Tanatoprassi

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La tanatoprassi è l'insieme delle cure rivolte e del «trattamento estetico delle salme prima delle esequie». La parola deriva dal greco tanatos che vuol dire "morte" e prassi che vuol dire "pratica", ed è ancora poco conosciuta in Italia, sebbene sia attestata dal dizionario Zingarelli già dal 1998.

Attualmente la tanatoprassi, oltre che negli Stati Uniti dove è praticata sulla quasi totalità delle salme, è legalmente autorizzata in molti paesi europei e si sta diffondendo rapidamente. In Italia è rappresentata dall'A.I.T. (Associazione Italiana di Tanatoprassi) e dall'I.N.I.T. (Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi) fondati e diretti da Andrea Fantozzi.

La disciplina è legata alla realizzazione delle case funerarie, la cui funzione è quella di ospitare la salma, il defunto così non deve sostare troppo tempo nell'ambiente dell'obitorio, garantendo alle famiglie in lutto un luogo confortevole e personale specializzato.

Una normativa vigente in Italia nel Regolamento di Polizia mortuaria mette in evidenza che, mentre per l'imbalsamazione vi sono delle precise disposizioni, quasi niente è previsto per ciò che riguarda la tanatoprassi.

Procedimenti:

Essa è un trattamento "post-mortem" e consiste nella cura igienica di conservazione del corpo dopo la morte, ma è soprattutto un trattamento che ha lo scopo di realizzare un processo altamente igienico nel settore funerario e cimiteriale. Il corpo nelle ore successive alla morte subisce una veloce trasformazione, vi è la fuoriuscita di liquidi organici e la presenza di vapori nauseanti, che rendono la veglia funebre più traumatica e potenzialmente pericolosa. La tanatoprassi prevede un'iniezione nel sistema arterioso di un fluido conservante e da una serie di cure estetiche che consentono di mantenere un'immagine integra del defunto, eliminando per alcune settimane il processo di decomposizione. Inoltre viene garantito il naturale ritorno in polvere del corpo in un tempo massimo di 10 anni, mentre per un corpo che non ha subito nessun trattamento ci vogliono circa 40 anni, in alcuni casi anche 80. La tanatoprassi presenta i suoi vantaggi anche nell'ambito della medicina legale[senza fonte], infatti fermando la decomposizione della salma si fissano i tessuti e le lesioni come in una preparazione istologica, consentendo così di eseguire le indagini più facilmente: ad esempio studiare meglio la traiettoria di un proiettile ed avere un apporto ai metodi di identificazione medico-legale. In caso di una riesumazione, resa necessaria da indagini giudiziarie, si avranno sicuramente risultati migliori su un cadavere trattato, rispetto a un cadavere in decomposizione.

La tanatoprassi non è da confondere con l'imbalsamazione perpetua, ma è un metodo di conservazione temporanea; fa si che le salme possano essere conservate dai 10 ai 15 giorni prima della sepoltura.