Geometria combinatoria
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Con il termine geometria combinatoria (o geometria combinatorica) si intende il settore della matematica che studia insiemi finiti di oggetti semplici (interi, stringhe, nodi e collegamenti, punti e linee, configurazioni discrete, insiemi finiti, ...) che soddisfano proprietà ben definite e tendenzialmente semplici. Esempi di collezioni di oggetti studiate nell'ambito della geometria combinatoria sono:
- le permutazioni di n oggetti,
- le combinazioni con ripetizione di 5 dei primi 7 interi,
- i grafi poliedrali,
- i quadrati magici e i quadrati latini.
La geometria combinatoria si propone di studiare sul piano matematico le situazioni pratiche ed i relativi problemi i cui aspetti essenziali si possono esprimere con modelli discreti. Alcuni esempi di queste situazioni sono:
- le disposizioni delle persone intorno ad un tavolo circolare,
- le estrazioni di palline di colori diversi da un'urna,
- le disposizioni dei pezzi del gioco degli scacchi su una scacchiera,
Un aspetto di primaria importanza in questi studi riguarda l'enumerazione delle configurazioni: per alcuni esempi di questa problematica si vedano ad esempio fattoriale, coefficiente binomiale, numeri di Catalan e numeri di Fibonacci. Un altro aspetto fondamentale della combinatoria è quello algoritmico: innanzi tutto la conoscenza delle caratteristiche combinatorie di un tipo di configurazioni è essenziale per individuare i meccanismi che consentano di manipolarle; inoltre ogni algoritmo può essere oggetto di indagini combinatorie, come quelle di natura enumerativa richieste per valutare la sua efficienza.
[modifica] T-disegni e BIBD
Un t − (v,k,λ)-disegno con
è una coppia ordinata (''V'',''B'') in cui V è un insieme di cardinalità v > 0 di elementi detti vertici o punti e B è una famiglia di parti di V ciascuna di cardinalità k dette blocchi e non necessariamente distinte con la proprietà che ciascuna t-upla di vertici è contenuta in esattamente λ blocchi. Ad un t − (v,k,λ)-disegno si può associare una matrice detta di incidenza A = (aij) dove aij = 1 se il blocco j contiene il vertice i e aij = 0 altrimenti.
Un t − (v,k,λ)-disegno con t = 2 e k < v si chiama (v,k,λ) BIBD o (v,k,λ) disegno. Un disegno con blocchi di cardinalità
si chiama
PBD.