Aoristo forte

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lezione
Aoristo forte
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materie:




L'aoristo forte ha come caratteristica la semplice vocale tematica. Esso, formalmente, somiglia all'imperfetto, con una differenza sostanziale: si forma sul tema verbale e non sul tema del presente; spesso, inoltre, il tema verbale assume l'apofonia al grado debole. A distinguere l'aoristo forte dall'imperfetto è dunque non tanto la desinenza, quanto piuttosto la forma che il tema verbale assume.

Come esempio di paradigma caratterizzato da apofonia, possiamo prendere in considerazione quello del verbo λείπω "lasciare", la cui apofonia radicale è λιπ/λειπ/λοιπ (grado zero: λιπ). Per comprendere la natura dei procedimenti morfologici alla base della formazione dell'aoristo forte, sarà opportuno confrontare le strutture morfemiche dell'imperfetto e dell'aoristo di λείπω:

Struttura morfemica dell'imperfetto λειπον, "io lasciavo":

Aumento sillabico Radice verbale (grado normale) Vocale tematica Terminazione
- -λειπ- -ο- -ν

Struttura morfemica dell'aoristo forte λιπον, "io lasciai":

Aumento sillabico Radice verbale (grado zero) Vocale tematica Terminazione
- -λιπ- -ο- -ν

Aoristo forte attivo e medio di λείπω, "lasciare"

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
sing. ἔλιπον λίπω λίποιμι
-
ἐλιπόμην λίπωμαι λιποίμην
-
2º sing. ἔλιπες λίπῃς λίποις λίπε ἐλίπου (<*ἐλίπεσο) λίπῃ λίποιο λίπου (<*λίπεσο)
3º sing. ἔλιπε λίπῃ λίποι λιπέτω ἐλίπετο λίπῃται λίποιτο λιπέσθω
2º duale ἐλίπετον λίπητον λίποιτον λίπετον ἐλίπεσθον λίπησθον λίποισθον λίπεσθον
3º duale ἐλιπέτην λίπητον λιποίτην λιπέτων ἐλιπέσθην λίπησθον λιποίσθην λιπέσθων
1º plur. ἐλίπομεν λίπωμεν λίποιμεν
-
ἐλιπόμεθα λιπώμεθα λιποίμεθα
-
2º plur. ἐλίπετε λίπητε λίποιτε λίπετε ἐλίπεσθε λίπησθε λίποισθε λίπεσθε
3º plur. ἔλιπον λίπωσι λίποιεν λιπόντων/ λιπέτωσαν ἐλίποντο λίπωνται λίποιντο λιπέσθων/ λιπέσθωσαν
Infinito attivo participio attivo infinito medio participio medio
λιπεῖν masch. λιπών femm. λιποῦσα neu. λιπόν λιπέσθαι masch. λιπόμενος femm. λιπομένη neu. λιπόμενον

Il participio aoristo forte attivo maschile e neutro ha il tema -όντ- (il maschile singolare fa cadere -τ- e allunga per apofonia -ο- in -ω-, mentre il neutro mostra il puro tema con caduta di -τ-; in entrambi il genitivo è -όντος) mentre il femminile segue la I declinazione in alfa impuro breve (come μοῦσα).

  • L'aoristo forte dà luogo talora a paradigmi anomali o difettivi. Ad eccezione di ἔκλυον, i seguenti sono i cosiddetti "verbi politematici":
    • εἶδον "vidi" (tema εἰδ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo ὁράω "vedere"
    • εἶπον "dissi" (tema εἰπ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo λέγω "dire"
    • ἦλθον "venni, andai" (tema ἐλθ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo ἔρχομαι "andare, venire"
    • ἤνεγκον "portai" (tema ἐνεγκ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo φέρω "portare"
    • ἔδραμον "corsi" viene fatto ricondurre al verbo difettivo τρέχω "correre"
    • ἔφαγον "mangiai" viene fatto ricondurre al verbo difettivo ἐσθίω "mangiare"
    • εἷλον "presi" (tema ἑλ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo αἱρέω "prendere"
    • ἔκλυον "udii" ha forme di imperativo atematiche: κλῦθι "ascolta"


  • cinque aoristi conservano imperativi arcaici con l'accento sull'ultima sillaba:
    • εἶδον "vidi" (utilizzato come aoristo di ὁράω "vedere"), imperativo ἰδέ "vedi";
    • ἔλαβον "presi", da λαμβάνω "prendo", imperativo: λαβέ "prendi";
    • εὗρον (o ηὗρον) "presi", da εὑρίσκω "trovo", imperativo εὑρέ "trova";
    • ἦλθον "andai, venni" (utilizzato come aoristo di ἔρχομαι "andare, venire"), imperativo: ἐλθέ "va', vieni";
    • εἶπον "dissi" (utilizzato come aoristo di λέγω "dire"), imperativo: εἰπέ "di' ".


  • Alcuni aoristi forti hanno la radice raddoppiata, oltre che aumentata: ess.:
    • dal verbo ἀγω "condurre", radice ἀγ- (cfr. latino ago "condurre"), tema dell'aoristo ἀγαγ-, per cui: ἤγαγον;
    • dalla radice di un verbo di dire si ha l'aoristo senza presente εἶπον, in Omero ἔειπον, da * ἐϝέϝιπον.
    • ἤνεγκον (tema dell'aoristo ἐνεγκ-), radice ἐγκ-/ἐνεκ-/ἐνοκ- (l'aoristo si forma dal grado zero), è utilizzato come aoristo di φέρω "portare".