L'illuminismo (scuola media)

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L'illuminismo è un movimento culturale che si diffuse in tutta l'Europa nel settecento dopo l'Antico Regime. Il termine illuminismo deriva da "lume", cioè luce: infatti gli illuministi volevano "illuminare" gli uomini con la luce della scienza e della ragione. L'Illuminismo è nato in Inghilterra, si è diffuso in Francia per opera di Voltaire, Montesquieu e Rousseau, e poi in tutta Europa.

lezione
L'illuminismo (scuola media)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Storia per la scuola media 2
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

L'antico Regime[modifica]

L'Antico Regime è un periodo storico che si è sviluppato dal XIV sec. fino al 1789, data dell'inizio della Rivoluzione francese. Per Antico Regime s'intende l'insieme degli aspetti politici, giuridici e sociali che hanno caratterizzato la società in Europa:

  • aspetti politici: gli stati europei avevano una monarchia assoluta
  • aspetti sociali: la società aveva ancora una strutta piramidale ed era divisa in ordini (clero, nobiltà, borghesia e il popolo)
  • aspetti giuridici: gli uomini non erano tutti uguali davanti alla legge; in particolare clero e nobiltà avevano grandi privilegi, al contrario della borghesia, mentre il popolo non aveva alcun diritto.

L'illuminismo e la Chiesa[modifica]

Gli illuministi criticavano la Chiesa, perché sostenevano che l'uomo dovesse affidarsi solo alla propria intelligenza e non alla fede. Lo scopo degli illuministi era il raggiungimento della felicità delle persone, cioè migliorare la propria situazione sociale grazie alla propria ragione e sapienza. Immanuel Kant, filosofo illuminista tedesco sosteneva che "Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza".

L'Enciclopedia[modifica]

Per diffondere le idee illuministe e far conoscere a tutta la società tutto ciò che l'uomo aveva scoperto con la ragione e l'intelligenza, in Francia Denis Diderot e Jean D'Alembert pubblicarono una grande opera: l'Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri. Quest'opera è suddivisa in 35 volumi e venne elaborata in vent'anni di lavoro (1751-1772). Il successo fu grandissimo: l'Enciclopedia era rivolta alla borghesia, perché i borghesi volevano una società fondata sulla legge e non sui privilegi. Non era destinata al popolo perché non erano istruiti e non avrebbero capito nulla delle idee illuministe. Gli Illuministi proponevano inoltre di riformare, cioè cambiare, la situazione politica della monarchia assoluta: il dispotismo andava "illuminato ".
La diffusione dell'Enciclopedia in tutta Europa provocò una vera rivoluzione culturale, incontrò numerosi ostacoli: la monarchia francese, i monarchi europei e la Chiesa erano contrari così tanto che il libro venne inserito nell'Indice dei libri proibiti dal Papa Clemente XIII.

La nascita dell'opinione pubblica[modifica]

L'opinione pubblica è il pensiero della maggior parte della gente e quest'espressione venne introdotta solo nel Settecento, grazie alle idee di libertà e uguaglianza degli Illuministi: prima l'opinione pubblica non era considerata da nessuno. Questo cambiamento è stato l'inizio di una vera rivoluzione culturale e di pensiero.

La stampa[modifica]

Le idee di libertà e uguaglianza si sono diffuse grazie alla stampa e al fatto che l'analfabetismo era diminuito nel Settecento. L'opinione pubblica si creò grazie agli avvisi di stampa, fogli che riportavano notizie commerciali e pubbliche e venivano stampati solo in occasioni particolari. Nacquero poi le gazzette, che riportavano notizie politiche e venivano stampate quotidianamente. Si chiamavano gazzette perché costavano una gaxeta, una moneta veneziana. Questo termine venne tramutato in giornale alla fine del Settecento. I giornali erano rivolti alla borghesia "colta", cioè istruita. Lo Stato più specializzato a livello giornalistico fu l'Inghilterra: "The Times" fu fondato nel 1785 ed ancora oggi pubblica migliaia di copie. In Francia bisognò attendere più di mezzo secolo per vedere il primo quotidiano, il "Journal de Paris" nel 1777.

I salotti e i caffè del Settecento[modifica]

Con i giornali nacquero anche i luoghi di incontro, come i salotti e i caffè. I "salotti" erano luoghi d'incontro privati dove i nobili intellettuali conversano di politica, filosofia, scienza, arte e musica: i più famosi furono quelli di Parigi, d'Italia e Germania. I "caffè" erano un luogo d'incontro pubblico, meno raffinato dei salotti, dove la borghesia discuteva di fatti e problemi della società senza pregiudizi. La grande differenza tra salotti e caffè stava nel divieto alle donne ad entrare nei caffè.

L'opinione pubblica rifiuta la pena di morte[modifica]

Cesare Beccaria, filosofo illuminista italiano, scrisse un libro "Dei delitti e delle pene" (1764), in cui sostenne che la pena di morte di morte doveva essere abolita, perché non era giusto, ma la giustizia doveva funzionare meglio e di più e non rendere le pene più severe.