Età imperiale

Da Wikiversità, l'università aperta.

Design conlang.png

Questo modulo necessita di essere "wikificato", ovvero formattato secondo gli standard di Wikiversità (vedi l'elenco degli articoli da wikificare). Collabora anche tu a rendere questo articolo conforme alle linee guida (vedi anche qui) poi rimuovi questo avviso.

Nota: {{{1}}}

Facoltà di Lettere e filosofia - Materia: Filologia latina
Facoltà di Lettere e filosofia
clicca qui per tornare all'indice delle lezioni



[modifica] Età imperiale

Nell’età imperiale, sotto Caligola e Nerone, un’attività molto importante di critica testuale ci è fornita da Probo, di Berito, ovvero Beyrut, che si esercitò sui testi di Virgilio, Lucrezio, Orazio e altri, offrendo edizioni apprezzate sino ai giorni nostri. Il lavoro precipuo di Probo era di procurare testi molto corretti: di qui l’emendazione scrupolosa e puntuale degli errori testuali, lo scrupolo nell’inserire la corretta interpunzione e i tentativi di sanare punti guasti o incomprensibili.

L’attenzione di Probo alla correttezza testuale è proverbiale; si narra che fosse riuscito a procurarsi per la pubblicazione un testo corretto dallo stesso Virgilio. Legata al nome di Virgilio è sorta una questione riguardo alla dubbia autenticità della “Vita” virgiliana di Probo, da taluni ritenuta autentica, da altri attribuita a uno “pseudoprobo”, che Castorina, dopo un’ampia e dettagliata analisi delle fonti, identifica nel grammatico Servio Varo, autore di un famoso commento dell’ “Eneide” (ma su tutta la complessa questione cfr. Paladini-Castorina, “Storia della letteratura latina”, Bologna, Patron, 1972, vol. II, pp. 126 sgg). Commenti linguistici e storici alle orazioni di Cicerone ci sono tramandati da Asconio Pediano, di Padova, famoso soprattutto per il secondo aspetto dei suoi commenti.

Nell’età dei Flavii, un nome che occupa un posto di notevole rilievo nella filologia latina è quello, notissimo, di Quintiliano, che nella sua Institutio Oratoria, si occupa non soltanto di retorica, ma sia pure saltuariamente anche di grammatica.

Di non minore rilievo è la figura di Svetonio, che agli studi storici accompagnò quelli grammaticali, come testimonia il De viris illustribus, nel quale oltre 25 libri, sui 36 complessivi dell’opera, sono dedicati a grammatici, retori, poeti e oratori: “De grammaticis et rhetoribus”.

Con Svetonio si conclude la storia della grande filologia antica; a partire dal II secolo d.C. si contano a decine grammatici, retori e soprattutto commentatori scarsamente significativi. Del IV secolo sono però due grandi figure di filologi ai quali si è praticamente rifatto tutto il Medioevo: Donato e Servio. A Donato si devono poderosi commenti di Terenzio e Virgilio, e opere grammaticali, “Ars maior” e “Ars minor”, pensate per la scuola. Servio lega il suo nome ai commenti delle opere virgiliane, e fu autore probabile, come si è detto, di una Vita di Virgilio erroneamente attribuita a Probo.

Strumenti personali