La scuola di Mileto e la ricerca dell'arché
Logos e dialogo
[modifica]Come già detto, la filosofia nasce in quanto l’uomo non ritiene più sufficiente la spiegazione mitica riguardo gli eventi ai quali assiste o che lo riguardano. Quella filosofica è una ricerca razionale, ed avviene attraverso una qualità che, per molti pensatori, distingue l’uomo dagli animali: il logos. Per i Greci, logos, è più di quanto possiamo esprimere con la sua traduzione letterale di “pensiero” o “parola”: racchiude molte sfumature (parola, ragione, argomento), indicando la capacità umana di interrogare razionalmente il mondo. La ricerca filosofica nasce come esercizio di questo logos: non più accettazione di miti, ma dialogo e confronto razionale. Esprime la possibilità di emanciparsi, di trovare un senso agli eventi, di non sentirsi in balìa di qualcosa di non conoscibile.
Questa ricerca non può essere, proprio per la sua origine e definizione, dogmatica. Deve essere aperta al dialogo (termine composto da “dià”, attraverso, e “logos”) ed al confronto, così da potersi scoprire come inesauribile, altrimenti non sarebbe la ricerca appassionata e infinita del sapere come abbiamo riscontrato in precedenza. Le cosmogonie mitiche si basano sulla tradizione autorevole o sulla rivelazione: la ricerca filosofica, invece, non può essere dogmatica (basata su principi accettati senza possibilità di confutazione), ma deve essere aperta alla discussione e alla verifica razionale.
Perché vi sia un vero dialogo, è fondamentale il confronto con qualcosa che è altro rispetto al sapere ed al conoscere già posseduto. Ed è proprio per questo che le prime (e fondanti) speculazioni filosofiche sono riscontrate non nella Grecia centrale, bensì nelle colonie: nello specifico lungo le coste dell’Asia minore, nella città di Mileto, intorno al VII ed il VI secolo a.C. Questa città era un polo commerciale di primaria importanza tra Occidente ed Oriente, ciò permise una grande contaminazione di conoscenze, teorie e mitologie. Questa costante esposizione ad altri saperi, con ogni probabilità, stimolarono una forte ricerca di sintesi, di qualcosa che potesse essere trasversalmente condivisibile nonostante le diversità culturali.
Le prime indagini filosofiche, e dunque legate al logos ed alla rigorosità procedurale della ricerca, sono rivolte alla physis, alla natura. L’apparente semplicità della parola può trarre in inganno: non si volevano cercare solo le leggi che governano i fenomeni naturali, ma si ricercava il senso, il fondamento, l’essenza della natura stessa. Qui troviamo l’utilizzo della parola arché, che rappresentava il principio primo, fondativo, permanente ed onnipresente a cui ricondurre tutte le cose. L’evoluzione del pensiero umano è proprio qui: il filosofo non riconduce l'origine del mondo e il senso degli eventi a degli dèi caratterizzati da vizi e virtù umane, bensì a un principio indagabile attraverso metodi razionali ed esplorabili.