Auguste Comte

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La vita[modifica]

Auguste Comte

Auguste Comte nasce a Montpellier nel 1798 da famiglia di sentimenti cattolici e monarchici legittimisti, contrari al governo rivoluzionario e a quello di Napoleone. Nel 1814 entra all'Ecole polytecnique di Parigi e nel 1817 incontra il filosofo socialista Saint-Simon di cui diviene segretario e con il quale collaborò per sette anni.

Nel 1822 pubblica Il piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società, dopo due anni romperà la collaborazione con Saint-Simon e successivamente nel 1826 inizia nella propria abitazione un corso di filosofia, sospeso per un disagio psicologico depressivo - causato dai tradimenti della moglie, l'ex grisette Caroline Massin - che lo tormenterà tutta la vita.

L'opera più celebre di Comte è il Corso di filosofia positiva, il cui primo (di sei) volume appare nel 1830. Nonostante il successo ottenuto dopo la pubblicazione del primo volume, Comte non ottiene nessun riconoscimento accademico. Nel 1844 propone, in occasione di un corso di astronomia popolare, una delle migliori sintesi del suo pensiero, il Discorso sullo spirito positivo.

Si entusiasma inizialmente per la rivoluzione francese del 1848, prendendone le distanze quando vede che la società non fu organizzata razionalmente e ordinatamente (errore che egli riscontrava anche nella prima rivoluzione francese).

Morì a 59 anni nel 1857.

La legge dei tre stadi[modifica]

Nell'opera del 1822 Piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società (ristampato nel 1824 col titolo Politica positiva) Comte formula la legge dei tre stadi che riprenderà poi nel Corso di filosofia positiva.[1] Comte considerava la sociologia come l'ultimo risultato di uno sviluppo di scienze, quali la biologia, la chimica, la fisica. Egli credeva che lo studio di tale disciplina avrebbe portato l'umanità ad uno stato di benessere, dato dalla comprensione e dalla conseguente capacità di controllo del comportamento umano. Comte si concentrò in particolare sul tentativo di ricostruzione della società francese, all'indomani degli sconvolgimenti provocati dalla Rivoluzione francese. Per questo motivo mise a punto una teoria sull'evoluzione della società nella storia, che è anche evoluzione del pensiero, delle facoltà dell'uomo e della sua organizzazione di vita: con la legge dei tre stadi Comte prefigurava l'avvento dell'era positiva in cui la scienza avrebbe avuto un posto centrale nella vita degli uomini.[1] La legge è articolata in tre fasi :

  • Stadio teologico: chiamato anche età teologica o «fittizia», corrisponde al periodo dell'infanzia dell'umanità; nella quale la ricerca delle cause dei fenomeni viene attribuita ad esseri soprannaturali, dapprima ai feticci delle religioni animistiche poi a pluralità di divinità (politeista) e alla fine all'unico Dio (monoteista).
    Questa è l'età dell'immaginazione in cui gli uomini sono sottoposti a regimi come il Papato, che detiene il potere spirituale, e la casta militare, che detiene quello temporale (es. Medioevo).
  • Stadio metafisico: chiamato anche età metafisica o «astratta», corrisponde al periodo dell'adolescenza o giovinezza del pensiero; in cui gli agenti soprannaturali sono rimpiazzati da forze astratte: la «Natura» di Spinoza, il «Dio-geometra» di Cartesio, la «Materia» di Diderot e d'Holbach, la «Ragione» dell'intero Illuminismo, l'Orologiaio - Grande Architetto di Voltaire e della Massoneria. Questa epoca è un'evoluzione rispetto al pensiero antropomorfico anteriore ed anche sul piano politico porta ad una maggiore consapevolezza degli uomini, con libertà di coscienza e sovranità popolare. Ma il pensiero resta prigioniero dei concetti filosofici astratti e universali. Si rapporta la realtà a dei principi primi. È il «Metodo del filosofo».
  • Stadio positivo: chiamato anche età positiva, è descritto come «lo stato virile della nostra intelligenza», esso comporta lo sviluppo della filosofia positiva. In questa fase, l'uomo smette di sognare: la ragione non divaga più, bensì viene finalizzata alla prassi. L'umanità è arrivata sulla strada di questo stadio grazie all'opera di uomini come Galileo Galilei, Cartesio e Bacon, passando per l'illuminismo e approdando al positivismo nel XIX secolo, come inizio di questa nuova era.

Lo sviluppo della società[modifica]

Ricostruendo lo sviluppo della società propone una vera e propria filosofia della storia scandita in tre momenti che rispecchiano la legge dei tre stadi[2]:

  • epoca teologica, in cui vige una società teologico-militare (medievale), fondata sul potere spirituale della Chiesa cattolica e perpetuata da preti e teologi, che si occupano degli aspetti spirituali della società, mentre il potere temporale è affidato ai guerrieri. La guerra quindi è considerata necessaria e ha come fine la conquista.
  • epoca metafisica, è uno stadio intermedio, di transizione, con un carattere critico.
  • epoca positiva, sede della nuova società, quella che per Comte stava affiorando in quegli anni, in cui il potere spirituale e intellettuale sarà in mano ai sociologi e agli scienziati mentre quello temporale sarà prerogativa degli industriali. Questa nuova società non sarà più finalizzata alla conquista bensì alla produzione industriale.[2]

La classificazione delle scienze[modifica]

Ogni scienza per poter esser ritenuta tale deve giungere allo stato positivo. Tale meta viene raggiunta seguendo un criterio preciso: il "principio della complessità crescente e della semplicità decrescente".[2] Comte vuol dimostrare con questa classificazione che il pensiero positivo, che si è sviluppato dapprima nelle materie semplici, prima o poi dovrà necessariamente estendersi ad altre materie quali la politica, giungendo così alla nascita di una scienza positiva della società, la sociologia. Il filosofo propone inoltre un nome di un personaggio celebre per ogni scienza, una sorta di "patrono".[2] In base al criterio di semplicità/generalità la classificazione è la seguente: astronomia, fisica, chimica, biologia e sociologia.[1] Astronomia (o fisica celeste), fisica e chimica hanno per oggetto la materia inorganica, meno complessa e più generale di quella organica, esse sono anche dette discipline sintetiche o analitiche.

A questa prima distinzione seguono poi le scienze che hanno per oggetto la materia organica. La biologia (o fisica organica) la quale si occupa delle strutture e del movimento degli organismi naturali e infine la sociologia che studia invece gli organismi sociali ed è una dottrina in grado di affiancarsi alle altre scienze esplicative: Comte fa riferimento a lui stesso riguardo a questa nuova scienza.[2][3]

La sociologia, scienza dell'umanità[modifica]

Monumento ado Auguste Comte di Jean-Antoine Injalbert, Place de la Sorbonne, Paris.

La riorganizzazione sociale sulle basi del sapere positivo, tradotto in pratica, resta quindi sempre meta di Comte. A tale scopo è indirizzata la sociologia. Essendo al vertice della classificazione delle scienze, è la disciplina più complessa ed è l'unica a non aver ancora conseguito pienamente lo stadio positivo, questo è per Comte il compito morale, intellettuale e politico più importante del suo tempo.[2] Alla costruzione della sociologia Comte dedica il Corso di filosofia positiva. Tale fisica sociale si divide in due branche, nella realtà inscindibili[2]:

  • statica, la quale ha per oggetto le strutture permanenti nella società e quindi si basa sul concetto di ordine.
  • dinamica, la quale ha per oggetto le trasformazioni nel tempo e quindi si basa sul concetto di progresso.

Ordine e progresso quindi proseguono di pari passo, il progresso mira all'ordine e l'ordine è finalizzato al progresso. Tale teoria, per Comte, fornisce una conciliazione tra le dottrine reazionarie (dottrina dei re) e quelle rivoluzionarie (dottrina dei popoli).[2]

Per Comte la società si evolverà inevitabilmente, e la storia dell'umanità percorrerà la via del progresso. Questo progresso è inevitabile, può solo essere rallentato o accelerato, ed è compito dei sociologi accelerarlo, affinché la crisi del genere umano finisca una volte per tutte.[2]

La "religione" positivista[modifica]

Il Comte maturo, rielaborando quindi alcune concezioni mistiche ed ideali del romanticismo (de Maistre, Mazzini, Hegel, ecc.), le spoglia dalla derivazione religiosa e cristiana fondendole con la visione illuminista, per costruire una sorta di religione laicista e scientista (Comte intende il termine in senso buono, ovviamente), la Chiesa positivista[4]. Nel Calendario positivista (che prevede tredici mesi) e nel Catechismo positivista, il filosofo francese traspone gli elementi dottrinali, liturgici ed etici della Chiesa nella sua nuova religione dell'umanità di cui il sociologo, l'intellettuale positivista e lo scienziato sono i nuovi sacerdoti.

La triade positivista, oltre al Grande Essere (l'Umanità), è composta dal Grande Feticcio (la Terra) e dal Grande Ambiente o Grande Mezzo (lo Spazio).[5][6] L'aldilà era visto come la sopravvivenza nella celebrazione e nel ricordo, anche se furono proprio alcuni seguaci di Comte a indagare scientificamente per primi su fantasmi e reincarnazione, fondando pseudoscienze come lo spiritismo.[7] Anziché sopprimere la religione, l'ateo Comte ne inventa una che veneri l'Uomo e che al culto dei santi sostituisce quello degli eroi laici della storia scientifica e civile.

Lo Stato positivista[modifica]

Comte giunge ad elaborare coerentemente una concezione di "capitalismo sociale statalista", anticipatore dell'economia keynesiana e del dirigismo, in uno stato di tipo etico e tecnocratico.

Nonostante l'esaltazione quasi acritica della scienza, Comte ritiene che il progresso debba avere una morale certa, e compito della filosofia positivista sia elaborarla; ad esempio Comte esprime netta contrarietà alla vivisezione, in contrasto con le posizioni cartesiane che egli giudica, in questa materia, ormai superate. Ritiene che gli animali abbiano coscienza e che, al tempo in cui scrive, essi non debbano essere maltrattati e uccisi nemmeno in nome della scienza medica.[8]

In nome delle libertà individuali il positivismo difendeva il diritto del lavoratore di non indossare uniforme, a meno lui stesso lo desiderasse. Rivendicava la libertà di mendicare, avversava la schiavitù, schierandosi a favore degli indios e del loro diritto di possedere le terre che occupavano, contro il militarismo e le spese per gli armamenti, dimostrando una certa sensibilità per la causa del proletariato.

Opere[modifica]

  • Piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società, 1822, ristampato nel 1824 col titolo Politica positiva.
  • Corso di filosofia positiva, 1830-1842.
  • Discorso sullo spirito positivo, 1844.
  • Calendario positivista, 1849.
  • Discorso sull'insieme del positivismo.
  • Sistema di politica positiva, 1851-1854.
  • Catechismo positivista, 1852.
  • Appello ai conservatori, 1855.
  • Sistema soggettivo o sistema universale delle concezioni proprie dello stato normale dell'Umanità, 1856-1857.
  • Lettere di Comte a John Stuart Mill, 1877.

Note[modifica]

  1. 1,0 1,1 1,2 A. Comte, Corso di filosofia positiva, pag. 5-7
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 2,6 2,7 2,8 Comte: contro il culto metafisico della sovranità popolare
  3. Auguste Comte e il positivismo
  4. da non confondere con il cristianesimo positivo o il cristianesimo scientista.
  5. A. Comte, Catechismo positivista
  6. Un amore febbrile di progresso. Comte dalla filosofia positivista alla religione dell'umanità, bibliomanie.it. URL consultato il 18 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  7. Spesso questo misticismo venne preso di mira per screditare il positivismo, come in Benedetto Croce: "il positivismo generò dal suo seno il misticismo e le rinnovate forme religiose (...) perché questo è figlio di quello. Un positivista, dopo le gelatine dei gabinetti, non credo abbia altro di più caro che l'inconoscibile, cioè la gelatina in cui si coltiva il microbio del misticismo." (Di un carattere della più recente letteratura italiana, 1907)
  8. A. Comte, Corso di filosofia positiva, lezione 40, III, 27, Paris, 1969; riportato anche in: Morale e religione, Torino, Bocca, 1921, 246, ss.

Bibliografia[modifica]

  • Jean-Paul Frick, Auguste Comte, ou La République positive, Presses universitaires de Nancy, Nancy, 1990.
  • Marco Genua, Auguste Comte e la cultura francese dell'Ottocento, Cisalpino, Milano, 2004.
  • Henri Gouhier, La philosophie d'Auguste Comte: esquisses, Vrin, Paris, 1986.
  • Angèle Kremer-Marietti, L'anthropologie positiviste d'Auguste Comte, Thèse Paris IV, 1977.
  • Wolf Lepenies, Auguste Comte: die Macht der Zeichen, Carl Hanser, München, 2010.
  • Realino Marra, La proprietà in Auguste Comte. Dall'ordine fisico alla circolazione morale della ricchezza, in «Sociologia del diritto», XII-2, 1985, pp. 21–53.
  • Jacques Muglioni, Auguste Comte: un philosophe pour notre temps, Kimé, Paris, 1995.
  • Mary Pickering, Auguste Comte: an intellectual biography, 3 volumi, Cambridge University Press, Cambridge, 1993-2009.
  • Pozzi, Regina, Tra Destra e Sinistra, tra Ordine e Progresso: alcune riflessioni sul pensiero politico di Comte, Società e storia. Fascicolo 6, 2001, Milano : Franco Angeli, 2001.
  • Terence R. Wright, The religion of humanity: the impact of comtean positivism on Victorian Britain, Cambridge University Press, Cambridge, 1986.

Risorse esterne[modifica]