Arte pubblica

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Arte pubblica
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Con la denominazione di arte pubblica (in inglese, Public Art) si indica una specifica modalità di presentazione e fruizione dell'arte che entra nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città.

Portare l'arte sul territorio pubblico rappresenta l'occasione di far uscire la creatività dai luoghi ad essa deputati, di porla a stretto contatto con un pubblico ampio e allo stesso tempo di caratterizzare o rivalutare l'ambiente cittadino.

Le opere sono pensate appositamente per il luogo, ossia sono site-specific, e non sono staccate da esso da alcun piedistallo: l'arte pubblica inizia infatti ad essere realizzata a partire dagli anni settanta, nel momento della crisi della concezione urbanistica moderna, e si allontana dall'idea di monumento in quanto ha fini comunicativi e mai celebrativi.

In Italia[modifica]

Un esempio di arte pubblica in Italia è "Ago, filo e nodo" di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen in piazza Luigi Cadorna a Milano, un enorme ago conficcato nella pavimentazione della piazza.

Gli artisti italiani che hanno realizzato opere d'arte pubblica sono Mario Merz, Mimmo Paladino e Mauro Staccioli, Vito Acconci, Alberto Garutti, Giulio Paolini, Massimo Ghiotti, Andreco; tra i giovani, tra i più attivi in questo ambito sono Maurizio Cattelan, Loris Cecchini, Stefano Cagol ed il gruppo Stalker e molti altri.

Panoramica degli artisti[modifica]

Massimo Ghiotti[modifica]

Massimo Ghiotti, torinese, ha realizzato nella sua città le tre sculture monumentali in ferro colorato che, dal 2001, ornano una nuova piazza in via Monfalcone, la scultura monumentale nel giardino della Circoscrizione 7, quella nel giardino dell'Istituto Avogadro e quella nel giardino del 1° Liceo Artistico. Nel mese di luglio 2010 è stata inaugurata la scultura monumentale in acciaio inox per il nuovo parco cittadino in corso Umbria.

Andreco[modifica]

Andreco (Roma, 1978) è attivo dal 2000. Nel 2016, in concomitanza con la conferenza sul clima COP21, realizza a Parigi "Climate 01", un progetto d'arte pubblica sulle conseguenze dei Cambiamenti Climatici [1][2][3].

Per il capodanno 2015 della Città di Bologna realizza il Vecchione,[4] la statua di 12 metri che brucia in piazza Maggiore per inaugurare l'anno nuovo che ha intitolato "Più Forti dei Guai"[5]. Presso i Giardini Margherita di Bologna realizza "Landmark 01" una scultura in ferro di 7 metri[6].

Nell'Agosto 2012 Andreco realizza il wall paint[7] intitolato "The philosophical Tree"[8] per il progetto d'arte Pubblica Frontier del comune di Bologna con la partecipazione del Museo d'arte Moderna MamBo.

Bibliografia[modifica]

  • R. Barilli, A. Borgogelli, P. Granata, S. Grandi, F. Naldi, Videoart Yearbook - L'annuario della videoarte italiana 2006-2007-2008, Fausto Lupetti Editore, Bologna: 2009, ISBN 978-88-95962-12-2
  • "Pop Up!" Arte contemporanea nello spazio urbano, a cura di MAC - Manifestazioni artistiche contemporanee, Editore: Franco Cosimo Panini
  • Mili Romano, "Cuore di pietra/Lavoro. Quaderno Numero Tre", edito da Fausto Lupetti Editore, Bologna 2015, ISBN 978-88-68741-18-1

Note[modifica]

  1. andreco a Parigi fra arte pubblica e responsabilita ambientale, il clima e i destini del pianeta
  2. Andreco paints Climate Change mural ahead of COP21 CLimate Meeting in Paris
  3. "Climate 01" project by Andreco in Paris
  4. Il Vecchione 2015 di Andreco dal Corriere di Bologna
  5. "Più Forti dei Guai" Comunicato stampa del Comune di Bologna
  6. Nuova installazione pubblica per Andreco. Nelle Serre dei Giardini Margherita, a Bologna, un grande poliedro in ferro celebra il paesaggio
  7. Andreco a Bologna La Stampa
  8. il Murales di Andreco "The philosophical Tree"

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