Acquerello

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lezione
Acquerello
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Pittura




"Weed Burner, Sitting on a Wheelbarrow with his Wife", realizzato con la tecnica dell'acquerello.

La tecnica pittorica ad acquerello si basa sull'utilizzo di colori composti da un collante, come la gomma arabica, e pigmenti finemente tritati. Il diluente è ovviamente quello dell'acqua, alla quale a volte si aggiungono miele o glicerina, che fungono rispettivamente da elasticizzante della sottile pellicola pittorica che si va a creare e da esaltatore di brillantezza. Richiede maggiore abilità rispetto all'utilizzo, ad esempio, del colore acrilico, in quanto risulta difficile riparare un errore commesso, dal momento che il colore risulta molto trasparente. La pittura ad acquerello risulta spesso molto virtuosa e delicata, e si mostra particolarmente adatta a rappresentare suggestive situazioni luministiche.

Breve storia dell'acquerello[modifica]

Le origini della tecnica risalgono al periodo medioevale, nel quale spesso l'acquerello veniva usato in abbinamento alla tecnica della doratura da amanuensi e illustratori. Nel Rinascimento l'acquerello incominciò ad essere utilizzato in ambito di preparazione e progettazione artistica e architettonica, grazie alla sua velocità di utilizzo e alla sua efficace resa chiaroscurale. Venne inoltre impiegato in studi di tipo naturalistico. Nel Rinascimento Maturo fu largamente impiegato da artisti come Albrecht Dürer e John White. Fu però nel XVIII secolo che la tecnica trovò la sua massima fioritura con pittori, di cui molti inglesi, come il grande J. M. W. Turner. Nel 1800 la tecnica fu di nuovo impiegata in studi preparatori di opere che sarebbero state poi realizzate ad olio. Nello scorso secolo, infine, l'acquerello fu utilizzato da celeberrimi artisti, come Paul Klee, famoso per la Bauhaus, e altri artisti illustratori come Edmund Dulac.

Gli strumenti[modifica]

Per la realizzazione tradizionale dell'acquerello, occorre:

  • Carta da acquerello, che può essere pressata a caldo, non pressata, pressata a freddo. La carta pressata a freddo (CP, cold pressed) risulta semi-ruvida e ottimale per la realizzazione dell'acquerello; ciò non toglie che possano essere usati anche altri tipi di carta per ottenere interessanti effetti. La grammatura della carta risulta ottimale quando è superiore ai 200 gr/mq.
  • Diluente, che generalmente è acqua (meglio se distillata), ma che può essere sostituita da acqua e vino, infuso di zafferano, caffè infusi di erbe vari etc. La scelta di un diluente "alternativo" è a discrezione del pittore, ed oltre a fini sperimentali, permette di ottenere interessanti effetti cromatici.
  • Colori, che possono essere di diversi tipi: mezzi panetti semiduri, da cui si preleva il colore diluendone un poco la superficie con il pennello bagnato; acquerelli semiliquidi in tubetto che si dispongono in piccolissime quantità sulla tavolozza per poi essere diluiti quanto serve; pigmenti liquidi in tubetto che vengono usati come gli acquerelli in tubetto tenendo conto della minor densità del colore. Si sconsigliano tavolozze molto economiche generalmente destinate all'attività dei bambini, in quanto la qualità risulta piuttosto scadente, mentre consigliati sono gli acquerelli venduti nei negozi di belle arti, destinati a professionisti e studenti principianti. Una confezione di 10-12 panetti d'acquerello da 15 euro sarà già di buona qualità. Gli acquerelli in panetto sono anche venduti singolarmente, e si consiglia di comprare una confezione precomposta all'inizio della propria attività per poi sostituire e gestire i colori in base alle proprie esigenze stilistiche e tecniche. Nel caso si vogliano da subito acquistare colori venduti separatamente, si consigliano i seguenti a chi sta iniziando a dipingere con gli acquerelli: blu oltremare, rosso cadmio, giallo cadmio, terra di siena bruciata, ocra gialla, terra d'ombra bruciata, nero d'avorio. Sebbene sia in vendita il bianco, se ne sconsiglia l'utilizzo perché, essendo l'acquerello una tecnica basata sulla trasparenza, è il fondo del foglio stesso a fungere da bianco.
  • Pennelli, che devono essere generalmente morbidi e mediamente flessibili; si consigliano pennelli sintetici semi-morbidi indicati per l'acquerello oppure pennelli di martora, piuttosto costosi ma estremamente durevoli a differenza dei primi; si consigliano pennelli piatti, pennelli a lingua di gatto e e pennelli cilindrici. Come per la carta e i diluenti si possono utilizzare pennelli particolari per particolari effetti. Le dimensioni variano in base a fattori personali, tecnici e di dimensione dell'opera.
  • Straccetto di stoffa per asciugare il pennello durante la realizzazione dell'opera.
  • Carta assorbente per asportare l'acqua in eccesso sul foglio.
  • Tavola in legno(opzionale) per tendere il foglio in modo che non si deformi eccessivamente.

Come procedere[modifica]

  • Riempite un recipiente di acqua e immergetevi il foglio che avete scelto per realizzare il vostro acquerello. Tenetelo per una decina di secondi immerso e poi fatelo scolare bene in modo che non goccioli troppo. Stendetelo sulla tavola, fissatelo da un lato con dello scotch da pacchi, tendetelo e fissatelo ai lati rimanenti. Questo primo passo non sempre è necessario: possiamo lasciare il foglio libero se la grammatura della carta lo consente; o ancora esistono degli album del quale i fogli sono impilati e incollati su tutti e quattro i lati, in modo che vengano rimossi solo dopo esser stati dipinti.
  • Incominciate a disegnare le tracce fondamentali del vostro disegno; concentratevi soprattutto sulle macchie di colore, sui loro "limiti spaziali": vi aiuterà a stendere correttamente il colore. Considerate che cancellare i segni a matita dopo aver acquarellato può rovinare facilmente il vostro lavoro: quindi utilizzate una matita dura (2H, 4H) in modo molto leggero, quasi inpercettibile. Se volete far vedere dei segni grafici interverrete dopo aver acquerellato con la tecnica che desiderate.

Formato[modifica | modifica wikitesto]

acquerelli Gli acquerelli sono disponibili in commercio in diversi formati:

In pasta: venduta in tubetti da spremere, in genere da 5 o 15 ml solido: si tratta di acquerello asciugato ed estruso in lunghe strisce e quindi tagliato in panetti secchi detti godet o mezzi godet a seconda delle dimensioni. Essendo solidi sono più pratici per l'uso in viaggio o all'aperto. liquido: di recente introduzione sul mercato, possono essere usati puri o diluiti e si prestano all'uso con aeropenna. Esistono inoltre tavolozze già pronte contenenti pastiglie di acquerello secco, da inumidire con il pennello.

Supporto[modifica]

Il supporto più usato per questa tecnica è la carta che viene usata preferibilmente ad alta percentuale di cotone puro, in quanto la fibra lunga di questo vegetale non si modifica a contatto con l'acqua

La stesura dell'acquerello può avvenire secondo tre tecniche distinte:

Per velature sovrapposte, le quali, oltre a conferire forza e tonalità al colore stesso, conferiscono al disegno preparatorio solitamente eseguito a matita leggera, la necessaria profondità pittorica utile alla rappresentazione dei volumi, delle ombre e della luce; Pittura bagnato su bagnato, ovvero la stesura del pigmento colorato effettuata sul foglio di carta bagnato in precedenza cosicché i colori si diffondano scorrendo e conferendo un aspetto soffuso al dipinto; Pittura bagnato su asciutto in cui il pigmento viene steso dopo essere stato disciolto con una quantità d'acqua sufficiente a farlo scorrere sul foglio asciutto. L'esecuzione è di per sé tecnica assai raffinata, dal momento che errori di esecuzione (quasi sempre dovuti alla scarsa manualità), difficilmente, e diversamente dalle altre tecniche pittoriche, possono essere corretti mediante la semplice sovrapposizione di altro colore. Infatti il colore è trasparente e non nasconde la stesura sottostante.

Utilizzi[modifica]

Caratteristica di un buon acquerello è l'estrema "leggerezza" rappresentativa e la sua immediatezza espressiva, che per l'appunto, dal Rinascimento in poi, divenne strumento essenziale per gli studi preparatori dei grandi maestri e delle grandi opere; fu una tecnica utilizzata anche dagli agrimensori per la redazione dei cabrei.

Tale tecnica, tuttavia, è stata spesso utilizzata con efficacia anche nel disegno tecnico, soprattutto nell'ambito della progettazione meccanica, dove per esempio assume particolare rilievo rappresentare (in particolar modo nelle viste in sezione) la consistenza e la tipologia dei vari elementi costruttivi, secondo colorazioni generalmente codificate.

Inoltre l'acquerello viene usato dal 1500 per eseguire studi sulla natura e per i paesaggi (Albrecht Dürer), studi di animali (Pisanello), studi di guerrieri (Pinturicchio), scene sacre o profane (Rubens, Salvator Rosa), riproduzioni botaniche e scientifiche dato che il mezzo ne consente l'utilizzo all'aria aperta.

Ancora fino al XV secolo, l'utilizzo dell'acquerello è, generalmente, circoscritto a opere di alta qualità, però di piccole dimensioni, al punto da rappresentare solo preludi di opere maggiori. Quindi la storia dell'acquerello fino al XVI secolo è soprattutto legata alla storia del disegno piuttosto che alla pittura.[1] Solamente nel Seicento nei Paesi Bassi e nel XVIII secolo, grazie all'avvicinamento, dapprima, di grandi pittori francesi ed inglesi a questa tecnica e nella seconda metà del secolo alla sua diffusione in tutta l'Europa e negli Stati Uniti, l'acquerello diviene la tecnica preferita da molti pittori.

Diffusione[modifica]

Winslow Homer, The Blue Boat, 1892 Tra gli artisti inglesi, i caposcuola sono stati William Taverner (1703-1772), legato al classicismo poussiniano, Paul Sandby (1725-1809), con il suo stile intimo ed arcadico, John Robert Cozens (1752-1797), attratto dai paesaggi italiani, William Turner (1775-1851), innovatore nel gusto, nelle luci accecanti e irreali; nello stesso periodo, in Francia, l'acquerello riscuote molto successo presso i vignettisti come Jean-Gabriel Moreau (1741-1814) e ben presto dilaga la moda di recarsi a Roma, centro dell'arte e della cultura. Charles-Joseph Natoire (1710-1777) e Hubert Robert (1733-1808) vengono attratti dai monumenti classici, mentre Jean-Louis Desprez (1743-1804), dipinge i monumenti pompeiani.

Tra i seguaci di questa tecnica si sono distinti anche Cézanne, Gauguin, Manet, Degas tra i francofoni e Paul Klee e Eduard Hildebrandt fra i germanici.

Negli Stati Uniti, intorno al XIX secolo, sono nate in varie località, società di acquerellisti, nell'intento di organizzare mostre, dalle quali si misero in luce George Hart (1868-1933), con i suoi soggetti messicani e Lyonel Feininger (1871-1956), con i suoi soggetti marinari.

In Italia, nonostante il lungo soggiorno ai pittori stranieri, la tecnica prende campo dalla metà dell'Ottocento, soprattutto a Milano e a Napoli. Giuseppe De Nittis (1846-1884), con il suo stile effervescente ed elegante, Sebastiano De Albertis (1828-1897), con i temi bellici e ippici sono stati tra i migliori esponenti della corrente.[1]

Pittori che hanno usato questa tecnica[modifica]

Una pittrice mentre dipinge con la tecnica dell'acquerello

  • Albrecht Dürer
  • Angelo Marinucci
  • Canaletto (Giovanni Antonio Canal)
  • Carl Larsson
  • Claude Monet
  • Edward Hopper

Ettore Roesler Franz Giorgio Morandi Jean-Michel Folon John Singer Sargent Joseph Mallord William Turner Pablo Picasso Paul Cézanne Tommaso Gnone Vasilij Vasil'evič Kandinskij Vincenzo Loria Winslow Homer Note[modifica | modifica wikitesto] ^ a b "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, vol. I, pagg. 39-41 Bibliografia[modifica | modifica wikitesto] G. Previati, La tecnica della pittura, Bergamo, 1913 L. Richmond, The Technique of Water Colour, Londra, 1926 S. Fappanni, Acquerello, l'arte della pittura ad acqua, Cremona, 2014 - ISBN 9781291960969 S. Fappanni, Scrivere d'acquerello, Milano, 2016 - ISBN 9781326529468

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