Istologia
Da Wikiversità, l'università aperta.
L'utente Ş€ņpãİ - せんぱい scrivimi ha chiesto di verificare che questa voce non costituisca una violazione di copyright .
- La voce è stata inserita nella categoria Da controllare per copyright.
- Se puoi, contribuisci adesso a verificarne la compatibilità con la licenza GFDL (vedi Aiuto:Copyright per maggiori dettagli).
- Per eventuali note usa la pagina di discussione.
- Avvisa l'autore con il messaggio predefinito {{Avvisocontrolcopy|voce=Istologia}}--~~~~
Questo modulo necessita di essere "wikificato", ovvero formattato secondo gli standard di Wikiversità (vedi l'elenco degli articoli da wikificare). Collabora anche tu a rendere questo articolo conforme alle linee guida (vedi anche qui) poi rimuovi questo avviso.
ISTOLOGIA
Con la scoperta del microscopio elettronico si raggiunse il nm, che dimostrò come le cellule anche se di apparati diversi avessero relativamente le stesse dimensioni. C’ho sarebbe dovuto al fatto che il processo di diffusione presente all’interno delle cellule e gli scambi che i vari apparati hanno con la matrice extracellulari sarebbero impossibilitati dalle lunghe distanze presenti nella cellula con dimensioni elevate. Le cellule hanno però vari prolungamenti che ne variano la forma. Il fattore che sostiene la forma cellulare è il citoscheletro, che a sua volta è costituito da: • Microtuboli • Microfilamenti intermedi • (fare da biologia) Al microscopio elettronico per poter evidenziare le varie parti del corpo si è deciso di colorare le parti da voler evidenziare mediante l’uso di sostanze immunofluorescenti collocate su anticorpi che si posizionano su (diciamo cell bersaglio). L’antigene (proteina) viene riconosciuto da un anticorpo. L’anticorpo è coniugato con una molecola fluorescente che ci rende capaci di contare gli antigeni presenti nella cellula (quasi tutte le immunofluerescenze mettono in evidenza il citoscheletro cellulare). In genere si utilizzano più anticorpi coniugati per analizzare in primis il citoscheletro per mettere in evidenza il contorno della cellula e in secundis l’organello bersaglio generico. L’immunofluorescenza può essere anche indiretta poiché utilizzata quando non si può coniugare più l’anticorpo con l’antigene. Si creano così anticorpi che ricoprono completamente tutti i recettori cellulari ed infine si inserisce un anticorpo fluorescente da attaccare a tutti gli anticorpi esistenti. L’istologia è quella scienza che studia i tessuti umani. L’osservazione avviene mediante la fissazione(processo chimico –alcool e aldeidi- acido acetico) del tessuto per impedire la degenerazione tessutale. Con la Disidratazione si toglie l’H2O dal tessuto(mediante l’utilizzo di alcool a volume costante), per creare spazio (nel senso di volume fisico) da sostituire con paraffina e plastica. • Paraffina in m. ottico (cera per tagli preciso): lo spessore delle cellule viene deciso da microtomi: o Lame d’acciaio per m. ottico o Vetro o diamante per m. elettr. • In plastica per m.elettronica (s.e.m.): tessuto montato su vetrino e studiato Colorazioni: • Glicogeno-pas reazioni positive (blu) • Lipidi: sudan Nero, Tetrossido di osmio (nero scuro) • Cosina: acido (rosa) basofilo • Ematossilina: basico (blu) acidofilo x evidenziare il nucleo
lezione 20-11-07 EPITELI Caratteristiche: • cellule circondate da scarsa matrice extracellulare, gli spazi tra le cellule sono ristretti (15-30 nm). Possono essere costituite da uno o più strati. Le cellule sono polarizzate. La membrana cellulare(PLASMALEMMA) è divisa in tre settori: o basale:poggia direttamente su una lamina basale ricca di nutrimenti o apicale: è la parte della m. che dà all’esterno o verso l’interno se l’organo è cavo o laterale: pieno di giunzioni di contatto Funzione: • A livello della m. apicale: o Regolazione dell’assunzione di H2O e sostanze nutritive o Protezione da agenti esterni o Secrezione (sudorifere)
• A livello della m. laterale: o Contatto e adesione tra le cellule (gap-juntion) o comunicazione
• A livello della m. baso-laterale: o Unisce la cellula epiteliale alla lamina basale o A livello della l. basale avviene la ricezione e la traduzione di segnali mediante i recettori o Contatto cell-substrato o Generazione di gradienti ionici o Secrezione costitutiva
• A livello della l. basale: o Zona di passaggio, la l. basale è formata da proteine (laminina, collagene di tipo IV, proteoglicani => appartenenti al tessuto connettivo) Derivazione embrionale: • Dall’ectoderma: si origina l’epidermide della cornea, la mucosa del cavo orale, e le ghiandole annesse.
• Dal mesoderma: si originano i mesoteli (pleura, pericardio, peritoneo) e gli endoteli (epiteli di riv. delle vie urinarie e genitali)
• Dall’endoderma: si origina l’epitelio di riv. delle vie digerenti: o Esofago o Stomaco o Int. Tenue e Crasso (più ghiandole annesse) o Fegato o Pancreas o Ghiandole • Gastriche • intestinali
Classificazione funzionale degli epiteli: • Epi. Rivestimento (I t. di rivestimento ha funzione meccanica poiché composti da più strati permettono grande resistenza al tessuto ma anche nutrimento e scambi metabolici): o Tonache mucose: • Epidermide • Vie digerenti • Vie genito-urinarie o Ton. Sierose: • Pleure • Pericardio • Peritoneo o Vasi linfatici e sanguigni o Dotti escretori • Epi. Sensoriali (funzione recettoriale frammista alla normale cellula dell’epitelio collegandosi alle fibre nervose) o Calice gustativo o Calice acustico
Gli Epiteli di Riv. • Cute: costituita da più strati è data dall’insieme dell’epidermide e del derma (corion strato connettivale) al disotto del derma vi è l’ipoderma che non fa parte della cute. o I t. epiteliale non è vascolarizzato, ad essere vascolarizzato è il t. connettivo. • Tonaca mucosa: o Poggia sempre su una lamina connettivale chiamata tonaca propria. o Gli organi cavi presentano cellule muscolari dette muscolaris mucosae, o Poi si presenta un secondo strato connettivale tonaca sottomucosa. o Un secondo strato di tonaca muscolare formata da fibre circolari e longitudinali. o Una tonaca sierosa
Epiteli semplici classificati secondo stratificazione:
• Monostratificati (semplici) o pavimentosi o Isoprismatico: lati uguali (cuboide semplice) o prismatico (o batiprismatico se allungato) specializzato: superficie apicale diversa o “ (o batiprismatico se allungato) cigliato: s. apicale formata con ciglia • pseudostratificato: o semplice o specializzato • composti (o pluristratificati): o pavimentoso: in cui man mano che ci si avvicina allo strato apicale la forma della cellula cambia (si assottiglia sempre di più) o non cheratinizzato: zone senza contatto con l’esterno o isoprismatico o prismatico cigliato o transizione: la forma della c. apicale cambia a seconda dello strato funzionale
specializzazione della superficie apicale:
• Microvilli: estroflessioni della membrana plasmatica sostenute da un citoscheletro (asse del villo) costituito da microfilamenti di astina. C’è una rete terminale in cui si addensa i filamenti di astina • ciglia (pseudostratificato per le vie traspiratorie) • stereociglia (app. genitale maschile)
specializzazione della sup. laterale:
• giunzioni: o occludenti: funzione meccanica e di impermeabilizzazione variabile a seconda del tessuto in funzione del numero di filamenti proteici (vanno da una membrana plasmatici all’altra) che possono determinare l’impermeab. Assoluta (es. barriera emato-encefalica) o lasciar passare le macromolecole (epi. Intestinale). L’impermeab. polare è data dalla differenziazione proteica della membrana fosfolipidica; determina la polarità cellulare impedendo la migrazione delle proteine transmembrana apicali verso la zona baso-laterale; inoltre impediscono il movimento alle glicoproteine intrappolate con trame. o desmosoma macula aderente: ha funzione meccanica, non permette il passaggio di nutrimenti, ha una funzione di ancoraggio tra cell-cell oppure tra cell-m. basale (emidesmosoma). È una giunzione ancorante localizzata a bottoni su cui convergono filamenti intermedi di cheratina (tonofilamenti) o desmina che sono costituite da proteine transmembrana della famiglia delle laderine (desmocolline) connesse ai filamenti intermedi da proteine di placoglobina (disco). o Le zonule aderenti si trovano intorno al perimetro cellulare. È molto simile alla macula aderenti ma con la differenza che si trovano su tutta la cellula in genere sotto la zonula occludenti (hanno le caderine e i microfilamenti di actina uniti attraverso proteine come vinculina e alfa actina. o comunicanti (gap): nelle giunzioni gap le cel. si trovano a 2 nm di distanza, hanno forma a bottone in cui ci sono molte connessioni. Ogni connessione è costituita da 6 sub-anulari connessi dalla proteina connessina e nel mezzo di questi anelli vi è un tubo del diametro di 2nm che permette il passaggio secondo la grandezza. Le variazioni di ph o Ca++ permettono l’apertura o la chiusura del canale.
Lezione 4-12-07 Ghiandole endocrine Classificazione:
• cordoni e ammassi cellulari solidi: o Ipofisi: si trova nella sella turgica (al centro del cervello) • Neuroipofisi: costituita da cellule con funzione di sostegno e trofica (pituiciti) che verso le terminazioni assoniche dei nuclei Sopraottico e Paraventricolare (si trovano nell’ipotalamo) che producono: Ossitocina: regola la contrazione della m. liscia (utero nel parto). Un recettore per l’ossitocina l’hanno molte cellule nell’organismo regola la sessualità. Vasopressina: regola la pressione sanguigna agendo sulle pareti dei vasi. • Adenoipofisi: (endocrina) identifica 3 componenti: il lobo anteriore contiene • cellule acidofile o Gh: cel. della crescita -> ormone somatotropo o Lth: “ghiandole mammarie -> o. lattotropo • cell. basofile o Tsh: -> o. tireotropo (agisce sulla tiroide) o Fsh: -> follicolo stimolante o Lh: -> o. luteinizzante o Acth: -> o. adenocortitrotopo (agisce sulla corteccia del surrene) o Surrene: c’è una capsula esterna di sostegno (connettivale) in una zona periferica detta corteccia: • una parte interna si chiama midollare del surrene • una parte esterna si divide in 3 zone: z. gromenulare (+ esterna) forma a gomitolo: produce o. mineralcorticoidi (es. aldosterone) che gestiscono l’equilibrio elettrolitico dell’organismo z. fascicolata: produce o. glicocorticoidi (es. cortisone) che regolano il metabolismo degli zuccheri -> agisce l’ACTH z. reticolata (+ interna): produce ormoni sessuali (es. androgeni) tipici nel maschio • la z. midollare del surrene ha cellule cromaffini (si colorano intensamente) che producono: adrenalina noradrenalina o paratiroidi: sono ghiandole che si trovano a ridosso della tiroide (in genere ne sono 4) e producono il PTM (paratormone) con funzione opposta alla calcitonina alzando il livello di calcemia.
o pancreas endocrino: ha una componente caratterizzata da isole di tessuto endocrino di un organo esocrino. Le isole di Langherans hanno una forma circolare che rivestono il loro secreto nel sangue con cell. con caratteristiche differenti: • cellule “A”: producono Glucagone (alza il liv. di glucosio) • cellule “B”: “ Insulina (abbasso il liv. di glucosio)
• interstizio della ghiandola: o testicolo o ovaio o cellule parafollicolari della tiroide: sono cellule sparse nell’interstizio delle cell. tiroidee. Producono l’ormone calcitonina che regola la concentrazione di calcemia nel sangue derivante dal tessuto osseo abbassandone il livello. Le cellule su cui agiscono sono osteoblasti e osteoclasti.
• follicoli: strutture sferiche in cui le cellule si dispongono in periferia e creano uno spazio interno o tiroide: è l’unica ghiandola a follicoli. Ha una struttura sferica e la cell. ha un polo interno o apicale e un polo esterno detto basale. Caratteristica è la vicinanza delle cellule tra loro come le cell. epiteliali. La tiroide produce T3 (triodiotiroidina o meglio ormone tiroideo complessato con 3 molecole di Iodio) e T4 (tetraiodiotirodina oppure o. tiroideo complessato con 4 molecole di Iodio). La formazione di questi 2 ormoni è dovuta allo svolgimento del processo in 2 fasi: • FASE1: la cellula tiroidea nel versante apicale (int) contiene il colloide (sostanza contenuta da cell. tiroidee, circondata da esse a forma di grande sfera, che contiene alte concentrazioni di tiroglobulina iodata). Assume nel lato basale della cell. dello iodio proveniente dal sangue che viene ossidato e complessato. Il REr e il Golgi produce tiroglobulina complessata con lo iodio che và a formare il colloide. • FASE2: la cell. tiroidea dopo aver inglobato il colloide (processo di endocitosi), vuole esocitarlo verso i vasi sanguiferi. Allora forma una vescicola che a sua volta si fonde con un lisosoma (complessato) contenente enzimi litici che digeriscono la tiroglobulina e la trasformano in T3 e T4 che collocato all’interno di vescicole che infine vengono esocitate nei vasi sanguigni. Il comando della FASE2 arriva direttamente dall’ipofisi (o all’) che produce TSM che ha come cell. bersaglio i recettori della cell. tiroidea.
Esistono proteine lettore o carrier circolanti nel sangue per trasportare in tutto il corpo l’ormone: • ormone proteici: si legano a recettori di cellule bersaglio che come secondi messaggeri attraverso le protein-chinasi (proteine di membrana) portano all’attivazione di eventi post-trascrizionali (alterazione di un gene già codificato) o a espressione di geni.
meccanismo d’azione: l’ormone si lega al recettore sulla membrana peptidica trasformando il segnale extracel. in uno intracell. si attiva la cascata del segnale che attiva le protein-chinasi (CHINASI: un tipo di enzima in grado di trasferire gruppi fosfato da una molecola donatrice ad alta energia di ATP a specifici substrati -> fosforilazione) che attivano l’espressione di alcuni geni nel nucleo. La cellula produce questa proteina che và in circolo nel sangue che avrà altre cellule bersaglio per regolare: vie metaboliche espressione geni cambiamenti cellula stessa (citoscheletro)
Caratteristiche di una cellula a ghiandola endocrina a secrezione proteica: gli ormoni agiscono a basse concentrazioni, per cui le cellule secernenti, hanno una qualità (o quantità)di organuli limitata, e nel caso di ormoni proteici hanno granuli di accumuli dell’ormone presenta nel citoplasma
• ormoni steroidei: i recettori sulle cellule bersaglio sono espressi nel citoplasma o nel nucleo (perché di natura lipidica)
meccanismo d’azione: entra direttamente nella cellula mediante un recettore (attivatore di trascrizione es. sintesi di una specifica proteina) proteico intracell. Dove si lega nel Dna (nel nucleo) alla regione regolatrice del gene bersaglio attivandone la trascrizione mediante la sintesi di mRNA.
Caratteristiche di una cell. a ghiandola endocrina a secr. steroidea: contiene grosse quantità di REl che entra nel circolo di sostanze lipidiche. È presente l’apparato del golgi e Mitocondri grandi e dall’aspetto caratteristico (creste sviluppate di forme tubulari). Spesso presentano dei granuli di pigmento e dei lisosomi che servono per la produzione di lipidi. Queste cell. captano grandi quantità di colesterolo dal sangue (base per la produzione dei lipidi), che sintetizzano il colesterolo nel REL e l’ormone viene completato nei mitocondri. Alcune tappe possono passare per i fissomi per fare una traf. complementare.
tipi di secrezione ormonale:
• endocrino: l’ormone agisce su organi bersaglio situati a distanza • su cellule: produzione di proteine o paracrina: cellule che producono proteine con scambio a breve distanza o autocrina: se influenza sé stessa
t. muscolare
classificazione in base alla citologia muscolare: • t. muscolare striato scheletrico: o struttura citologica: ha cellule molto lunghe e strette, contengono molti nuclei (sincizi polinucleati) dovuta a fusione. Le cell. hanno un diametro tra i 10 e 100 nm e una lunghezza di 40 mm. o Localizzazione: è situato in tutto il corpo e permette lo spostamento del corpo mediante l’ausilio delle leve. o Quasi tutti m. scheletrici hanno un’inserzione a livello osseo tramite un tendine. o Struttura del muscolo: un muscolo è formato da più fasci e ogni fascio è costituito da un gruppo di cellule muscolari. o T.connettivale: Le cellule muscolari sono vascolarizzate grazie al tessuto connettivo: • Endomisio: si trova attorno ad ogni cellula muscolare e raccoglie le cellule in un fascio • Perimisio: tiene unita la fibra muscolare in un fascio • Epimisio: circonda tutto il muscolo o Tendine: è la convergenza di tutti gli strati connettivali del muscolo -> tipo denso: % di fibre /motricità Non tutti i tendini hanno inserzione ossea (es. muscoli mimici che possono avere una inserzione sottocutanea). o struttura muscolare: la cellula muscolare ha i nuclei che si trovano in periferia in posizione subsarcolemmare (sarcolemma: plasmalemma + membrana basale) sotto la membrana plasmatica. La striatura, molto evidenziata in sezione longitudinale, è trasversale. Sezionando un fascio muscolare trasversalmente si nota come la fibra m. caratterizzata da miofibrille poste parallelamente alla lunghezza della fibra che riempiono completamente il sarcolemma cellulare. o Ordine di grandezza: • Miofilamenti • Miofibrilla • Fibra • Fascio • Muscolo o Embriogenesi del m. scheletrico striato: il tessuto embrionale di origine è il mesenchima (tappa successiva del mesoderma dei miotomi, a loro volta originati dorsalmente dei somiti). Le cellule mesenchimali cominciano a differenziarsi diventando mononucleate e creando così i mioblasti. I mioblasti si fondono termino-terminalmente in cell. sempre più lunghe e multinucleate formando dei sincizi detti miotubi che a loro volta diventeranno in gruppi delle fibre. Esistono però cellule satelliti che rimangono semimesenchimali (piccole e poco sviluppate) e sono cellule accessorie per la riparazione di eventuali mioblasti. Queste cellule satelliti rimangono col nucleo molto sviluppato (caratteristica delle staminali). Esprimendo solo il fenotipo miocenico sono unipotenti poiché i nuclei rimangono in uno stato post-mitotico permanente che non può più andare incontro a mitosi. o Ultrastruttura muscolare: a differenza del citoplasma nel m. si usa il sarcoplasma che si trova in periferia e tra le miofibrille e tra i poli dei nuclei dove si trovano gli organelli: • Golgi • REL sviluppato: chiamato nella membrana del reticolo sarcoplasmatico che fa da deposito di ioni calcio • Mitocondri (molti) • Gocce lipidiche • Mioglobina:Una proteina che si trova nei muscoli o La Striatura: al microscopio ottico la sezione longitudinale della miofibrilla dà vita alle striature. Le striature sono dovute ad un processo di rifrazione della luce che rappresenta 2 bande di intensità differenti: • I: isotropo (più sottile e chiaro per il passaggio di luce) • A: anisotropo (meno spazio per il passaggio di luce) filamento spesso e sottile FOTOGRAFIA La miofibrilla è lunga quanto la fibra muscolare. La striatura delle fibre muscolari sono dovute dalla disposizione in serie di tutte le miofibrille. I filamenti spessi sono composti di miosina e da filamenti sottili da proteine di actina. Il sarcomero è un segmento di miofilamenti che và da una linea z ad un’altra. È formato da 2 semibande I e una banda A. Nella banda A dove vi sono solo filamenti spessi si ha la banda H e al centro di essa vi è la linea M. L’immagine del sarcomero sulla linea M forma un’immagine speculare. La colorazione della linea M è tale poiché vi è una filtrazione minore della luce dovuta a ponti trasversali che legano tra loro i legamenti spessi. La linea Z è la fusione dei filamenti sottili. I miofilamenti spessi sono circondati da 6 filamenti sottili. Il filamento spesso è costituito dalla proteina della miosina che è formata da una coda filamentosa e 2 teste globulari. Ogni f. spesso è composto da 6 catene: • 2 pesanti: in parallelo anelli a spirale alfa-elica sulla coda, poi si snodano formando le teste • 4 leggere: sono a ridosso due a due sulle due teste a livello della testa la miosina è dotata di un’attività enzimatica detta ATPasica. La digestione enzimatica (per lo studio della miosina) ha diviso la miosina in 3 parti: • meromiosina pesante: a sua volta divisa in: S1: costituisce la testa della miosina S2: “ il collo della “ • meromiosina leggera: forma la coda delle catene pesanti un filamento spesso ha un aspetto bipolare ed è costituito da 15-20 molecole di miosina unite a gruppi con lunghezza diversa e le code convergono nella zona centrale (linea M). a livello della linea M si forma un’immagine speculare del filamento spesso. Le teste si ancorano (interagiscono con legami deboli) ai fil. sottili di actina utilizzando l’energia ATPasica per l’interazione di actina e miosina costituendo gli unici ponti trasversali tra i due fil. c’ho crea una differente polarizzazione delle 2 metà del filamento. A livello della linea M si hanno proteine citoscheletriche: • proteina M • miomesina • CPK (creatinfosfochinasi) genera atp I miofilamenti sottili costituiti da: • una proteina globulare (actina) che formano con altre subunità 2 filamenti (actina f) avvolti ad elica formando una collana di perle. • Tropomiosina composta da due forma alfa. È una proteina filamentosa che si trova in natura sotto 2 forme diverse: Alfa: contrazione veloce Beta: contrazione lenta • Complesso delle troponine: sono proteine globulari con 3 subunità diverse che si ripetono nel filamento sottile trovandosi su più punti: I: funzione inibitoria dell’ATPasi C: lega il Ca facilmente T: si lega alla tropomiosina con funzione di ancoraggio La polarità dell’actina si inverte a livello della linea Z facilitando lo scorrimento dell’actina. Nella sezione trasversale della banda A l’interazione della testa di miosina avviene a livello del complesso delle troponine. La linea Z specifica l’unione di un sarcomero con un altro. Ogni filamento sottile di un sarcomero è unito a 4 altri filamenti sottili adiacenti mediante l’interposizione di molecole (alfa-actina) che costituisco la linea Z. A rafforzare la struttura del sarcomero ed ad unire 2 sarcomeri vi è la Titina prodotta dalla fibra muscolare. Per la speciale unione a 4 si ha la caratteristica forma a zig-zag
• t. muscolare striato cardiaco: o Struttura citologica: sono quasi il doppio di una normale cell. e presentano una striatura del t. muscolare (sono mancato a questa lezione) o Localizzata: nel miocardio o (Unici appunti) struttura del cuore: stimolo della contrazione dei cardiomiociti nascono cell. muscolari modificate. Le cell del nodo seno-atriale che costituiscono il tessuto di conduzione. La contrazione è regolata da un sistema nervoso autonomo i miociti del Purkinjie: grandi con granuli di glicogeno pochi miofilamenti giunzioni gap mancano i tuboli T utilizzati per trasporto a impulsi le fibre del purkinjie si trovano tra miocardio (parte più esterna) ed endocardio (parte più interna) o t. muscolare liscio: • Struttura citologica: ha cell. molto sottili circa 3 – 4 micron e lunghe fino a 200 um. Il nucleo è in posizione centrale, alle estremità si assotiglia molto (forma a fuso) dove sono situati i 2 poli. I mitocondri si trovano dappertutto. Il sarcolemma presenta numerose invaginazioni concave a contatto con il reticolo sarcoplasmatico. Si dispongono in maniera sfasata. Entrano a contatto mediante giunzioni gap che trasmettono i cambiamento di polarizzazione di membrana creando un sincizio funzionale. le cell. si aggregano in fasci circondati dal t. connettivo: • Se rilassato: molto sottile e confini cellulari molto sottili, nuclei allungati • Se contratto: nuclei meno allungato, bordi cellulari evidenziati e t. connettivo più evidente intorno alle cellule • Localizzazione: tonaca muscolare degli organi cavi • Ordine di strutture dal centro: Lume Epitelio Lamina basale T. connettivo: tonaca propria o lamina propria Muscolaris mucosae: liscia T. connettivo: (sottomucosa) ghiandola esoepiteliale: • Coriali • sottomucose Muscoli: due strati di m. con orientamenti diversi nello spazio (permettono i movimenti peristalgici): • Ristretto: muscolatura circolare • Accorciato: muscolatura longitudinale Tonaca sierosa (pavimento liscio) strato di epitelio è il peritoneo viscerale e fa parte dei mesoteli • Analisi ultrastrutturale: striatura longitudinale (filamenti sottili di actina). Sono visibili alcune strutture tipiche del m. liscio: i corpi densi. I c.d. contengono alfa-actina e vengono attraversati dai miofilamenti svolgendo un ruolo simile alle linee Z. I corpi densi sono visibili anche a livello del sarcolemma dove sono presenti vincolina e talina (ponte per i microfilamenti di actina alla membrana plasmatici). Anche qui convergono i filamenti sottili. La miosina per quanto poco visibile è sempre presente. • Citoscheletro: molto sviluppato nelle cell. muscolari lisce grazie alla presenza di filamenti intermedi di Desmina che collega i corpi densi sia citoplasmatici che subsarcolemmari ai microfilamenti acto-miosinici. • Classificazione di m. lisci: Arterie Muscolo erettore del pelo Cell. mioepiteliali di forma stellata con funzione contrattile, associate alle ghiandole esocrine Cell. mioepiteliale a livello della striatura dell’iride
IL TESSUTO NERVOSO • Si divide in: o Celebro spinale: • Sistema nervoso centrale: Encefalo (20 miliardi di cell.) Midollo spinale: grigia all’interno, bianca all’infuori. È provvista di due radici: • Dorsale: parte sensitiva • Ventrale: parte ventrale (assone che determina la contrazione muscolare) I nervi cranici e spinali hanno sia una componente: o Sensitiva (afferente) o Motoria (efferente) Corpi cellulari (nuclei) • Classificazione in base ai prolungamenti: o Bipolari (assone e un dentrita) o Multipolari (motore) o Unipolari (assone) o Pseudounipolari (sensitivi) cellule a T • Classificazione funzionale: o Motoneuroni o Nervo sensitivi (pseudounipolari) o Neuroni di associazione (interneuroni) non hanno guaina mielinica • Colorazione: o Pirenoforo: fortemente basofilo si colorano con acido (metodo di Nissl) o Assoni e dentriti: si colorano solo con sali pesanti (metodo di gangli) o Con la guaina mielinica: con il metodo di Weigart evidenzia i lipidi • Cellule del Purkinjie piriforme: sono multipolari un corpo cell. piriforme e si trova nella sostanza bianca del cervelletto
• Sistema nervoso periferico: Nervi cranici con radice unica (sensitivi, motori e misti) Nervi spinali con 2 radici (misti) Corpi cell. sensitivi (misti) Autonomo: muscolatura liscia e regola la contrazione cardiaca (i corpi cell. sono localizzati nei gangli) • simpatico • parasimpatico
• Struttura nervosa: o Il pirenoforo: è fortemente basofilo perché ricco di poli-ribosomi liberi, può avere forma stellata piriforme e piramidale. Il nucleo è in posizione centraleed è grande e contiene una cromatina finemente dispersa (eucromatina) che è segno di intensa attività genetica. Il nucleolo fortemente basofilo è di grandi dimensioni attesta l’elevata sintesi proteica, alla periferia si nota la cromatina sessuale. La cellula fabbrica tantissime proteine. o Il corpo del cojal: è spesso evidenziabile e pare abbia un ruolo importante la fase S della mitosi o I dentriti: restano nella sostanza grigia e sono costituiti da citoplasma uguale a quella del pirenoforo. o L’assone: è unico e si ramifica nella porzione terminale o Il pericario: citoplasma contiene numerosi mitocondri che continuano anche nei prolungamenti e sono più numerosi a livello delle sinapsi. o Il golgi: è ben sviluppato e in scale perinucleare o I centrioli: rappresentano i centri di organizzazione dei microtuboli Ultrastruttura neuronale: o Sostanza tiroide: o corpo di Nissl è una sostanza formata da piccole masserelle di REG all’interno del citoplasma del neurone simili a sfere e poliribosomi liberi che indicano un’intensa attività proteica. La zolla di Nissl è fortemente basofilo e durante la colorazione l’impregnazione argentea dimostra nel pirenoforo la presenza di neurofilamenti e neurotuboli che continuano nei prolungamenti. o Dentriti: contengono un citoplasma identicoa quello del pirenoforo. I poliribosomi sintetizzano proteine regolatrici delle sinapsi (zona critica) che sembrano abbia un ruolo nei processi di apprendimento e di memoria. Possiedono extraflessione sulla superficie le spine (numerosi nella corteccia cerebrale ) sedi di sinapsi eccitatore. Le spine con molti microfilamenti actinici responsabili del rimodellamento delle spine meccanismo che influenza i circuiti nervosi. o Assone: ha lunghezza maggiore: l’assone si distacca dal pirenoforo dal livello del cono di emergenza. Ha poco diramazioni, di solito a alla fine. La zona di contatto è la zona della sinapsi che corrisponde al bottone terminale. L’assolemma è la membrana cellulare che riveste l’assone. L’assoplasma neuro-citoplasmatico che contiene solo i mitocondri. Il resto è costituito da microfilamenti di actina: i neurofilamenti e i neurotuboli. Il citoscheletro serve da sostegno meccanico per l’assone ed ha la polarità (-) rivolta verso il pirenoforo e il (+) verso la sinapsi. I neurofilamenti sono caratterizzati da 3 diversi polipeptidi. A livello dei neurotuboli avviene uno spostamento di prodotti che possono dal pirenoforo alla sinapsi (flusso asso-plasmatico). Questo flusso in realtà ha due velocità differenti di trasporto: • Trasporto veloce: ha la velocità di 40-50 cm/gg e utilizza l’energia di 2ATPasi: Chinesina: anteretrogrado (da Pirenoforo a Sinapsi) Dineina: retrogrado (da sinapsi a Pirenoforo) per quanto riguarda il trasporto velocesui neuro tuboli viaggiano mitocondri, vescicole del golgi e molecole necessarie per la sinapsi. Viaggiano in senso anteretrogrado vanno verso la sinapsi. L’NGf (nerve growth factor) è il fattore di crescita dei nervi, è una proteina segnale coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso.
(ngf)
l’nfg e altre molecole come anche sostanze nocive viaggiano in senso retrogrado. • “ lento: serve per trasportare molecole citoscheletriche ed interviene nella riparazione degli assoni.
Assone e cellula di Schwann L’assone viene rivestito da particolari cellule con funzione di protezione e rivestimento. L’assone è sempre rivestito da cellule e a volte non è rivestito da guaina mielinica. La fibra nervosa è data dall’assone più c’ho che lo associa (guaina mielinica e cellule di Schwann). Nel sistema nervoso periferico le fibre nervose sono rivestite dalla cellula di Schwann. Appare bianca perché rivestita da guaina mielinica. È determinata dal numero di avvolgimenti che la cellula fa sull’assone. Lo sviluppo della guaina mielinica avviene durante l’embriogenesi della fibra nervose la cellula di Schwann si avvicina all’assone fino ad avvolgerlo completamento (punto in cui si toccano è detto mesassone).
il doppio strato di una m. cellulare formano un’invagginazione che circonda in molti strati l’assone stesso. La cellula di schwann si rinnova in cantina con la formazione di nuovi avvolgimenti così che il citoplasma viene spremuto verso la periferia e al livello dell’assone resta il citoplasma residuo (strato adassonale di Schwann) che comunica con il citoplasma esterno. La comunicazione avviene mediante fessure dette scissure di Schimidt-Lanterman. Le cellule di S. hanno il nucleo in periferia. Tra una cellula ed un’altra si trova il Nodo di Ranvier. Le dimensioni delle cellule di S. possono avere dimensioni diverse. Le più grandi sono lunghe, grandi e spesse per aumentare la velocità del salto. Come nutrimento le cellule di Schwann utilizzano la membrana basale a ridosso di fibre reticolari detta guaina di Key e Retzius che supportano troficamente la g. mielinica. La mielina ha la funzione di impedire la dispersione di potenziale elettrico (differenze di cariche che viaggia grazie ad un dispendio energetico) e aumentare la velocità di conduzione. Nell’ambito del SNC gli assoni sono rivestiti da cellule di Oligodendrociti. Hanno la funzione di rivestire più assoni con il corpo cellulare a distanza dell’assone. Esistono delle differenze a livello del nodo di ranvier per: • Snc: assone è scoperto • Snp: non vi è guaina mielinica ma è completamente ricoperto
sistema nervoso autonomo: nervi olfattivi nel SNP vi sono Fibre nervose Amieliniche (colore: grigio), la fibra nervosa è fatta da molti assoni avvolti da una cellula di Schwann che ricopre l’assone solo con la m. plasmatica (1 strato). I nervi mielinici Colorazione: color bianco poiché la mielina si è sciolta Ordine di rivestimento: • Assone (fibra nervosa) • Cellula di schwann (fibre nervose) • Membrana basale • Endonevrio (circonda ciascuna fibra) • Perinevrio (costituisce un fascio nervoso formato da più fibre) • Epinevrio (forma il nervo visibile)
IMPULSO NERVOSO Se l’assone non porta nessun impulso vi è una differenza di Carica (potenziale di riposo) che è di -80mV. A livello della m. dell’assone vi sono canali proteici di Cl, K, Na. La concentrazione di -80mV è mantenuto all’interno da una > concentrazione di anioni proteici. Nel potenziale d’azione si và da -80mV a 0 o +10mV. L’evento si scatena con la formazione di più passaggi: • I°evento: aumento di concentrazione di Na+ nell’assolemma (di solito l’apertura dei canali avviene per una propagazione con moto ondoso ed è favorita dal Ca++) • II°evento: apertura dei canali di K+ che fanno ritornare al Potenziale di Riposo: o C’ho provoca un’onda di depolarizzazione o Si ritorna ai -80mV o Avviene solamente a livello del nodo di Ranvier (da c’ho proviene la teoria Saltatoria (mielinica)
Sinapsi Classificazione per connessione: • Sinapsi Asso-dentritica: Assone -> Dentriti • Sinapsi Dentro-dentritica: Dentrite <-> Dentrite • Sinapsi Asso-somatica: Assone -> Cellula • Sinapsi Asso-assonica: Assone (a T) assone • Sinapsi Placca-motrice: Assone -> Cell. Muscolare
classificazione funzionale: • sinapsi elettrica: hanno connessoni fatti di connessina che permettono il passaggio della polarizzazione (da vedere) Si trova nel t. muscolare (cardiaco e liscio) e nelle gap-jantion • sinapsi chimica: il compartimento pre-sinaptico (la parte finale dell’assone) ha forma a bottone (bottone sinaptico). Al di là ci è il c. post-sinaptico. Tra i due vi è uno spazio ripieno di glicoproteine che viene detto spazio inter-sinaptico con spessone di 25nm. Il c. pre-s. e post-sinaptico presentano delle densità differenti. Nel corpo pre-sinaptico si trovano 2 proteine filamentose disposte a griglia: • spettrina: griglia con imbrigliatura • sinapsina: vescicole del neurotrasmettitore • sinaptotagmina: filamenti lineari che vanno dal c. pre-s. al c. post-s. per tenere attaccati i due compartimenti mediante una funzione meccanica
La densità post-s. è più omogenea ed ha spessore variabile. Nelle sinapsi asimmetriche in cui la densità post è più spessa (in genere sono le sinapsi eccitatore) e le proteine della densità post-s. regola l’intensità di passaggio dallo spazio intersinaptico al c. post-s. (si dice che c’ho abbia un ruolo di apprendimento e memoria). Nella sinapsi simmetrica si ha un ruolo inibitorio. A livello delle sinapsi le cellule di schwann ci sono senza avvolgere l’assone che presenta una forma convessa nel c. pre-s. Il compartimento post-s. ha forma concava con fessure sinaptiche (introflessioni per + scambio). È molto ricca di mitocondri in cui avviene l’esocitosi del neurotrasmettitore nell’ambiente intersinaptico. Il compartimento post-s. esprime dei recettori specifici del neurotrasmettirore che era contenuto in vescicole.
Il meccanismo di secrezione è calcio-dipendente
Nell’assone viaggia l’onda di depolarizzazione arriva fino alla sinapsi e causa un’apertura dei canali di Ca++ a livello del bottone. Gli ioni di Ca++ si legano alla Calmadulina che attiva il complesso Ca/Calmodulina che attiva la calmodulina chinasi che inizia a fosforillare. La sinapsina libera dal reticolo le vescicole di riserva. Il Ca++ si lega anche alla Sinaptotagmina stimolando la membrana vescicolare del neurotrasmettitore con la membrana presinaptica. Il neurotrasmettitore che si lega al recettore (molte volte un canale) che passa l’onda di depolarizzazione.
Istologia lezione 20-12-07
i neurotrasmettitori: • Acetilcolina: tipica di giunzioni placcamotrice. Local.: sinapsi parasimpatiche e sinaptiche pregangliari. • Norepinefrina: cos’è: ammina biogena e catecolamina local.: sinapsi e sinaptiche post-gangliari • Acido Glutamminico: cos’è: amminoacido local.: sensori presinaptici e corteccia funzione: più comune neurotra. eccitatorio del SNC • Acido ammino y-ammino butirrici: cos’è: amminoacido funzione: inibitorio del SNC • Dopamina: cos’è: ammina biogena catecolamina local.: gangli basali del SNC funzione: inibitore e eccitatore a seconda del recettore
• Serotonina: cos’è: ammina biogena funzione: inibitore di dolore controlla l’umore e il sonno • Glicina: cos’è: amminoacido local.: tronco cerebrale e midollo spinale funzione: inibitoria • Endorfina: cos’è: neuropeptide funz.: inibisce il dolore • Encefalina: cos’è: oppioide funz.: analgesico
Meccanismo con il quale il neurone porta le vescicole con all’interno neurotrasmettitori grazie ad una pompa protonica (trasportat ioni H+) atp/dipendente:
1) le vescicole piene di neurotrasmettitori giungono nelle vicinanze della sinapsi. Perdendo un H+ 2) grazie alla sinaptotagmina e alla sinapsina la vescicola si collaca sulla parete pre-sinaptica. 3) gli ioni calcio si posizionano tra la vescicola e la m. peptidica permettendo l’apertura della vescicola stessa e il rilascio di neurotr. nell’ambiente intrasinaptico 4) il calcio si stacca dal complesso vesciocola-m.peptidica e viene riutilizzato per un’altra azione 5) viene utilizzata la Clathrina che richiude la vescicola in modo che non aumenti la superficie della sinapsi 6) la vescicola viene riutilizzata
rimozione/idrolisi del neurotr.: • 1) la cellula di nevroglia cattura il neurotrasmettitore nello spazio vicino la sinapsi (funzione di captare il neurotrasmettitori) • 2) ricaptazione o riuptake: trasmettitori specifici presenti sulla membrana presinaptici recuperano il neurotr. che può essere riutilizzato • 3) enzimi presenti nelle fessure post-sinaptiche idrolizzano il neurotr. (es. solo l’acetilcolina ha l’enzima acetilcolinaesterasi che ha una funzione importantissima)
TERMINAZIONI: • Afferenti: (fibra che porta un impulso dalla periferia ai centri nervosi) sensitivi • Somatiche: connesse a esterorecettori (tattili, termiche, dolorifici, acustici, gustativi, visivi) • Viscerali: (non ci rendiamo conto) Connesse a enterorecettori: (chemiorecettori [ph] e meccanorecettori [equilibrio]) questi sono propriorecettori (è l’organismo che li regola) • Efferenti: o Somatiche: muscoli scheletrici o Viscerali: muscolatura liscia, cardiaca e ghiandolare
Le fibre nervose sono: • incapsulate • libere: cioè perde il rivestimento e non ha alcuna cellula accessoria per ricevere lo stimolo
le terminazioni libere negli epiteli: • afferenti somatiche amieliniche: o trasportano sensibilità dolorifica • efferenti viscerali: o giungono ai parenchimi ghiandolari • funzione tattile: o è data da cell. accessorie (cell. di merkel nell’epidermide) • terminazioni libere del connettivo: o dolorifiche amieliniche o sottili rami tra le cell. e le fibre del connettivo o abbondanti e diffuse o numerose: • nel derma • nel connettivo delle membrane seriose (pleure) • stroma della cornea • dentina • polpa dentaria • periostio • perimisio • endomisio • terminazioni incapsulate: o corpuscoli sensitivi: n.b. (corpuscoli sono entità accessorie delle fibre per amplificare lo stimolo) i corpuscoli del pacini: -> vibrazione local.: si trovano nel periostio o nel derma intorno alla fibra con struttura a lamelle concentriche con forma a clave (clave di Kraus). La parte interna continua un materiale semifluido in cui penetra la fibra nervosa dopo aver perso il rivestimento mielinico.
corpuscoli di golgi mazzoli (gomitoli di krouss) presenti nei connettivi dei muscoli e tendini e organi genitali per dare sensibilità tattile e di stato esterorecettivo. Hanno andamento a lamelle concentriche che amplifica la sensazione tattile (Afferenti Somatiche) AS
corpuscoli di meissner: funzione tattile a forma ellittica e si trova nel derma profondo (AS) corpuscoli di merkel: funz. Tattile nel derma (AS) corpuscoli di ruffini: nel derma i ipoderma ricevono gli stimoli tattili di tipo tangenziale (spostamento da un piano ad un altro) AS
n.b. per chiarirsi le idee La pelle è così ricca di terminazioni nervose che a buona ragione si può considerare come il più grande ed esteso organo di senso di cui disponiamo. Le sensazioni tattili, termiche e dolorifiche raccolte a livello cutaneo rappresentano nel loro complesso la sensibilità esterocettiva. Le strutture nervose della pelle sono sia fibre simpatiche destinate ai vasi, alle ghiandole e ai muscoli pilo-erettori, che formazioni in cui sono presenti le terminazioni di neuriti somato-sensitivi che fanno capo ai neuroni pseudounipolari dei gangli cerebro-spinali. Le strutture sensitive più semplici sono le terminazioni libere, sottili fibre amieliniche che penetrano e si ramificano anche nell’epidermide e sono responsabili della sensibilità dolorifica e in genere dell’esterocettiva protopatica. Più complesse le reti nervose perifollicolari, costituite da fibre mieliniche disposte attorno ai follicoli piliferi, per cui ogni lieve spostamento di un pelo viene percepito come sensazione tattile (sempre protopatica). I corpuscoli di senso sono formazioni complesse costituite da una o più fibre sensitive accompagnate da elementi connettivali o gliali che ne amplificano la sensibilità alle stimolazioni. I corpuscoli hanno morfologia e localizzazione varia, e si è per lungo tempo attribuito a ciascun tipo di corpuscolo la capacità di percepire un determinato tipo di stimolazione, per cui si parlava di termorecettori, meccanorecettori e così via. Oggi si sa che tale distinzione su basi morfo- funzionali non è corretta ed è più preciso parlare di corpuscoli che hanno soglia più bassa per certi tipi di stimoli, di quanto non ne abbiano per altri. Ad esempio i corpuscoli di Meissner, presenti nelle papille dermiche dei polpastrelli delle dita e di poche altre regioni hanno una soglia molto bassa per le stimolazioni tattilie sono quindi sensibili alle più fini di esse, mentre i corpuscoli di Pacini (più profondi) risentono solo di stimolazioni meccaniche più grossolane. Sono genericamente considerati termorecettori le clave di Krause (per il freddo) e corpuscoli di Ruffini (per il caldo), ma nessuno è mai riuscito a dimostrare l’esattezza di tale ipotesi. Generalmente i recettori cutanei della sensibilità agiscono di concerto, più o meno concentrati nelle diverse regioni e, a seconda del numero dei neuroni sensitivi di origine e della loro ramificazione periferica, i rispettivi campi recettoriali possono essere puntiformi o più estesi, a mosaico o parzialmente sovrapposti. La pelle non è uniformemente sensibile a tutte le stimolazioni, ma ci sono regioni che rispondono più o meno alle diverse sollecitazioni. Ad esempio la sensibilità tattile è particolarmente raffinata (epicritica) a livello dei polpastrelli, delle labbra, dei capezzoli, del glande e del clitoride. La superficie addominale e toracica e l’avambraccio sono molto sensibili al calore, mentre la cavità orale lo è al freddo. La sensibilità dolorifica è più ubiquitaria, anche se con diversa gradazione nelle varie regioni. Vi contribuisce oltre che l’intensità dello stimolo, anche la temperatura cutanea: più è bassa minore è il dolore.
Il fuso neuromuscolare
recettore posizionato su alcune fibre m., ma non tutte, in maniera anulo-spirale [(avvolge) cell. accessoria] oppure a fiorami. Servono a dare la percezione dello stato funzionale del muscolo (se contratto o rilassato). L’organo che ha questa funzione è l’organo muscolo-tendineo di golgi che serve a percepire lo stato di contrazione m.
la nevroglia
t. costituito dalle cellule accessorie del SNC. Si tratta di 4 tipi fondamentali: • Astrocita: (50% del t. nervoso centrale) spesso gli astrociti fungono da collegamento, supporto e sostegno per il neurone e il vaso sanguigno. Costituiscono la barriera emato-encefalica formata dal vaso sanguigno, m. del capillare e astricita. Intorno all’endotelio vi sono i periociti che hanno funz. di contrazione. Gli astrociti prendono parte alla barriera e. poiché non fanno passare alcune sostanze direttamente ai neuroni. Gli astrociti hanno: o Funzione trofica verso i neuroni o Metabolizzano e riciclano i neurotrasmettitori o Sviluppano e organizzano il SNC o Funzione di sinaptogeneso e stabilizzazione delle sinapsi o Riparazione di lesioni di SNC (a livello dei prolungamenti cellulari) Astrociti Protoplasmatico: si trovano nella sostanza grigia, costituita da prolungamenti corti, tozzi, diramati. Sono attivi e con molti organuli per le riserve di glicogeno e si trovano a ridosso dei capillari sanguigni del SNC. Il prolungamento al ridosso del vaso sanguigno si espande e forma un piede a ridosso dell’endotelio. Astrocita fibroso: costituiti da prolungamenti lunghi e sottili, si trova nella sostanza bianca ricca di assoni e fusi nervosi • Microglie: hanno origine componente monocita-macrofogica hanno piccola dimensione con prolungamenti lunghi. Nel t. nervoso svolgono una funzione di difesa da attacchi esterni • Oligodendrociti e assoni prima della mielinizzazzione: hanno origine dal tubo neuronale e dalle creste neurali. Sono strategici e fondamentali per dare direzione e formazione di assoni • Ependimociti: Hanno un aspetto epiteliale e servono per rivestire presenti nel SNC (ventricoli cerebrali, canale ependimale). Con forma cubica e posseggono le stereociglia sulla m.apicale, sotto la m. basale vi è il tessuto nervoso con poco spazio intracellulare. Delimitano le cavità e producono il liquido cefalo-rachideo con funzione di scambio.
Lezione 08-01-08
Tessuti connettivi: • Sostanza intracellulare (extra): o Componente amorfa (matrice amorfa) o Componente fibrosa (matrice fibrosa)
tessuto propriamente detto: • lasso AMORFA > FIBRE • reticolare: è meno denso (avvolge il m. osseo e org. Parenchimale) • adiposo: pieno di adipociti (accumula riserve energetiche) • denso: AMORFA < FIBRE o fibroso (f. collagene) o reticolare (f. reticolare): sono determinate dal n. fibre o elastico (f. elestache) Funzione del t. connettivo: nutrimento, difesa, e meccanica
Gli organi del tessuto connettivo: • t. cartilagine • t. osseo (sostegno e regola l’omeostasi del Ca) • sangue e linfa • t. emopoietico: o mieloide: localizzazione: midollo osseo o linfoide: local.: timo, linfonodi, milza, tonsille
colorazione: • sostanza extracellulare: o azzurro: fibre o bianco: amorfa o le cell. sono colorate in rosso e sono distante tra loro
COMPONENTE SOSTANZA INTRA-CELL.: • comp. Amorfa: o acqua o glicosamminoglicani (GAG): polisaccaridi lineari. Costituiti da unità disaccaridiche ripetute tantissime volte. Acido uranico + amminozuccheri.. Gag hanno un elevato contenuto di gruppi ionici, sono fortemente basofili (hanno caratteristiche acide) e legano grosse quantità di molecole d’acqua. tipi di glicosamminoglicani: • Hyaluronom: o local.: t. connettivo denso (derma) liquido sinoviale, lamine basali epiteliali, non contiene zolfo, elevata viscosità • Dermaton sulfate • cheraton sulfate • Eparan • Eparina (heparon sulfate): interno dei masticati e viene rilasciata per la coagulazione del sangue o proteoglicani: + glucosio sono da un asse principale (asse proteico) di acido ialuronico e degli assi secondari che si ramificano su quello principale (formati dalle gag). L’attacco tra gag e a. ialuronico avviene tramite l’interposizione di proteine globulari. I proteoglicani fungono da: filtro (da e verso i capillari) capacità recettoriali: eparina + solfato -> fgf(fattore di crescita si fibroblasti) o glicoproteine: + proteine • fibronectina: + • laminina: + • osteopontina: osso • condronectina: cartilagine • osteonectina: osso Funzione delle glicoproteine è l’ancoraggio che queste attuano tra matrice cellulare e t. connettivo: La cellula aderisce alla matrice attraverso una struttura: l’adesione focale e negli osteoclasti Podosomi. Le adesioni focali hanno funzione di legame mediante l’utilizzo del legame della glicoproteina con delle proteine di membrana (integrina) formate da due subunità (alfa e beta), quest’ultime hanno dominio extracellulare ed ancorano la cell. di glicoproteina (ad. Focale). A sua volta l’integrina è collegat nel citoplasma con microfilamenti alfa-actina (alfa-actinina, vincolino, talina)
da fare il citoscheletro: microfilamenti di actina, f. intermedi, micortuboli
fibre del connettivo
• fibre di collagene: (in blu) in grande quantità Al m.e. dopo il trattamento di impregnazione (di “fosfotungstato” che occupa gli spazi) sono caratterizzate da una striatura (zona scura). La molecola base, il tropocollagene del peso di 300 KDa (kilodalton), si associa a tante altre molecole identiche formando la fibra collagene. È formato da 3 filamenti ad elica formati da amminoacidi e da zuccheri (idrossiprolina + prolina + glicine). La triplice elica è stabilizzata da legami idrogeno (tra amminoacidi idrossilati) e si ritiene che anche la vit. C rientri nella funzione. Le cell. di tropocollagene si legano tra loro tramite legami covalenti. o Sintesi di tropocollagene • • • • o tipi di collagene: i tre filamenti che compongono il tropocollagene possono essere disposti in maniera differente, così da formare i 4 tipi di collagene. • f. reticolari: sono differenziate e date come per le f. collaggene da una associazione di tropocollagene, a sola differenza che sono più esili perché più staccate tra loro, poiché formano fibre reticolari. Durante il processo di colorazione si notano: molte cellule (rispetto alla matrice extracell.) poche fibre, molta matrice amorfa. • f. elastiche: sono polimeri di tropoelastina + fibrillina. La fibrillina si associa all’esterno della cellula e attraverso l’esocitosi si associa alla tropoelastina. La tropoelastina fa da impregnante che unisce le fibrilline tra loro il chè da al composto doti elastice. Caratteristica delle f. elastiche è la capacità di allungarsi perché dispongono in modo arricciato (ciò è dato da vari legami deboli) quando la fibra è rilassata, invece quando sono sollecita da una forza meccanica si distendono.
Origine delle cell. del t. connettivo: le cell. del connettivo derivano dal cell. di mesenchima indifferenziato (mesoderma embrionale): • chondroblasto • adipocita • fibroblasto • osteoblasto • cell. mesoeteliali (pleure peritoneo) • cell. endoteliali (periciti)
origine del sangue, cellule emapoietiche indifferenziate (staminali) • linfocita b • monocita • mastocita • megacarocita (proteine) • eritrociti • neutrofili • basofilo
classificazione cell. del connettivo: capacità si spostamento (non fondamentale l’importante è sapere le cell. del connettivo): 1) cell. residenti fisse (non si muovono ma non in senso assoluto): a. FIBROBLASTO: • funz.: produrre matrice extracell. (glicoproteine, fibre collagene…) • local.: si trova in tutti i connettivi propriamente detti • cell. principali dei propriamente detti • all’interno sono formati dai filamenti citoscheletrici di dimentina • forma adesioni focali con glicoproteine della matrice extracell. • forma: non è costante poiché è dovuta al suo momento funzionale : 1. quiescente: piccolo e acidofilo (+ golgi e nucleo) 2. in produzione: grandi dimensioni e nucleo molto grande, forma fusata citoplasma basofilo e si ha produzione di matrice extracell. b. ADIPOCITI: hanno scarso movimento. Sono cellule grandissime (nell’ordine di 80 um (micron). Il loro nucleo (deformato dalla pressione della goccia lipidica) è spostato in periferia come anche per il citoscheletro. La loro funzione è quella di accumulare lipidi, durante il processo di fissazione i lipidi si perdono e rimane solo il citoplasma e il nucleo. Cè però un altro metodo di fissazione che permette di far rimanere la goccia lipidica che diventa di colore rosso. La capacità metabolica dell’adipocita: ha origine mesenchimale, prende lipidi dal circolo sanguigno, per poter acquisire i lipidi le cell. adipocitiche vi sono sulla superficie recettori specifici (LDL, HDL (hight density lipidic), VLDL) circolano nel sangue e i recettorilegano questi elementi che vengono scomposti da enzimi che trasformano in trigliceridi le sostanze in eccesso. C’ho per litogenesi cioè nella produzione di chilocromi, complessi lipidici che si sono avuti nella digestione e circolano nel sangue. A parte i lipidi a volte se per eccesso di proteine o zuccheri vengono inglobati questi elementi nelle cell. adipocitiche che grazie a organi del REL molto sviluppati permettono di formare lipidi da proteine e zuccheri. Il contrario avviene nella lipolisi che scindono i trigliceridi in nuovi zuccheri. 2) Cell. residenti mobili (si muovono limitatamente nel tessuto stesso): a. PLASMACELLULE: il Citoplasma basofilo è pieno di REGranulare. Producono anticorpi in risposta dell’antigene. Gli anticorpi o agiscono direttamente o mediante una risposta indiretta con macrofagi e mastociti. Sulla superficie dei mastociti vi sono gli anticorpi IGE responsabili della risposta allergica che ha una funzione di difesa. Le plasmacellule hanno un grande nucleo. b. MASTOCITA: ha colorazione blu ed ha dimensioni medio grandi. Il citoplasma è pieno di granuli basali (questi granuli sono pieni di eparina e istamina). Durante la degranulazine dei mastociti l’eparina svolge una funzione di anticoagulante e l’istamina invece attua la vasodilatazione e aumenta la permeabilità di membrana. Questo processo può essere alterato poiché sottoposto ad allergie che all’aumento del numero di eventi (contatto tra antigene e anticorpo) diminuisce notevolmente il tempo della reazione allergica. c. MACROFAGI: sono cell. dotate della facoltà di fagocitosi. Derivano da monociti [il monocita può fare la fagocitosi all’interno del sangue] -> a loro volta derivante da midollo osseo. I monociti sono in circolo nel sangue e quando vi è la necessità che arrivano nel t. connettivo tramite sostanza chemioattrattanti (citochine) che trasformano i monociti (nel sangue) in macrofagi (nel t. conn.). I macrofagi contengono i lisosomi che rilasciano: - lisozomi (?): reazione antibatterica - operossidasi: ioni superossido, ossido nitrico - lattoferrina inoltre sono in grado di produrre sostanze (eritropoietina) per stimolare il midollo osseo a creare nuove cell. la forma del macrofago cambia con l’attacco dell’antigene, la membrana diventa ondulante che tende a circondare l’antigene per inglobarlo, ciò implica un citoscheletro molto sviluppato e dinamico. I fibroblasti i mastociti e i macrofagi hanno i filamenti intermedi di vimentina.
3) Cell. migranti (migrano da un tessuto ad un altro): a. Linfociti b. Granulociti neutrofili: dalle fotografie viste sono con citoplasma e nucleo sono nettamente visibili c. Granulociti eosinofilo (acidofilo): nelle foto si notano gli organuli acidofili che ricoprono totalmente la cellula d. Granulociti basofilo ( sono i mastociti nel sangue): nelle foto si notano gli organuli basofilo che ricoprono la cell.
t. connettivo di trasporto sangue e plasma Su vetrino al microscopio ottico si attua la colorazione di May Granwold giemsa. Il sangue (ph 7,2 -7,4) costituisce il 7% del peso corporeo. Circa 5 litri in un individuo di 70 kg, il sangue trasporta: - i gas respiratori (arterioso e venoso) - le sostanze di scarto - gli ormoni e i fattori di crescita - le cellule del sistema immunitario - le sostanze nutritive assorbite a livello intestinale al fegatoe quindi alle cell.
Interviene nella termoregolazione come sistema tampone nello stabilizzare il ph determina la pressione oncotica (pres. Osmotica passaggio di endoteli). Il t. liquido con H2O principalmente: o 55% plasma -> matrice amorfa o 45% cell. ->elementi figurati
Composizione chimica: - H2O -> 90% - Proteine -> 7% : albumina, globulina, fibrinogeno - Componenti organici -> 0,1% : glicoproteine, lipoproteine, urea, amminoacidi, glucosio, grassi - Componenti inorganici ->0,9% : Na Sodio, K potassio, Cl cloro, bicarbonato, Fe ferro, I iodio, F fluoro - Ormoni, enzimi, anticorpi, vitamine -> tracce
Il plasma è composto da acqua e proteine: o Albumina: prodotta dal fegato regola la pressione oncotica (la cirrosi provoca l’alterazione della pressione) o Le globuline: • Alfa: trasportano ferro e rame • Beta: trasportano ormoni • Gamma: anticorpi • Fibrinogeno: coagulazione del sangue • Sistema del complemento • Lipoproteine plasmatiche LDL ( colesterolo)
Origine della componente figurante: midollo osseo
Tappe emopoiesi: • Cell. staminali totipotenti: ➢ Mieloide: • Eritriciti -> precurs. Reticolocito • Piastrine -> precurs. Megacariocito • Precurs. Granulociti: • Neutrofili • Monociti -> macrofagi • Cell. dendritiche • Eosinofili • Basofilo • Mastociti ➢ Linfoide: • Precurs. -> • B (plasmacell.) • T • NK (natural killer)
o ISTOLOGIA 15-01-08
ERITROCITA • Origine: a. ERITROBLASTA (cell. mononucleata nel midollo) b. Perdita del nucleo (in prossimità dei macrofagi che distruggono i nuclei) e diventano RETICOLACITA (poiché contiene ancora gli organuli) c. ERIROCITA : i. Forma biconcava e con membrana plasmatica (attraverso la lisi ipotonica la cell. scoppia facendo un lavaggio degli organuli e creando una cell. fantasma che ha solo la m. plasmatica) elastica che permette il passaggio anche attraverso i capillari.
Ha dimensione di 8 um (micron). Gli eritrociti sono per il 30% formata da Hb (emoglobina), ciò caratterizza la cromatina dell’eritrocita. La densità è di 4,5 e 5 milioni per millilitro (5*106/vl) la forma biconcava aumenta la superficie del 30% e la flessibilità è elevata. La superficie di tutti gli eritrociti è 2000 volte superiore del corpo. MALFORMAZIONE sono forme sporadiche: eritrociti dentellati, falciforme. L’Hb lega ad alta affinità l’Ossigeno reversibile: - ossiemoglobina (lega l’O2) – carbossiemoglobina (lega la CO2). Il Tetromero è formato da 4 catene polipeptiche suddivise in globine (alfa, beta, gamma, delta) ogni gruppo prostatico (EME) legato alla parte proteica. Il gruppo EME contiene Fe2+ ed è in grado di legare reversibilmente O2 a livello del fegato. La quantità di EME è variabile a seconda se si è anemici o per la statura… poiché le globine sono divise ci sono vari tipi di EME: o 2alfa - 2gamma (feto) -> + diffusa o 2alfa – 2beta (adulto) o 2alfa – 2delta -> raro
beta (HbAdulto) gamma (HbFeto)
delta
nascita
dopo 6 mesi la gamma scompare HbF poiché è utilizzato dal feto per poter respirare dalla madre, gamma infatti ha una maggiore affinità dell’Ossigeno che lo sottrae alla madre, questo va bene fino alla nascita e può essere fisiologica fino a 6 mesi perché dopo non è più conveniente, diventando patologica creando disagi che non danno aspettative di vita, poiché ha molta affinità con l’O ha anche poca capacità di rilasciare l’O ai tessuti.
SISTEMA A B 0
Sono antigeni di superficie espressi sull’eritrocita. [Gli antigeni: sono sostanze prodotte dal nostro organismo in questo caso è una glicoproteina di membrana espressa sulle superfici, il processo avviene tramite l’enzima glicosìtrasferasi]. Il sistema AB0 è formato da una semplice aggiunta di materiale che differenzia i tre antigeni. Lo 0 è detto donatore universale poiché è capace di dare sangue a sia a 0 che A che B. L’A solo allo 0 e all’A. Il B solo allo 0 che al B.
RETE FIBRILLARE CONTINUA
La rete fibrillare continua è formata da proteine citoscheletriche perché hanno bisogno di cambiare la loro forma proteica RFC. intrecciate e collegate alla membrana plasmidica, glicoproteina di membrana plasmidica legate con la fibrillina tra loro. La spettrina è la proteina principale collegata con le altre tramite il complesso proteico di actina-tropomiosina che sono proteine di legame. (si spiegherà meglio con la spiegazione del metodo per classificare le proteine della rete). • I° metodo: il gel di elettroforesi: si prendono i fantasmi e si distruggono (lisi) poste sul gel e si vede quali scendono e quali no. (ordine di peso) • II° metodo: grigliato: si crea un reticolo artificiale con differenza di cariche si separano le proteine in base alla grandezza: o Banda 1 più leggere o Banda 2 o Banda 3 o Banda 4 più pesanti
Come è strutturato la rete: i. Proteine trasmembrana: a. Glicoforina b. Pr. della banda 3 (così è il nome) ii. Proteine d’attacco: a. Proteina dal peso 4.1 -> si lega alla Glicoforinaa b. Anchirina -> si lega alla banda 3 iii. Proteina di legame: a. Actina e tropomiosina: a loro volta fa da giunzione alla spettrina b. La catena Beta della spettrina: è direttamente collegata all’anchirina [la spettrina ha una forma ad elica formata da una catena alfa e beta]
LEUCOCITI (g. bianchi) Mancano di pigmento perciò incolore a fresco, il nucleo è detto regolare. Vengono suddivisi in: • Monomorfonucleari: regolari (nuclei abbastanza grandi) o Linfociti o Monociti • Polimorfonucleari: + lobi (nuclei stretti al centro) o Granulociti: presentano granuli citoplasmatici
Tutti e due i gruppi hanno forma tondeggiante nel sangue: nel tessuto cambiano forma per poter permettere movimenti amegoidi.
FORMULA LEUCOCITARIA Diversi tipi di g. bianchi: • 50-70% granulociti neutrofii • 20-30% linfociti • 3-8% macrofagi • 2-3% g. eosinofili • o,5-1% g. basofilo
I leucociti circolanti nel sangue passato nel t. attraverso l’uso di passaggi: a) i g. bianchi migrano poiché attirati dal fattore chemiotattico b) si attaccano sulle pareti delle cell. epiteliali del vaso interessato c) passano le cell. epiteliali d) prendono forma amegoide: come l’ameba nei m. ondulatori
FATTORI CHEMITATTICI Il TnFalfa viene rilasciato dalla cell. per dare avvio al processo di infiammazione. L’interlochina viene prodotta dai macrofagi e cell. di langherans in risposta all’antigene, questa si diffonde per creare il gradiente chemiotattico. Il meccanismo di legame dei leucociti (soprattutto linfociti e monociti) con l’endotelio avviene con l’integrina (pr. di membrana) che è una glicoproteina che permette l’adesione dei leucociti con endotelio.
SISTEMA DEL COMPLEMENTO È un sistema di difesa dell’organismo che agisce in alternativa dei leucociti. Sono proteine plasmatiche prodotte dal fegato (pr. per eccellenza albumina che determina la pressione oncotica). Il meccanismo d’azione si attiva per via: • classica -> dovuta a legami di anticorpi a sua volta legati a microrganismi: o IGG anticorpi che attivano il complemento sul fulcro della proteina C3 o IGM • alternativa -> dovuta a polisaccaridi microbici
C3 attivato ha 3 effetti: 1) La pr. C3 recluta le cell. nella sede dell’infiammazione (leucociti) 2) Se avviene una cascata da C3 a C9 e attiva la lisi cellulare 3) Si porta sulla parete dell’antigene (microbo o cell. guasta) e funge da agente stimolante per la fagocitosi
IMMUNITÀ 1) Naturale: (ferite, ustioni, traumi) a) Macrofagi b) Granulociti c) S. del complemento 2) Acquisita: a) Immunità umorale: i) anticorpi prodotti da linfociti B b) Cellulo mediata: i) Linfociti Tcitotossici ii) MHC o complesso maggiore d’istocompatibilità.
MHC MHC I -> espresso su tutte le cell. dell’organismo. È un recettore di superficie Meccanismo d’azione: Serve a garantire l’azione del sistema immunitario dove vengono espressi i peptidi estranei se la cell. è infettata, cioè espone la particella virale sulla MHC I cell. che riconoscono: linfociti Tcitotossici (TCR-CD8)
MHC II -> espresso sulle cell. di langherans, dendritiche, linfociti B, Macrofagi. Meccanismo d’azione: Viene complessato ai peptidi nei lisosomi (grazie ai lisosomi i MHC II vengono rinnovati con i peptidi estranei) Cell. che riconoscono: linfociti Thelper (TCR-CD4) questi linfociti stimolano il s. immunitario e i linfociti B che producono anticorpi per quel peptide.
CELL. DENDRITICHE Hanno un ruolo di difesa: non hanno capacità fagocitare e presentano i prolungamenti che aumentano la superficie di contatto con l’antigene tramite l’MHC II. Producono l’interlochina (come le langherans).
GRANULOCITI NEUTROFILI Ha una dimensione di 12 um, con un citoscheletro molto sviluppato, che consente i movimenti amegoidi, il nucleo può avere fino a 5 lobi. I granuli possono essere: 1) Primari o Azzurrofili: identici ai lisosomi (idrolisi acida, fosfatasi perossidasi, sostanze batteriostatiche, lisozima) 2) Secondari o Specifici: collagenasi, lattoferrina (distruggono le fibre collaggene e permettono alle cell. di spostarsi) 3) Terziari: gelatinasi
NEUTROFILI IN FAGOCITOSI Batteri digeriti: • Attirati da fattori chemiotattico • Riconoscono con le sostanze estranee poiché rivestiti dal complemento e dagli anticorpi • Distruzione: o Enzimi (proteine cationiche e …) o Ioni superossidi (H2O2) • Producono dei mediatori chimici dell’infiammazione: LEUCOTRIENI (= MACROFAGI) a partire dall’acido arachidilico (bo) a livello di membrana. I leucotrieni sono agenti chemiotattico che aumentano la permeabilità delle vene, l’adesione delle cell. endoteliali, contraggono la m. liscia dei bronchi (reazione riflessa)
GRANULOCITI EOSINOFILI Hanno il compito di ridimensionare l’azione dei basofili. La forma del nucleo è bilobata, il citoplasma contiene dei granuli acidofili con proteine basiche: 1) Perossidi 2) Arilsulfatasi: disattiva il fattore anafilattico di mastociti 3) Istaminasi: distrugge l’istamina 4) Fosfolipiasi: disattiva il fattore di aggregazione piastrinica
Possiedono un recettore di Fe per gli anticorpi. Si trovano nel midollo e si trovano in tessuti chemiotattici dove vi sono monociti (per limitare l’efficace).
GRANULOCITI BASOFILI = mastociti Ha un nucleo bilobata con citoplasma basofilo, perciò i granuli sono acidi: 1) Istamina 2) Perossidasi 3) Fosfatasi acida 4) arilsulfatasi
I recettori si connettono per la porzione fe delle IGE e si muovono per chemiotassi, poiché contengono le sostanze dei neutrofili.
LINFOCITI Cellulo mediata (timo): -> Linfociti Tcitotossici [rigetto degli organi dovuti agli antigeni] ed anche coadiuvante [(penso linfociti Thelper riconoscono MHC] -> Linfociti B: e allora si trasforma in plasmacellula che si trovano nelle equivalenti borsali
[ricordarsi di avere un’idea sulla reazione primaria e secondaria]
ANTICORPI Sono prodotti dai linfociti B che si legano su cell. infettate per far fagocitare le cell.
IGG: sono formate da 4 catene (2 pesanti 2 leggere) polipeptidiche
Fab catena leggera
Fe catena pesante
Fe: costante Fab: variabile -> regione ipervariabile dove ognuno è capace di legami agli antigeni
L’80% passano la barriera della placenta
Durata: 21 gg IGA: dimeri Sono il 13% Secrezioni: lacrime, salive, colostro (primo secreto delle ghiandole mammarie)
6 gg IGM: pentameri Organi primari: timo e midollo Org. Secondari: linfonodi
Nel sangue e t. connettivi Sono i primi ad essere prodotti poiche sono quelli senza memoria (agiscono contro la prima mononucleosi) Prima si fa la IGG poi si attiva 6 gg
IGD: 1%
IGE: sono quelli della reazione allergica Attuano la degranulazione di basofili e mastociti Si legano alla Fe
Fagocitosi attivata da anticorpi Rivestita dagli anticorpi specifici dalla regione variabile in cui Fe attiva i leucociti che effettuano la fagocitosi
[come detto già] il megacariocita (che si trova sempre nel midollo osseo vascolarizzato) ha dei prolungamenti che passano le cellule endoteliali e perdono l’estremità distale del megacariocita (piastrine)
LEZIONE GIOVEDì 17-01-08
Tessuto osseo È un connettivo specializzato con funzione di sostegno poiché la matrice extracellulare (mineralizzata cioè materia inorganica). La rigidità dell’osso è data dai minerali invece la resistenza meccanica è data dal collaggene. Da un punto di vista morfologica le ossa possono essere lunghe (sono composte da un epifisi (+ osso spugnoso – compatto) e dialisi (+ compatto – spugnoso), brevi o piatte; inoltre possono essere classificate anche come tessutali come compatte o spugnose. Tutte le ossa sono rivestite da un tessuto di rivestimento (PERIOSTIO) e una parte più interna rivestita da (ENDOSTIO), cioè una zona centrale della dialisi che divide osso compatto dal midollo.
La classificazione istologica: 1) t. osseo lamellare maturi (appartenente all’adulto) a fibre parallele. Nel canale diafisario dell’adulto si trova il midollo osseo giallo. Il midollo osseo rosso si trova nelle epifisi e nelle ossa piatte. Le trabecole hanno un maggiore sviluppo dove vi sono zone di maggiore carico. Indicano le linee di forza per scaricare al meglio il peso. Il tessuto osseo lamellare è formato da 3 sistemi: o sistemi lamellari circumferenziale: La parte periferica sia all’interno che all’esterno si chiamano lamelle circumferenziale esterno o interna. Il sistema lamellare esterno è attraversato da vasi sanguigni che passano il periostio per raggiungere i canali di havers e vascolarizzare tutto il t. osseo; questo passaggio viene detto canale di Volkmann (perpendicolari all’osso). Inoltre vi possono essere dei collegamenti paralleli diretti da periostio al midollo, questi canali vengono passati da una vena emissaria e un’arteria nutritizia che non raggiungono i canali di havers. o sistemi lamellari interstiziali: Gli spazi tra gli osteoni sono riempiti da sistemi interstiziali (brecce). o sistemi lamellari ad osteoni: gli osteoni mancano nelle ossa spugnose, poiché è caratteristica solo delle ossa compatte. Gli osteoni sono strutture cilindriche orientate sull’asse lungo dell’osso. Si sviluppano attorno ad un canale centrale ( di Havers) e si dispongono a lamelle concentriche. Nei canali possono vasi (molti) e rami nervosi (pochi). Occupano la maggior parte dell’osso compatto. Nell’osso spugnoso si vedono solo le trabecole lamellari. [nella microradiografia gli osteoni hanno colorazione chiara mentre i canali da colorazione scura le cellule sono dei piccoli puntini neri che si trovano nel tessuto e formano delle lacune ossee formate da osteociti] Le lamelle degli osteoni sono parallele una all’altra perché circonferenziali (come cubo a scaloni), inoltre le lamelle hanno direzione opposta da uno strato ad un altro. Nel canale di havers vi è un vaso venoso (+ grande) e uno arterioso (concentrico e piccolo perché ha una tonaca muscolare) intorno ai vasi nel canale c’è del materiale riempitivo e di sostegno questo può cambiare in percentuale la composizione (presenza di osteoblasti, fibroblasti). 2) t. osseo non lamellare immaturo (appartenente all’embrione, individuo in crescita oppure quando vi sono riparazioni) a fibre intrecciate
CELLULE DEL TESSUTO OSSEO • Osteblasti: l’origine citologica del tessuto osseo si ha inizialmente con le cell. mesenchimali indivise, poi passano a cell. progenitrici, infine si hanno gli osteoblasti (hanno un citoplasma basofilo poiché ricchi di RE sviluppato e A. del Golgi sviluppato. Durante il processo di ossificazione gli osteoblasti hanno un aspetto epitelioide. Gli osteoblasti producono sia una matrice inorganica che una m. organica (formata da collaggene glicosamminoglicani proteoglicani e glicoproteina). Una volta che l’osteoblasta si stacca dalle altre cellule e viene inglobato nella matrice organica comincia a produrre materiale inorganico. • Osteociti: derivano da osteoblasti però incastrati nelle trabecole ( in quiescenza). L’osteoblasta che produce materiale inorganico resta incastrato nella matrice e forma con il suo citoscheletro dei prolungamenti così da poter ricevere i nutrimenti. L’osteocita formato da basofilo diventa acidofilo perciò sia il nucleo che il citoplasma, che conteneva gli organuli, diventano più piccoli. [colorazione: con l‘utilizzo delle immunofluorescenze (anticorpi fluorescenti attaccati ai marcatori della cell. actina (verde), osteopontina (rosso) in zone dette placche di adesioni nelle quali la cell. si attacca all’esterno (in alcuni casi vengono detti podosomi)] • Osteoclasti: molto più grandi di quelle di prima e rimodellano l’osso. Queste cell. non originano da cell. mesenchimali. Distruggono la componente extracellulare mangiandola “linea monocita-macrofagica”.
Imparare il processo di costruzione e distruzione Linee generali osteoclasta. Ha enzimi organici: macrofagi, l’osteoclasta applica un’adesione sulla matrice dell’osso con l’utilizzo di pompe protoniche (podosoma: chiusura compartimento di riassorbimento) e ioni H+ molto potenti perché sono molto acidi, distrugge la componente minerale dell’osso.
CELL. STAMINALE STROMALE (MESENCHIMALE)
La matrice ossea • Organica: è formata da o fibre collagene del I tipo o proteine con proprietà adesive per le cell: es. osteopontina che collega la cell. alla matrice extracell.; fibronectina; sialoproteina ossea o Proteoglicani: • Versicano: utilizzata nella prima fase d’ossificazione • Decorina: sostituiscono i versicani o Glicoproteina: • Osteopontina • BMP (bone morphogenetic protein) • Sialoproteina ossea BSP: stimola la crescita ossea o Proteine contenenti l’acido: • Acido gamma-carbossi-glutammico [no] forma osteocalcina (proteina regolatrice) • Inorganica: o Analogo dell’idrossiapatite: L'idrossiapatite è un minerale raro avente composizione chimica Ca5(PO4)3(OH), fa parte del gruppo degli apatiti e contiene un gruppo OH. I cristalli di idrossiapatite hanno la forma di un prisma molto sottile dalla forma esagonale, il colore del minerale è variabile e nelle forme più comuni si trova in giallo pallido. L'idrossiapatite è anche prodotta e riassorbita da tessuti organici, questa infatti è uno dei componenti principali delle ossa trovandosi sottoforma di sali di Calcio: CaCO3 (carbonato di calcio), Ca3(PO4)2 (fosfato di calcio) e CaF2 (fluoruro di calcio). L'idrossiapatite ha durezza 5 e peso specifico che varia da 2,9 a 3,2. Il calcio può essere presente in natura nella forma Ca5(PO4)3(OH) (apatite), ma di solito si scrive Ca10(PO4)6(OH)2 per evidenziare che la cella elementare è formata da due molecole. Il gruppo OH- può essere sostituito dallo ione fluoro (F-), dallo ione cloro (Cl-) o dal carbonato (CO32-).
C10(PO4)6(OH)2
TESSUTO CARTILAGINEO 1. Cartilagine ialina:
a. Local.:è presente nelle zone articolari poiché molto resistente, nelle vie respiratorie (anelli trachea e bronchi), nasali e costali. b. Funzione: poiché notevolmente idratata questa cartilagine consente uno scivolamento in zone sottoposte a carico. c. Nutrimento: deriva dalle zone circostanti poiché la cartilagine non può essere vascolarizzata, e i nutrimenti circolano nel gel della cart. d. Aspetto: + amorfa – fibrosa (non ci sono minerali) La c. ialina si presenta: (articolazione) • pericondrio (in periferia) • matrice interterritoriale: più lontana dai gruppi isogeni - cromofila • m. territoriale : a ridosso dei gruppi isogeni • lacune senza condrociti • gruppo isogeo: derivano dalla mitosi di una sigla cell. mesenchimale • Condrociti all’interno di lacune La cart. Ialina cresce per accrescimento interstiziale in cui le cell. progenitrici si dividono per mitosi a limite del pericondrio dove risiedono ( per apposizione). [questa cartilagine è di tipo II] Chondroclasta = osteoclasta 2. Cartilagine elastica: a. Local.: Epiglottide, padiglioni auricolari, tromba d’Eustacchio, laringe Contiene fibre elastiche (fibrillina ed elastina) e i suoi gruppi isogeni sono molto piccoli 3. Cartilagine fibrosa: + resistente (moltissime fibre) a. Local.: dischi intervertebrali, sinfisi pubica, menischi, inserzione tendine d’Achille
OSSIFICAZIONE Forma il t. osseo per la prima volta nel 3° mese di gravidanza nella dialisi della clavicola. • Diretta (o intermembranosa) -> origine mesenchimale a livello delle creste neurali • Indiretta (o encondrale o intracartilaginea) -> origine mesoderma parassiale (zona a ridosso dell’asse centrale) dei somiti. Nel cranio: • Diretta (membranosa o intra-): frontale, parietale, zigomatico, mascellare, parte superiore occipitale ( 4 centri di ossificazione), parte squamosa del temporale (1 n. d’ossificazione), lo sfenoide nella parte laterale che ha attacco al temporale • Indiretta (encondrale): mandibola (mista canali ossificazione mantellare), alla base del cranio nel davanti del foro magno si trova 2 nuclei di ossificazione, (2 lateralmente al foro magno) base del temporale (4 nuclei di ossificazione), rachide, ossa lunghe, bacino, lo sfenoide nella parte mediale, etmoide (sta al di sopra del naso ed ha un solo centro di oss.
L’ossificazione intramembranosa si basa su una struttura di base di cartilagine fibrosa, dopo in seguito, avviene la trasformazione dei fibroblasti in osteoblasti che cominciano a depositare una matrice formando il così detto osso osteoide (sarebbe il t. osseo a fibre intrecciate). L’ossificazione avviene in maniera diretta per differenziamento delle cell. mesenchimali, più grandi più tondeggianti, + basofile con disposizione epitelioide. Le cell. osteoprogenitrici restano nel periostio nel caso ci sia un trauma, esse sono in grado di riparare una eventuale minilesione, la matrice osteoide (organica) prima forma le fibre intrecciate poi le sostituisce con quelle parallele. L’osteoclasta maturo contiene più nuclei i quali sono dotati di movimento e vengono dai monociti del sangue ed avviene per differenziamento dei mesenchimi. L’ossificazione encondrale è indiretta. Cosa vuol dire indiretta? Nell’embrione si forma uno stampo cartilagineo che delinea la forma dell’osso. Le cell. cartilaginee derivano da cell. mesenchimali le quali in linee generali vengono dapprima prodotte cell. cartilaginee poi sono riassorbite e viene formato nuovo t. osseo. Tutto ciò comincia a livello del centro della dialisi in cui l’osso è acidofilo e la cartilagine è basofila. Le cell. mesenchimali che derivano dal mesoderma parassiale dei somiti, diventano cartilagine le quali formano lo stampo cartilagineo. Durante il terzo mese comincia a partire un centro di ossificazione al centro della dialisi sulla clavicola. In questa zona i chondrociti diventano ipertrofici (+ grandi) comportandosi da osteoblasti e la matrice cartilaginea calcifica degenerando le cell. che non hanno più nutrimento. I chondrociti producono collagene di tipo X (cioè 10) e il fattore di crescita VEGF (vascular endoteliod factor grow) attirando chondrociti e determinando neoformazione di nuovi vasi vascolari che non potevano esistere nella cartilagine. La matrice poi viene riassorbita ma con il sangue giunge oltre al nutrimento anche i preosteoblasti (i quali dal pericondrio formano nuovo osso in modo diretto) che depongono osso intorno alle trabecole di cartilagine calcificata che stà degenerando e viene distrutta dai chondroblasto, inoltre il nuovo osso formato in quella zona verrà distrutto per lasciare spazio al canale diafisario. Tra il 6° e il 7° mese si creano i centri di ossificazione secondari a livello delle epifisi. In questi punti avviene lo stesso procedimento in cui si forma in prevalenza t. osseo spugnoso. Nella metafisi si ha cartilagine di coniugazione che permette la fase di sviluppo degli arti. Nella metafisi si ha un fronte di cartilagine immaturo verso l’epifisi, mentre verso la diafisi c’è quella che si ossifica. Le ossa piatte hanno uno sviluppo come i centri delle epifisi.
SVILUPPO DELLE ARTICOLAZIONI - A. fibrose o sindesmosi (sinfisi pubica quando si ha il parto viene rilasciato l’o. prolassina che scioglie il connettivo e permette il passaggio del bambino) - A. cartilagine o sincondrosi - A. sinoviali o diartrosi
SVILUPPO DELLO SCHELETRO ASSILE -> Mesenchima parassiale -> somite -> zona mediale (schelotromo) si forma una cavità nel somita che si allunga che divide il somita in superiore ed inferiore -> queste due parti si staccano e la parte superiore del somita inferiore si fonde con la parte inferiore del somita superiore formando la vertebra con il passaggio di vasi e nervi (che andranno ad innervare i miotomi periferici) -> la zona laterale (dermomiotomo) dei somiti andrà a formare la parte dei muscoli che circonderanno le vertebre
SVILUPPO DELLA MANDIBOLA è un osso che è formato da o. compatto e spugnoso. È una o. mantellare perché la base cartilaginea non viene sostituita (encondrale classica compaiono i nuclei di ossificazione), ma perifericamente si comincia ad ossificare il t. fibroso poi t. osseo.
NEUROCRANIO MEMBRANOSO Da mesenchima ai lati ed alla sommità del cervello, prende origine il neurocranio membranoso e da cui si costituisce così la volta cranica. Chiusura delle fontanelle: bregmatica 24 mesi lambdoidea 2-3 mesi laterali anteriori e posteriori 6-8 mesi ANOMALIA DELLE SUTURE Blocco della sutura sagittale (dolicocefalia) Blocco della sutura coronale e lambdoidea (turricefalia)
Sutura metodica (trigonocefalia)
Sutura coronale con anomalia della base (acrocefalia) EMBRIOLOGIA Linee guida
• Primo arco branchiale forma mandibola e mascella bisogna sapere cos’è e a cosa dà origine • Processo frontonasale • 4 a 8 settimana • cavità nasali (no) e palato (bene) • sviluppo lingua (no) • sviluppo mandibola (si) • palato primario o primario deriva dal processo nasali • ANOMALIA o LABIO SCHISI (labbro leporino) patologia che riguarda maggiormente il sesso maschile. In questa patologia si ha un deficit di fusione del processo mediale nasale, monolaterale e bilaterale. o PALATOSCHISI processi palatini laterali non fusi con l’assunzione di vitamina B si riduce il rischio di malattie o ANASTESIA DI BLOCCO e tronculare a livello del foro incisivo o Annessi degli embriogenesi o Annessi degli odontogenesI o Smalto o Dentina o Cemento o Legamenti o Peridontio o TESSUTO DEL DENTE • Lo smalto è la parte superficiale della corona ciò che la produce sono gli ameloblasti che stimolano glo odontoblasto che producono a loro volta dentina • La radice è ricoperta da dentina • Polpa dentaria (t. connettivo lasso) che c’ha un forame dentario che permette il passaggio di nervi e vasi o Embriogenesi dei denti: a livello dei 2 mesi .