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La filosofia e il potere

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Formare al pensiero critico è uno degli obiettivi principali della scuola. La filosofia ha, in questo compito, un ruolo di primo piano, e non a caso spesso si propone di estenderne l'insegnamento anche agli indirizzi di studio non liceali. Fare filosofia vuol dire cercare una risposta alternativa a quelle offerte dalla tradizione, dai miti e dalla religione; una risposta che in qualche caso può suscitare scandalo. E vuol dire, anche, cercare un tipo di ordine sociale diverso da quello attuale.

Non sorprende che fin dall'antichità i filosofi siano entrati in contrasto con il potere. Socrate è la prima figura di filosofo condannato a morte per le sue idee, ma ancor di più per il suo ruolo sociale, ma la persecuzione dei filosofi era già cominciata da tempo. Anassagora, ad esempio, fu accusato di empietà per aver sostenuto che il sole non è una divinità, ma un corpo incandescente, mentre sappiamo che la scuola di Pitagora fu data alle fiamme a Crotone. E molti sono stati, nella storia, i filosofi perseguitati e condannati a morte. Emblematica è la figura di Giordano Bruno, bruciato sul rogo nel 1600; qualche anno dopo, nel 1619, fu condannato a morte il meno noto Giulio Cesare Vanini, con l'accusa di ateismo.

Sarebbe un errore tuttavia ritenere che il filosofo sia sempre un oppositore al potere. Bisogna ricordare che, quando il fascismo chiede ai docenti universitari italiani un giuramento di fedeltà, soltanto dodici professori si rifiutarono; di questi, solo uno era un filosofo, Piero Martinetti. E Giovanni Gentile, uno dei maggiori filosofi italiani del Novecento, è stato ideologo del fascismo, ricoprendo anche la carica di ministro della Pubblica Istruzione; fu all'opposizione invece Benedetto Croce, l'altro maggiore pensatore del tempo.

Oggi il mondo della filosofia comprende posizioni molto critiche nei confronti del sistema economico capitalistico e teorie che cercano di realizzare società più inclusive, ma anche posizioni conservatrici, che condannano la società contemporanea in nome della tradizione e di una organizzazione sociale gerarchica, e che offrono sostegno e regimi autoritari, quando non apertamente fascisti.