Agronomia

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lezione
Agronomia
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Agronomia generale




L'agronomia è un ambito multidisciplinare che si occupa dell'applicazione di principi scientifici all'agricoltura. L'agronomia comprende aspetti studiati dalle discipline quali la biologia, la chimica, la fisica, la geologia, la pedologia, l'ecologia, l'economia, la sociologia, l'etica, l'ingegneria.
In termini pratici è l'insieme delle tecniche e delle tecnologie che vengono impiegate per rendere più efficienti ed efficaci i risultati delle attività economiche che impiegano tali conoscenze.
L'agronomia, come scienza, affronta anche lo studio delle conseguenze derivanti dall'abuso di talune tecniche colturali. Lo studio e l'applicazione pratica di conoscenze scientifiche derivanti da diversi ambiti, conferiscono quindi all'agronomia l'importanza di una tecnologia applicata. L'applicazione delle tecniche agronomiche richiede - a livello pratico-operativo - anche la conoscenza dei principi basilari della sperimentazione e della ricerca.

Le tecniche agronomiche[modifica]

Dalla lavorazione/non lavorazione dei terreni, alle concimazioni, ai trattamenti antiparassitari, alle irrigazioni, alle potature, alle successioni colturali e, per continuare, al miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni, tutte rappresentano un insieme di attività - più o meno coordinato - dalle quali dipende l'esito economico, ecologico, etico delle attività produttive.

L'agronomia come scienza[modifica]

L'agricoltura moderna, caratterizzata dai legami molteplici con la scienza, in particolare la chimica, la fisiologia vegetale, la biologia, è figlia della civiltà occidentale. La scienza che ne ha consentito le realizzazioni è un elemento caratteristico delle scienze dell'Occidente: gli agronomi che hanno enucleato i principi dell'agricoltura moderna hanno operato, nella storia delle conoscenze e delle tecnologie, a fianco degli scienziati inglese, tedeschi, francesi e italiani che hanno creato la chimica moderna, la fisica, la medicina, la genetica moderne. Le altre grandi civiltà del Pianeta, le antiche civiltà di Babilonia e dell'Egitto, quelle più recenti dell'India e della Cina, hanno contribuito grandemente al sorgere delle tecniche agricole, ma non hanno contribuito che in misura esigua alla scienza moderna, quindi all'agronomia che si applica, oggi, nei campi del Pianeta.

Storia dell'agronomia[modifica]

L'agronomia dell'Occidente ha origine in Grecia e a Roma. La Grecia conobbe un vasto pensiero agronomico, le cui opere furono tutte perdute nei roghi delle biblioteche di Alessandria e di Atene. Roma ci ha lasciato alcune opere agronomiche capitali: l'ispanico Lucio Giunio Columella è senza dubbio il primo grande agronomo dell'Occidente. Ma tra le fondamenta dell'agronomia occidentale si debbono certamente includere le idee agronomiche della Bibbia, il compendio della sapienza religiosa, politica e scientifica di un popolo dell'Oriente la cui cultura, per la propagazione del messaggio cristiano in Occidente, è stata assorbita tra i capisaldi della cultura occidentale.

Scritta da un popolo di contadini e pastori la Bibbia propone centinaia di riferimenti alle produzioni dei campi, che sono stati studiati da molteplici commentatori. Ma propone anche autentiche idee di scienza della coltivazione, cioè di agronomia, che sono state recentemente commentate da uno storico delle conoscenze agronomiche, Antonio Saltini, che ha messo in risalto l'importanza, ad esempio, sul piano scientifico, dell'episodio della separazione delle mandrie di Esaù e di Giacobbe, che si congedano siccome il bestiame dei due fratelli costituiva un'entità tale da essere eccessiva per i pascoli, che rischiavano la distruzione, la prova che nella Bibbia esiste il riconoscimento che la Terra non può sopportare un numero di viventi che ecceda le sue capacità di sostentamento, una verità di cui la scienza sta verificando la cogenza in un Pianeta su cui vivono oltre sei miliardi di uomini, sul quale molte regioni sono già sfruttate al limite oltre il quale lo sfruttamento si converte in distruzione. Altrettanto significativo lo studio, in termini di teoria agronomica, del programma con cui Giuseppe evita la carestia dell'Egitto, un programma che costituisce la prima manifestazione razionale di una politica annonaria nel mondo antico.

L'agronomia nell'era moderna[modifica]

Il mondo romano aveva lasciato un primo trattato di agronomia: quello di Columella. Sulla base di esso ricominciò il fiorire dell'agronomia moderna. Nel 1500 in Francia c'è un fiorire di edizioni, merito dello stampatore Charles Estienne e del medico e agronomo Jean Liébeault. Dal Settecento l'agronomia si è configurata come scienza sperimentale, fuori dai canoni della botanica. Nel XVIII secolo l'agricoltura, in Italia fu al centro della riflessione economica. L'interesse per l'agricoltura ebbe delle motivazioni teorico-economiche: si era compreso che per rimediare alla decadenza delle manifatture e dei commerci bisognava dar più rilevanza all'attività agricola, settore da cui partire per muovere tutta l'economia, in modo che fungesse da volano dello sviluppo. Con una buona disponibilità di derrate alimentari a basso prezzo, diminuisce infatti anche il costo dei salari, per consentire di avere un risparmio sufficiente e poterle dotare tecnicamente di nuovi strumenti mediante investimenti, così si attuerebbe uno sviluppo cumulativo perché aumenterebbe il reddito e la quota destinata a nuovi investimenti, più produttivi di quello agricolo. Gli economisti italiani ed europei si occuparono quindi intensamente, nel secolo XVIII, per quest'oggetto. Alcuni si limitarono a studiare problemi secondari o casi particolari, ma altri, avendo una visione d'insieme più larga, erano davvero convinti che lo sviluppo economico fosse guidato dall'agricoltura. Un contributo non secondario fu dato dalla diffusione delle idee dei fisiocrati francesi che, sebbene in Italia non tutte furono accettate quale la libertà del commercio dei grani, riuscirono ad essere largamente percepite. Nelle province di Terraferma della Repubblica di Venezia del secondo Settecento si formarono, nei centri maggiori, delle accademie agrarie, create ex-novo o rifondate da nuclei preesistenti, con il compito di risolvere la crisi agraria i cui versava il vecchio Stato veneto. Sempre nel Settecento, sotto la spinta dell'Illuminismo, nacque in Italia l'Accademia dei Georgofili. L'agronomia entra nella scienza moderna nel 1840 quando Justus Liebig con la propria opera, ne fa una scienza connessa alla Chimica e alla fisiologia vegetale.

Figure professionali legate[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Antonio Saltini Conoscenze agronomiche nei libri della Bibbia, in Rivista di storia dell'agricoltura, XXXIX, n. 1, giu. 1999
  • Antonio Saltini Storia delle scienze agrarie, 4 voll. Edagricole, Bologna 1984-89
  • Pennazio Sergio, Mineral Nutrition af Plants: A Short History of Plant Phisiology, in Rivista di biologia, vol. 98, n. 2, maggio-agosto, 2005
  • Pimentel David, Pimentel Marcia, Computer les kilocalories, Cérès, n. 59, sept-oct. 1977
  • Russell E. Walter, Soil conditions and plant growth, Longman group ltd., London, New York 1973
  • G. Haussmann, La terra e l'uomo. Saggio sui principi di agricoltura generale, Boringhieri, Torino 1964.

Collegamenti esterni[modifica]