentale), possono essere costosi. In alcuni casi, quando le comunità GLAM mettono a disposizione opere online, potrebbero esserci alcuni collaboratori che ritengono che tale utilizzo violi un implicito accordo sociale. Questo è ciò che Patricia Aufderheide e Peter Jaszi hanno chiamato la “cultura dei permessi” nelle arti visive (è applicabile ad altri settori oltre alle arti visive)[19]. È importante essere consapevoli di come limitazioni ed eccezioni proteggono il tuo istituto, ma anche offrire modi per correggere gli errori.

La violazione del copyright è uno dei numerosi fattori che possono provocare la comprensibile avversione al rischio e il timore di ripercussioni nelle istituzioni. Tuttavia, il processo decisionale basato esclusivamente sull'avversione al rischio influisce anche sulla capacità di un'istituzione di adempiere alla propria missione. Ecco alcune idee su come sviluppare una strategia di valutazione del rischio.

  • Fare una valutazione del rischio chiara e corretta. Idealmente, un'adeguata valutazione del rischio aiuterà a valutare i rischi (undue liabilities) nei processi decisionali degli enti. Inoltre, guiderà il personale nel prendere decisioni relative al diritto d'autore. Se tu o il tuo istituto non avete esperienza con le valutazioni del rischio, esploreremo alcuni esempi nella Sezione 5.4. Per fare queste valutazioni dei rischi, puoi fare affidamento sulla tua consapevolezza (o accesso alle informazioni su) leggi locali e casi giudiziari.
  • Offrire modi chiari per correggere gli errori. Si tratta di una soluzione utilizzata comunemente nel caso delle opere orfane, dove alcune istituzioni hanno colto l'occasione per caricare e rendere disponibili alcune opere (anche se non necessariamente ad accesso aperto) offrendo ai potenziali titolari dei diritti la possibilità di rimuovere tali opere da Internet. In ogni caso, è buona pratica disporre di meccanismi per risolvere i reclami sul copyright.
  • Trovare un equilibrio tra le esigenze dell'istituzione e le esigenze del pubblico. Trovare l'equilibrio tra l'assunzione di rischi nella gestione degli incassi spetta alle singole istituzioni, al loro contesto e alle loro conoscenze. Anche essere eccessivamente prudenti nel definire le opere con informazioni accurate sul copyright, inclusa l'indicazione un'opera è in dominio pubblico, per paura di rischi legali sconosciuti ha un impatto. Diciture eccessivamente conservatrici e incertezza creano un effetto raggelante nel riutilizzo delle opere, minando la capacità dei contenuti in dominio pubblico di contribuire al fiorire dei beni comuni.
Sfida: vendere copie in cattiva risoluzione di opere in pubblico dominio[modifica]

Ci sono siti web che offrono servizi di "foto stock" con opere in pubblico dominio rilasciate da istituzioni e addebitano una commissione a loro vantaggio. È importante notare che questi servizi sono legali, a meno che il servizio non violi un marchio o un diritto di brevetto dell'istituzione; poiché l'opera sottostante è in pubblico dominio, non vi è alcuna violazione del copyright anche se il sito decide di applicare un watermark sulla riproduzione digitale dell'opera. Quando un'istituzione GLAM decide di applicare un CC0 a un'opera digitalizzata, rilascia tutte le rivendicazioni di copyright che potrebbe avere sul surrogato digitale.

Naturalmente, questa è un'esperienza frustrante per molte istituzioni che hanno deciso di condividere queste opere a sostegno della loro missione che è di rendere disponibile la loro collezione con il pubblico. È problematico anche dal punto di vista della qualità: alcuni di questi servizi offrono riproduzioni di scarsa qualità con filigrane dappertutto, o addirittura con misure tecnologiche di protezione (TPM) progettate per impedire il riutilizzo futuro.

Potrebbe non esserci un modo per evitare queste sfide, tuttavia, sono superate dai molti altri vantaggi del rilascio di una raccolta.

Inoltre, è importante notare che sia le persone che cercano immagini che i motori di ricerca daranno la priorità ai siti Web di buona qualità che offrono immagini gratuite, ad alta risoluzione e altamente dettagliate, con materiali di supporto e senza filigrane. Molto probabilmente, i siti Web GLAM offriranno anche funzionalità aggiuntive (da migliori capacità di ricerca alle capacità di generazione di elenchi o alla generazione di dump di dati), che i siti Web di foto stock non forniscono.

Un buon approccio per affrontare le sfide dei siti di foto stock non risiede necessariamente nel ricorso legale, ma nell'appellarsi alle norme sociali. I suggerimenti includono:

  • Aumenta la consapevolezza degli utenti spiegando la natura di questi siti Web di "foto stock". Se trovano immagini disponibili per l'acquisto che fanno parte delle tue raccolte, fagli sapere che hanno opzioni di download gratuite, di alta qualità e legittime sul tuo sito web istituzionale. Potresti anche includere un avviso per informare le persone dalle truffe.
  • Fidati del tuo marchio. Questi siti Web sono di dubbia qualità, mentre un'istituzione del patrimonio culturale ha un marchio facilmente riconoscibile e affidabile per il pubblico.
  • Sottolinea il valore aggiunto che fornisci. La tua istituzione non offre solo "foto stock", ma fornisce anche contesto ai lavori che gestisce. Questo è un valore aggiunto.
  • Tieni presente che la vendita delle immagini digitali probabilmente non è redditizio per i GLAM. C'è probabilmente un deficit marginale, se ce n'è uno, per l'istituto se un sito di foto stock fa pagare per le loro fotografie.

Come principio generale, a meno che un utente non cerchi un'opera d'arte specifica, utilizzerà di preferenza immagini prive di rischi e senza costi.

Sfida: usi di opere in pubblico dominio che possono causare danni intenzionali o non intenzionali[modifica]

L'uso improprio delle opere in pubblico dominio è una grande preoccupazione per i GLAM, soprattutto quando si tratta di opere che incarnano o rappresentano contenuti culturalmente sensibili. Ci sono persone che potrebbero usare le opere in modi che non ritieni corretti o che tu o altri trovi offensivi.

Questo "uso improprio" non si riferisce a opere che per una serie di motivi potrebbe non essere sensato rilasciare. In effetti, ci sono alcune riproduzioni di opere che, pur essendo in pubblico dominio, potrebbero non essere appropriate per il rilascio. Tali opere spaziano da copie digitali di foto di resti umani a riproduzioni digitali di oggetti di popolazioni indigene. Discuteremo ulteriormente le considerazioni etiche più avanti nell'Unità, ma l'approccio generale deve sempre essere "aperto per quanto possibile". Ci sono infatti alcune considerazioni etiche da prendere in considerazione quando si effettuano rilasci ad accesso aperto.

Esaminiamo brevemente alcuni dei casi d'uso che possono causare danni intenzionali o non intenzionali. Uno dei casi d'uso più importanti e dannosi è stato quello di un'opera in dominio pubblico gestita dal Clark Art Institute, "Slave Market" di Jean-Léon Gérôme (1866), dal partito di destra Alternative für Deutschland (AfD). Mentre il Clark Art Institute disapprovava l'uso dell'immagine in pubblico dominio, diversi mesi dopo il museo adottava una politica di accesso aperto, consentendo il download gratuito ad alta risoluzione di qualsiasi riproduzione di opere in dominio pubblico, come espresso nelle sue FAQ.

L'esempio del Clark Art Institute mostra le sfide che in realtà non riguardano (o rientrano nell'ambito) del copyright. Siccome l'opera è in dominio pubblico, il diritto d'autore non è il meccanismo legale giusto per controllare comportamenti offensivi o dannosi.

Anche se il diritto d'autore è stato rivendicato sull'opera, la protezione del diritto d'autore non è assoluta; potrebbero essere applicate limitazioni ed eccezioni. In altre parole, anche se il diritto d'autore potesse essere rivendicato, potrebbe non proteggere contro il particolare danno in questione.

Questo caso esemplifica che la legge sul copyright non è sempre l'approccio migliore per risolvere le sfide del riutilizzo. Come nel caso del plagio, le sanzioni sociali e le norme comunitarie potrebbero funzionare meglio dell'azione legale

Alcune sanzioni sociali e norme comunitarie da considerare:

  • Esprimere il proprio disaccordo in modo pubblico con il modo in cui l'opera è stata utilizzata: se la storia viene esaltata dai media, l'istituzione può sempre ricordare alle persone che sebbene non controllino l'uso dell'opera poiché è in dominio pubblico, l'istituzione trova il suo uso dannoso, fuori contesto o impreciso. Questa strategia, tuttavia, può essere controproducente in alcune situazioni, soprattutto se l'istituzione finisce per essere trascinata in un dibattito di basso profilo.
  • Educare il pubblico sul lavoro: l'istituzione può anche sfruttare l'opportunità per spiegare al pubblico il lavoro. In generale, i newsflash potrebbero aumentare le visualizzazioni di determinati oggetti o opere; quando è in corso una conversazione pubblica, è più probabile che le persone cerchino tali informazioni sul web[20]. Ciò offre l'opportunità di portare l'attenzione delle persone sul contesto dell'opera o dell'oggetto, sia sul sito web dell'istituzione che attraverso siti web di terzi, testate giornalistiche, ecc.
  • Offrire linee guida o protocolli non obbligatori: costruire norme comunitarie è anche un buon modo per incoraggiare un buon riuso delle opere. Ci sono diversi modi in cui puoi incoraggiare questo comportamento, dalle sezioni delle FAQ ai pulsanti e ai promemoria quando le persone scaricano un'opera.

Questi sono solo alcuni esempi di sanzioni sociali e norme comunitarie, per avviare ulteriori riflessioni.

Sfida: metadati o informazioni errati, disordinati o imprecisi[modifica]

Un'altra delle preoccupazioni comuni dei GLAM riguarda il rilascio di metadati o informazioni imprecisi sulla collezione. In alcuni casi, ci sono ragioni storiche che spiegano la rappresentazione inappropriata di diversi gruppi nei metadati. Questa è una preoccupazione legittima e ci sono molte soluzioni alternative per risolvere alcuni degli elementi sottostanti.

  • Un modo è fare un disclaimer. Nella tua versione, puoi spiegare che alcuni dati potrebbero essere imprecisi. Questo è ad esempio ciò che lo Smithsonian ha fatto nel suo rilascio, aggiungendo una domanda alle sue FAQ su "Qual è l'impegno dello Smithsonian per la responsabilità culturale con accesso aperto?"
"Si prega di notare che il linguaggio e la terminologia utilizzati in questa collezione riflettono il contesto e la cultura del momento della sua creazione e possono includere informazioni culturalmente sensibili. In quanto documento storico, il suo contenuto può essere in contrasto con le opinioni e la terminologia contemporanee. Le informazioni all'interno di questa raccolta non riflettono le opinioni dello Smithsonian Institution, ma sono disponibili nella sua forma originale per facilitare la ricerca.“
  • Offri modi per migliorare i metadati sulla base del feedback. La pubblicazioni e la produzione di nuove versioni possono effettivamente aiutare a migliorare i metadati e le informazioni sulle collezioni. Guarda questo piccolo esempio della collezione Swedish Heritage Board su Flickr Commons. Hanno caricato una foto che segnalava che si trattava di un "monastero", ma un utente ha sottolineato che l'edificio raffigurato era davvero un castello, consentendo loro di correggere un errore nei loro inventari.
  • Scopri come la collaborazione e il crowdsourcing possono migliorare i tuoi metadati. Altri progetti si concentrano anche sul miglioramento o sull'aggiunta di metadati attraverso il crowdsourcing, come l'esempio pionieristico della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti: hanno caricato parte delle loro collezioni su Flickr Commons per migliorare le loro informazioni su queste immagini storiche.

Naturalmente, garantire che i metadati siano utilizzabili richiede lavoro. Ma la paura delle inesattezze non dovrebbe impedire la condivisione di queste informazioni molto importanti. E, ultimo ma non meno importante, è importante ricordare che "la perfezione è nemica del fare". L'interazione con gli utenti e il pubblico può effettivamente aiutare a migliorare parti sostanziali delle informazioni sulla raccolta.

Osservazioni finali[modifica]

L'accesso aperto alle collezioni è parte integrante della missione di molte istituzioni che vogliono coinvolgere il pubblico contemporaneo. Ci sono molti vantaggi nel rilasciare raccolte ed è importante scegliere vantaggi che sono ben ancorati allo spirito dell'istituto, la sua missione e il pubblico che serve. Ma ci sono anche sfide da valutare. Fortunatamente, la consapevolezza delle sfide aiuta le istituzioni a pianificare in anticipo e progettare soluzioni creative per superarle.

5.3 Preparazione delle collezioni[modifica]

Traduzione da https://certificates.creativecommons.org/cccertedu/chapter/5-3-preparing-the-collections/

Nella lista delle priorità dei GLAM, il copyright potrebbe non essere in cima. Ma il copyright è una parte fondamentale delle attività quotidiane dei GLAM, in particolare quando si tratta di progetti di digitalizzazione e di accesso aperto. Ecco alcune considerazioni importanti sul copyright e sulle collezioni digitali.

Risultati di apprendimento[modifica]

  • Descrivere come le basi del copyright si applicano ai materiali delle collezioni ed ad altri tipi di materiali.
  • Esplorare gli strumenti e le tecniche che aiutano a condurre le proprie ricerche sul copyright.

Domande importanti / Perché è importante[modifica]

Perché il copyright è così importante quando si parla di accesso aperto al patrimonio culturale? I GLAM hanno il compito di conservare, diffondere ed educare su oggetti, elementi e collezioni di cui non possiedono il copyright, nella maggior parte dei casi. La legge sul copyright rende alcuni di questi compiti molto impegnativi, in particolare nei paesi in cui le eccezioni e le limitazioni non coprono le attività di base. Il copyright deve essere affrontato ad ogni livello istituzionale - nelle attività quotidiane, all'inizio di un progetto di digitalizzazione e durante la progettazione di una politica di accesso aperto. Informare gli utenti su come potrebbero essere in grado di riutilizzare le copie digitalizzate delle opere disponibili è fondamentale per qualsiasi politica di accesso aperto.

Riflessioni personali / Perché è importante per te[modifica]

Hai mai cercato online un'immagine o un'opera specifica e hai trovato una riproduzione digitale che non aveva i termini e le condizioni secondo cui potevi usarla? Hai mai scelto di usare un'immagine alternativa perché i termini e le condizioni per l'uso di quell'altra immagine erano più chiari?

Acquisire competenze essenziali[modifica]

Quando abbiamo esplorato i benefici e le sfide dell'accesso aperto, abbiamo parlato brevemente delle ragionevoli paure che alcuni GLAM affrontano intorno alla responsabilità. Di conseguenza alcune istituzioni adottano un approccio più conservativo al copyright.

Questo accade perché i GLAM amministrano opere di cui spesso non possiedono il copyright. Inoltre, il copyright è automatico e dura molto a lungo. Anche quando le limitazioni e le eccezioni possono aiutare le istituzioni a raggiungere la loro missione di fornire accesso alle opere, può essere ancora piuttosto impegnativo identificare chi possiede il copyright sulle stesse, e per quanto tempo l'opera sarà protetta dal copyright prima che cada nel pubblico dominio e un'istituzione possa liberamente farne una copia o metterla online.

Ecco alcuni promemoria:

  • Possedere una copia fisica dell'opera non dà il diritto d'autore sull'opera. Il fatto che un'istituzione abbia un certo controllo dell'oggetto fisico non dà all'istituzione alcun diritto sull'opera sotto copyright.
  • Un'opera riceve copyright indipendentemente dal merito estetico. La legge sul copyright è guidata dal principio della "neutralità estetica". Ciò significa che l'unico fattore per la concessione della protezione del copyright è se l'opera è un'espressione originale fatta da un autore.[21] Questo è particolarmente rilevante per gli archivi, che potrebbero pensare che alcune delle opere che custodiscono non siano protette perché non sono "artistiche". Ai fini della legge sul diritto d'autore, tuttavia, questo non è rilevante. Ciò significa che è probabile che grandi quantità di documenti conservati negli archivi saranno effettivamente protetti come opere dal diritto d'autore, indipendentemente dal loro merito artistico o estetico.
  • La digitalizzazione non dovrebbe creare nuovi diritti sull'opera. Le riproduzioni digitali fedeli non creano nulla di originale. Al contrario, la digitalizzazione delle opere è di solito un processo tecnico molto standardizzato che cerca di catturare l'opera originale con la massima fedeltà possibile. Non c'è quasi nessuna scelta creativa, un requisito per garantire la protezione del copyright, fatta dalla persona che crea le riproduzioni digitali (se c'è una persona coinvolta). Questa è ancora una questione controversa nel settore dei beni culturali, come esploreremo più avanti in questa sezione quando parleremo dei livelli delle opere digitali.
  • La standardizzazione e l'interoperabilità legale sono cruciali per rendere un'opera facilmente rintracciabile (discoverability). L'uso di strumenti standardizzati - come CC0, il Marchio di Pubblico Dominio e i RightsStatements - porta molto più valore che non una semplice dichiarazione che dice "Quest'opera è nel pubblico dominio". Come potreste ricordare dall'Unità 3, le licenze e gli strumenti CC sono stati progettati per essere leggibili da una macchina. Questa è una delle ragioni più convincenti per usare strumenti e licenze CC (e i RightsStatements): perché sono progettati per "parlare" un linguaggio che le macchine possono capire, e quindi permettono una migliore funzionalità di ricerca. Inoltre, questi sono strumenti che gli utenti possono capire facilmente, a differenza di dover leggere attraverso termini e condizioni complicate. Infine, le licenze e gli strumenti CC sono multilingue - sono disponibili in decine di lingue. Questo rende più facile il riutilizzo internazionale!

Flusso di lavoro generale per la gestione dei diritti nei progetti di digitalizzazione[modifica]

Ci sono diversi strumenti che possono aiutarti a creare il tuo flusso di lavoro per integrare le considerazioni sul copyright nei tuoi progetti di digitalizzazione. Ecco alcune considerazioni importanti:

  • Determinare lo stato del copyright degli oggetti dovrebbe essere considerato all'inizio di ogni progetto di digitalizzazione, nella fase di pianificazione. Molti progetti lasciano le decisioni sul copyright alla fine, solo per scoprire che alcuni degli oggetti che sono stati digitalizzati non possono essere resi disponibili. Questo potrebbe essere particolarmente problematico se rendere le opere apertamente disponibili è un requisito di finanziamento, come molti finanziatori richiedono attualmente.
  • Documenta e registra ogni decisione che si prende in relazione allo stato del copyright degli elementi della propria collezione. Questa è una buona pratica per diverse ragioni. Aiuta a fornire le informazioni necessarie per le decisioni future relative alla collezione e rende le decisioni trasparenti. Può evitare di fare due volte il lavoro. Avere uno strumento come un DAMS (Digital Asset Management System) è utile per registrare queste decisioni, ma anche un foglio di calcolo può servire come luogo dove registrarle.[22]
  • Chiunque lavori con le collezioni dovrebbe avere almeno una conoscenza di base di cosa sia il copyright e come funziona o essere in grado di contattare qualcuno che lo sappia. Idealmente, ogni livello del personale coinvolto con le opere dovrebbe capire cos'è il copyright e come funziona. Questo non significa che tutti debbano conoscere ogni aspetto della legge sul copyright, ma almeno dovrebbero essere in grado di afferrare i concetti di base e le implicazioni pratiche.
  • Tutte le vostre decisioni sul copyright sono territoriali. Questo significa che anche quando stai prendendo decisioni per rendere le opere disponibili online (e quindi per essere visualizzate a livello globale), dovresti seguire la tua comprensione della legge applicabile (tipicamente la legge della giurisdizione in cui le opere vengono digitalizzate e caricate). Spetta agli utenti di altri paesi determinare se e come possono fare uso di quelle opere in base alla legge che si applica al loro riutilizzo.

Chiarire il copyright al momento dell'acquisizione[modifica]

Questo punto è rilevante per qualsiasi progetto, non solo per quelli di digitalizzazione. È sempre meglio chiarire la situazione del copyright al momento dell'acquisizione, cioè ogni volta che si commissiona o si riceve un'opera o una collezione. Idealmente, ogni volta che un'opera o una collezione entra all'interno di un'istituzione, bisogna fare fin dall'inizio chirezza su tutti i diritti d'autore e gli aventi diritti. Ad esempio, l'Archivio Highsmith presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti ha una collezione di fotografie donate dalla fotografa Carol Highsmith, che ha consentito a chiunque di accedere alle foto e di fare copie e duplicati purché sia accreditata come autrice, simile nei suoi termini a una licenza CC BY[23].

Un'istituzione può anche assicurarsi di negoziare i termini del copyright prima di accettare donazioni, in modo tale che sia l'istituzione che il pubblico possano utilizzare la raccolta. Se non c'è spazio per la negoziazione, almeno i termini del copyright dovrebbero essere chiariti. L'esempio di Highsmith Archive rappresenta una situazione ideale, in cui l'autore chiarisce diritti e permessi dall'inizio e, ancora di più, consente un accesso illimitato. Ma i passaggi intermedi, in cui l'istituzione è autorizzata a fare copie a fini di conservazione e a visualizzare online copie ad alta risoluzione dell'opera, sono esempi di ciò che potrebbe essere chiarito fin dall'inizio, quando si riceve un'opera - tali attività sono talvolta consentite come eccezione in alcune giurisdizioni e quindi non è richiesta l'autorizzazione dell'autore. Un altro esempio di quando potresti chiarire il copyright al momento dell'acquisizione è se stai commissionando un'opera. Un accordo dovrebbe indicare chiaramente chi deterrà i diritti sull'opera commissionata.

In alcuni casi può essere difficile fare tali accordi. La situazione è particolarmente drammatica per gli archivi. Ci sono archivi che hanno salvato intere collezioni dalla spazzatura; archivi che ricevono donazioni composte da più materiali provenienti da fonti molto diverse da un erede o parente dell'autore, ecc. In questi casi, l'opzione migliore può essere quella di chiarire i diritti o seguire i passaggi definiti nello strumento di valutazione della gestione del rischio (si veda la sottosezione sottostante, “Gestione del rischio”).

Gestione del rischio[modifica]

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Gestione del rischio nelle piattaforme di terze parti[modifica]

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5.4 Apertura e condivisione di raccolte e contenuti[modifica]

Risorse[modifica]

Note[modifica]

  1. Douglas McCarthy, Uncovering the global picture of Open GLAM, 4 April 2019.
  2. Strumenti come i Rights Statements (le dichiarazioni sui diritti) non esistevano quando è stata creata la definizione aperta, ma secondo il sondaggio Open GLAM di Douglas McCarthy e Andrea Wallace, le dichiarazioni sui diritti includono almeno due opzioni che si allineano con la definizione aperta: NO COPYRIGHT - UNITED STATES NO KNOWN COPYRIGHT.
  3. Una "politica di accesso aperto", in questo caso, può riferirsi ad accordi interni e processi decisionali su come l'istituzione rilascia collezioni o opere che gestisce o produce con licenze e strumenti aperti.
  4. European Commission report on Cultural Heritage: Digitisation, Online Accessibility and Digital Preservation, Report / Study, 12 une 2019.
  5. Qui i commenti pubblici di CC sulla revisione della Raccomandazione https://wiki.creativecommons.org/images/a/a4/Creative_Commons_position_paper_on_the_EC_consultation_on_digital_cultural_heritage.pdf.
  6. Le istituzioni del patrimonio culturale affiliate o parte di università sono per esempio biblioteche, archivi e musei.
  7. Effie Kapsalis, The Impact of open access on Galleries, Libraries, Museums and Archives, Smithsonian Emerging Leaders Development Program , 27 April 2016.
  8. Adam Moriarty, "Do we still need a Collections Online" ("Abbiamo ancora bisogno di collezioni online") in Medium, 9 May 2019.
  9. Diana Greenwald, What Can Data Teach Us About Museum Collections?, 27 April 2020 https://www.aam-us.org/2020/04/27/what-can-data-teach-us-about-museum-collections/.
  10. How to Facilitate Cooperation between Humanities Researchers and Cultural Heritage Institutions. Guidelines, 10 March 2019 https://zenodo.org/record/2587481#.X1_0Lc9Kjs3
  11. Rick Prelinger, On the Virtues of Preexisting Material" ("Sulle virtù del materiale preesistente"), Contents Magaine, issue n.5
  12. Affronteremo la questione dei crediti nella Sezione 5.4, quando si descrivono diverse opzioni per un'istituzione per aiutare gli utenti a fornire la corretta provenienza delle opere.
  13. Simon Tanner, Reproduction charging models & rights policy for digital images in American art museums: A Mellon Foundation funded study (Modelli di addebito per la riproduzione e politica dei diritti per le immagini digitali nei musei d'arte americani: uno studio finanziato dalla Mellon Foundation), 2004.
  14. Adrian Kingston, Reusing Te Papa’s collections images, by the numbers, 10 April 2015 https://blog.tepapa.govt.nz/2015/04/10/reusing-te-papas-collections-images-by-the-numbers/.
  15. .Karin Glasemann, Inside the Museum is Outside the Museum — Thoughts on Open Access and Organisational Culture. 13 March 2020 https://medium.com/open-glam/inside-the-museum-is-outside-the-museum-thoughts-on-open-access-and-organisational-culture-1e9780d6385b.
  16. New Met Partnership Shows Open Access Can Coexist With Revenue?, 3 September 2020, https://michaelweinberg.org/blog/2020/09/03/met-brand-partner/.
  17. Reaping the benefits of digitisation: Pilot study exploring revenue generation from digitised collections through technological Innovation (Raccogliere i benefici della digitalizzazione: studio pilota che esplora la generazione di entrate dalle collezioni digitalizzate attraverso l'innovazione tecnologica), 2019.
  18. Avere la proprietà sull'oggetto fisico non significa che l'istituzione sia il detentore del copyright. La proprietà fisica e la proprietà del copyright sono tipi di proprietà separati e distintivi. Esploreremo ulteriormente questa distinzione nella Sezione 5.3.
  19. Copyright, Permissions, and Fair Use in the Visual Arts Communities: An Issues Report, 2014 https://cmsimpact.org/resource/copyright-permissions-fair-use-visual-arts-communities-issues-report/.
  20. Un buon esempio è misurare la relazione tra le visualizzazioni di pagina su Wikipedia e gli eventi relativi alle celebrità: https://pudding.cool/2018/08/wiki-death/.
  21. Per maggiori informazioni, vedi la Soglia di originalità o "Threshold of originality": wikipedia:en:Threshold of originality
  22. Vedi gli abbondanti esempi forniti da Annabelle Shaw dal British Film Institute "Examples Rights Research Tracker - British Film Institute" e "Example Rights Information - British Film Institute".
  23. Questo mostra l'importanza di usare licenze standardizzate, perché offrono agli utenti chiarezza su osa possono e cosa non possono fare.