I moduli tecnici
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I moduli tecnici
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| Tipo: lezione | |
| Materia: Scienza delle costruzioni | |
| Programma: [[{{{programma1}}}]] | |
| Programma: [[{{{programma2}}}]] | |
| Programma: [[{{{programma3}}}]] | |
| Programma: [[{{{programma4}}}]] | |
I moduli tecnici precedentemente introdotti hanno un significato fisico ben preciso[1].
Per comprendere ciò si consideri uno stato di tensione monoassiale, in cui ad esempio agisca solo la tensione
. In questa condizione si ha:

Il modulo
, cioè, rappresenta un coefficiente di proporzionalità tra la tensione agente in una direzione e la dilatazione lineare che essa provoca nella sua stessa direzione. Rappresenta, cioè, la capacità che il corpo oppone al tentativo di deformazione offerto dalla tensione considerata, e all'aumentare del suo valore decresce la deformazione sotto una medesima tensione.
Il coefficiente
rappresenta il rapporto esistente tra le deformazioni laterali
e la deformazione nella direzione della tensione applicata. Esso rappresenta, in pratica, la capacità che il corpo ha di opporsi all'espansione o alla contrazione laterale. All'aumentare del suo valore si ha un aumento delle deformazioni laterali.
Si consideri ora uno stato tensionale in cui agisca solo una tensione
. In questo caso l'unica componente di deformazione presente è:

Il modulo
, cioè, rappresenta il corrispettivo per le tensioni tangenziali del modulo
, ed è dunque la capacità che il corpo ha di opporsi agli scorrimenti.
Correlazioni tra i moduli tecnici [modifica]
I moduli tecnici, in realtà, non sono indipendenti tra loro: noti due di essi, è possibile derivare la conoscenza del terzo.
Per dimostrare questa asserzione si considerino le relazioni di elasticità trovate in precedenza riferite a due deformazioni lineari generiche, di normali
e supponendo ad esempio che l'altra normale coincida con la direzione
:
![\begin{cases}
\epsilon_n=\frac{1}{E} \left[ \sigma_n - \nu (\sigma_m+\sigma_{33}) \right] \\
\epsilon_m=\frac{1}{E} \left[ \sigma_m - \nu (\sigma_n+\sigma_{33}) \right]
\end{cases}](http://upload.wikimedia.org/math/7/5/8/7584ee92a5243cde1d14516bb827ac65.png)
Sottraendo i termini si ottiene:
![\epsilon_n-\epsilon_m=\frac{1}{E} \left[ \sigma_n - \nu (\sigma_m+\sigma_{33}) \right]-\frac{1}{E} \left[ \sigma_m - \nu (\sigma_n+\sigma_{33}) \right]](http://upload.wikimedia.org/math/3/f/9/3f92976f37c5f69e4103ee7b74e3f076.png)
Da cui:


Si supponga ora che le direzioni considerate coincidano con le bisettrici del piano
, per cui caratterizzate dai coseni direttori
. Essendo
si ottiene:

Sottraendo membro a membro:

Agendo in maniera analoga si può ottenere:

Si può, dunque, scrivere:

Di conseguenza, le costanti elastiche indipendenti nel caso di materiale iperelastico lineare omogeneo e isotropo si riducono a due.
Valori dei moduli tecnici [modifica]
I moduli tecnici, tuttavia, non possono assumere valori qualsiasi. I limiti imposti ai loro valori si deducono direttamente dalla definizione di energia di deformazione, e dalla considerazione fatta della sua necessaria positività. Esprimendola in termini di tensioni principali si ottiene:

La positività di questa equazione può essere studiata attraverso la positività della matrice associata:

Senza entrare nei dettagli matematici, la risoluzione del problema porta a definire i seguenti limiti teorici:

Si fa notare che un valore di
negativo corrisponde ad una situazione in cui un corpo in trazione si espande lateralmente e viceversa un corpo in compressione. Questo fatto, per quanto teoricamente possibile, è controintuitivo e nelle applicazioni pratiche, da riscontri con i dati sperimentali, si preferisce fornire la limitazione che:

Note [modifica]
- ↑ Proprio in base a questa caratteristica di avere una immediata interpretazione fisica sono solitamente preferiti nella pratica tecnica, e in generale sono più facilmente ricavabili attraverso prove di laboratorio, al contrario con le corrispettive costanti elastiche componenti il tensore
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