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Caso normale

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lezione
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Caso normale
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Fotogrammetria architettonica
Schema del modello ottico

Caso normale

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Teoricamente il rilievo fotogrammetrico può essere effettuato orientando comunque la camera da ripresa, poiché, in fase di restituzione, è sempre possibile ricostruire il modello ottico in scala o sulla base dei dati forniti dalla stessa camera o, in assenza di questi, con l'ausilio di un modello schematico, ottenuto con altri metodi di rilievo.
Nella pratica operativa, però non possiamo ignorare che la lettura del modello ottico deve essere fatta sempre dall'uomo, il cui rendimento dipende dalle condizioni di lavoro; un eccessivo affaticamento del sistema visivo dell'operatore, addetto alla restituzione, può compromettere sia i tempi di lavoro, sia la qualità, del prodotto.
Per assecondare le abitudini del nostro sistema visivo, non potremo che orientare le camere in modo che i fotogrammi possano essere osservati senza sforzo.

Sistema visivo

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Ancora un volta è opportuno analizzare il comportamento degli occhi. Effettuando le riprese in modo che il rapporto base/distanza sia contenuto entro i limiti ottimali, precedentemente definiti, il modello ottico ci apparirà, sempre, di dimensioni tali da poter essere osservato con una distanza non inferiore a 25 cm e non superiore al metro. In queste condizioni gli assi ottici dei nostri occhi, per analizzare il modello, si muoveranno continuamente così come nella lettura delle pagine di un libro: è probabile, quindi, che il cervello determini le distanze, fra i punti corrispondenti, in base agli angoli di rotazione degli stessi assi.
Qualsiasi paragone tra superficie sensibile della camera da presa e la retina dell'occhio umano (accettabile per distanze tali da consentire l'immobilità degli occhi nell'osservazione) è da scartarsi proprio a causa della mobilità del bulbo oculare (e quindi della retina) la cui posizione è fissa rispetto all'asse ottico.
Volendo paragonare il nostro sistema visivo ad un sistema di ripresa fotogrammetrico, dovremo considerare i fasci di raggi, proiettanti l'immagine, costituiti da tutte le posizioni assunte dagli assi ottici oculari.
Ciò premesso, possiamo ritenere che esso è costituito da due ipotetiche camere aventi:

  • orientamento relativo fisso;
  • distanza reciproca (base) uguale a quella fra i centri di rotazione dei bulbi oculari;
  • centri di proiezione coincidenti con gli stessi centri di rotazione;
  • assi principali paralleii ed ortogonali alla base;
  • angolo di ripresa asimmetrico e con ampiezza maggiore nel piano contenente gli assi principali.

Noi assumeremo come modello questo sistema di ripresa, cui daremo il nome di caso normale.
Nella scelta dell'angolo di ripresa delle camere, dovremmo, infine, tener presente che le dimensioni del modello ottico, ridotto in scala, non dovrebbero essere superiori a quelle di un oggetto che può essere osservato alla stessa distanza e senza determinare alcuna rotazione della testa.

Bibliografia

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Video

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Filmato audio Il rilievo dell'architettura, su YouTube.

Collegamenti esterni

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