I sostantivi latini (superiori)

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lezione
I sostantivi latini (superiori)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Grammatica latina per le superiori 1
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Si è soliti dividere i sostantivi latini in cinque declinazioni. Le declinazioni non sono altro che l'insieme delle forme flessive di un gruppo di nomi caratterizzati dal ricorrere delle stesse desinenze nel genere, nel numero e nei casi. Questo facilita di molto lo studio dei diversi sostantivi. Basterà infatti conoscere la declinazione di appartenenza del sostantivo per poterlo declinare in ogni sua forma con una certa sicurezza. Il latino ha cinque declinazioni che si distinguono in base alla vocale tematica presente nel genitivo plurale (sottratto della desinenza -(r)um) indipendentemente dal genere:

  • I declinazione: temi in -ā (es. nom.: rosa "rosa" ---> gen. plur.: ros-ā-rum ---> tema: rosā-).
  • II declinazione: temi in -ō (es. nom.: puer "ragazzo" ---> gen. plur.: puer-ō-rum ---> tema: puerō-).
  • III declinazione: temi in -i o consonante (es. nom.: hostis "nemico" ---> gen. plur.: host-i-um ---> tema: hosti- / es. nom.: consul "console" ---> gen. plur.: consu-l-um ---> tema: consul-).
  • IV declinazione: temi in -ū (es. nom.: currus "carro" ---> gen. plur.: curr-ū-um ---> tema: currū-).
  • V declinazione: temi in -ē (es. nom.: dies "giorno" ---> gen. plur.: di-ē-rum ---> tema: diē-).

La conoscenza delle diverse parti che compongono una parola (radici, temi, desinenze, semantemi e morfemi) è molto importante per conoscere la lingua latina. Esistono per questo criteri che facilitano la memorizzazione delle forme flesse di ciascuna declinazione. Una regola sempre valida per identificare in tutte le parole la parte invariabile e quella variabile è la seguente:

  1. Prendere una parola al genitivo singolare.
  2. Togliere la parte variabile che è quella terminale (ae, i, is, us e ei).
  3. Alla parte invariabile bisogna aggiungere la terminazione dei singoli casi.

La Prima Declinazione[modifica]

I sostantivi della prima classe presentano come vocale tematica -a-. Essa è presente in dieci forme su dodici (è assente al dativo e ablativo plurale). Il nominativo è in -a mentre il genitivo in -ae. Nel vocabolario un sostantivo della prima classe è presentanto ad esempio così: ancilla, ae, f. / pirata, ae, m.. I sostantivi della prima classe sono per lo più femminili e non ci sono sostantivi di genere neutro. Le tabelle che seguono presenta lo schema della prima declinazione.

Modello: natura, -ae, f., la natura.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo natǔr-ă = la natura natǔr-ae = le nature
Genitivo natǔr-ae = della natura natǔr-ārŭm = delle nature
Dativo natǔr-ae = alla natura natǔr-īs = alle nature
Accusativo natǔr-ăm = la natura natǔr-ās = le nature
Vocativo natǔr-ă = oh natura! natǔr-ae = oh nature!
Ablativo natǔr-ā = con la natura natǔr-īs = con le nature

Modello: agricǒla, -ae, m., il contadino.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo agricǒl-ă = il contadino agricǒl-ae = i contadini
Genitivo agricǒl-ae = del contadino agricǒl-ārŭm = dei contadini
Dativo agricǒl-ae = al contadino agricǒl-īs = ai contadini
Accusativo agricǒl-ăm = il contadino agricǒl-ās = i contadini
Vocativo agricǒl-ă = oh contadino! agricǒl-ae = oh contadini!
Ablativo agricǒl-ā = con il contadino agricǒl-īs = con i contadini

Particolarità della prima declinazione[modifica]

In latino come in italiano alcuni sostantivi sono usati solo al singolare, altri solo al plurale, altri ancora cambiano il significato passando dal singolare al plurale:

  • Sostantivi soltanto singolari (singularia tantum): sono i sostantivi astratti indicanti i vizi o virtù. Per esempio: superbǐa "superbia", clementǐa "clemenza", avaritǐa "avarizia", constantǐa "fermezza", disciplǐna "disciplina".
  • Sostantivi soltanto plurali (pluralia tantum): che possono essere sia solo plurali anche in italiano (nuptia "le nozze") sia plurali in latino ma presenti in forma singolare in italiano (esempio: epulae magnae "il grande banchetto" non "i grandi banchetti" oppure divitiae copiosae sunt "la ricchezza è abbondante" non "le ricchezze sono abbondanti").
  • Sostantivi che cambiano significato dal singolare al plurale: ad esempio copia, ae = abbondanza ---> copiae, ārum = truppe.
  • Alcuni sostantivi hanno terminazioni particolari legate: ad usi arcaici (esempio familia che al genitivo sigolare diventa familias accanto a familiae / i sostantivi in -cola e -gena diventano al genitivo plurale in -um perché ritenuti più solenni dai poeti), a forme di lingue straniere (esempio drachma al genitivo plurale diventa drachmum accanto a drachmarum), oppure per evitare confusioni tra i sostantivi (esempio i sostantivi dea, filia, famula, liberta, asǐna, equa, mula se si trovano con i corrispettivi maschili della seconda declinazione al dativo e ablativo plurale, per evitare confusioni, escono in -ābus non in -is).

La Seconda Declinazione[modifica]

I sostantivi della seconda declinazione hanno diverse forme al nominativo singolare (-us "sia maschili che femminili", -ěr "solo maschili", -ir "solo maschili" e -um "solo neutro e presentano due modi differenti in uno mantengono la -ě in tutta la declinazione altri la perdono"). Al genitivo singolare però hanno tutti la terminazione in -i e negli altri casi, tranne il vocativo singolare, presentano tutte le stesse terminazioni. I neutri hanno sempre tre casi uguali (nominativo, accusativo e vocativo), sia al singolare sia al plurale. Le tabelle presentano lo schema della seconda declinazione, secondo i vari tipi di nominativi.

Modello: cervus, cervi, m., il cervo.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo cerv-ǔs = il cervo cerv-i = i cervi
Genitivo cerv-i = del cervo cerv-ōrum = dei cervi
Dativo cerv-ō = al cervo cerv-īs = ai cervi
Accusativo cerv-um = il cervo cerv-os = i cervi
Vocativo cerv-e = oh cervo! cerv-i = oh cervi!
Ablativo cerv-ō = con il cervo cerv-īs = con i cervi

Modello: puěr, puěri, m., il ragazzo.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo puěr = il ragazzo puěr-i = i ragazzi
Genitivo puěr-i = del ragazzo puer-ōrum = dei ragazzi
Dativo puěr-ō = al ragazzo puěr-īs = ai ragazzi
Accusativo puěr-um = il ragazzo puěr-os = i ragazzi
Vocativo puěr = oh ragazzo! puěr-i = oh ragazzi!
Ablativo puěr-ō = con il ragazzo puěr-īs = con i ragazzi

Modello: agěr, agri, m., il campo.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo agěr = il campo agr-i = i campi
Genitivo agr-i = del campo agr-ōrum = dei campi
Dativo agr-ō = al campo agr-īs = ai campi
Accusativo agr-um = il campo agr-os = i campi
Vocativo agěr = oh campo! agr-i = oh campi!
Ablativo agr-ō = con il campo agr-īs = con i campi

Modello: vir, viri, m., l'uomo.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo vir = l'uomo vir-i = gli uomini
Genitivo vir-i = dell'uomo vir-ōrum = degli uomini
Dativo vir-ō = all'uomo vir-īs = agli uomini
Accusativo vir-um = l'uomo vir-os = gli uomini
Vocativo vir = oh uomo! vir-i = oh uomini!
Ablativo vir-ō = con l'uomo vir-īs = con gli uomini

Modello: templum, templi, n., il templio.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo templ-ǔm = il templio templ-a = i templi
Genitivo templ-i = del templio templ-ōrum = dei templi
Dativo templ-ō = al templio templ-īs = ai templi
Accusativo templ-um = il templio templ-a = i templi
Vocativo templ-um = oh templio! templ-a = oh templi!
Ablativo templ-ō = con il templio templ-īs = con i templi

Particolarità della seconda declinazione[modifica]

Anche la seconda declinazione presenta delle particolarità simili a quelle della prima declinazione:

  • Alcuni nomi hanno solo il plurale (pluralia tantum): esempio libĕri, ōrum, m. figli (maschi e femmine).
  • Altri sostantivi al singolare hanno un significato al plurale un altro: esempio auxlium, i, n., aiuto ---> auxilia, ōrum, n., truppe ausiliarie.
  • Alcuni sostantivi hanno terminazioni particolari legate ad usi che nel tempo sono cambiati:
    • Il genitivo singolare in -ī. Alcuni sostantivi che al nominativo singolare escono in -ĭus e in -ĭum possono avere il genitivo singolare o in -ī (lungo) o con due i -ĭi. Esempio imperĭum che fa imperi oppure imperǐi.
    • Il vocativo singolare in -ī, Alcuni sostantivi che al nominativo singolare escono in -ĭus al vocativo singolare terminano in -ī. Esempio filĭus ---> filī. Si comporta così anche il pronome e aggettivo meus, a, um che al vocativo singolare ha forma mī e non esce in e come gli altri.
    • I nomi uscenti in -āius, -ēius, -ōius hanno sempre la terminazione con una sola -i al genitivo singolare e al nominativo e dativo plurale. Esempio plebēius ---> gen. sing. plebēi non plebēii e al dat. plur. plebēi non plebēiis.
    • Il genitivo plurale in -um. Alcuni nomi, usati in forme rituali e giuridiche o religiose, di unità di misura e monete, e di popoli hanno il genitivo plurale in -um anziché in -ōrum. Esempio triumvir, triǘmviro ---> triumvǐrum e non triumvirōrum.
    • I tre nomi neutri pelǎgus "mare", virus "veleno", vulgus "volgo, escono con terminazione -us al nomiativo accusativo vocativo singolare invece che la forma tipica in -um dei neutri.
    • Il nome deus "dio, divinità" ha diverse forme per i singoli casi, dovute al largo uso della parola in un arco di tempo ampio. Ecco la declinazione con le forme registrate:

Modello: deus, dei, m., il dio, la divinità.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo deus = il dio, la divinità dei / dii / dī = gli dei, le divinità
Genitivo dei = del dio, della divinità deorum / deum = degli dei, delle divinità
Dativo deo = al dio, alla divinità deis / deii / dīs = agli dei, alle divinità
Accusativo deum = il dio, la divinità deos = gli dei, le divinità
Vocativo deus / dive (da divus) = oh dio!, oh divinità! dei / dii / dī = oh dei!, oh divinità!
Ablativo deo = con il dio, con la divinità deis / diis / dīs = con gli dei, con le divinità

La Terza Declinazione[modifica]

La terza declinazione è la più complessa morfologicamente e comprende il maggior numero di sostantivi. I moderni studiosi della lingua latina dividono i sostantivi della terza classe in due gruppi:

  • Il primo comprende i sostantivi il cui terma termina in -i (si ottiene toglieno la desinenza del genitivo plurale -um).
  • Il secondo comprende i sostantivi il cui tema termina con una consonante.

Questa classificazione, molto semplice, non tiene però conto delle tante eccezioni che si sono create durante l'evoluzione storica delle parole. Di qui l'esigenza di un'altra classificazione che seppur non tiene conto del piano storico-linguistico è molto più utile per l'apprendimento della terza declinazione. Essa divide i sostantivi della terza declinazione in tre gruppi:

  • Il primo gruppo comprende sostantivi imparisillabi (che hanno un numero diverso di sillabe al nomativo e al genitivo) con una sola consonante davanti alla desinenza -is del genitivo singolare.
  • Il secondo gruppo comprende:
    • Sostantivi imparisillabi con due consonanti davanti alla desinenza -is del genitivo singolare.
    • Sostantivi parisillabi (che hanno lo stesso numero di sillabe al nominativo e al genitivo).
  • Il terzo gruppo comprende sostantivi di genere neutro termianti in -e, -al e -ar.

Nelle tabelle che seguono sono presentate le declinazioni di alcuni sostantivi per ogni gruppo.

SOSTANTIVO DEL 1° GRUPPO: Imparasillavi con una sola consonante davanti alla -is del genitivo singolare.

Modello: dolor, dolōris, m., il dolore.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo dolor = il dolore dolōr-es = i dolori
Genitivo dolōr-is = del dolore dolōr-um = dei dolori
Dativo dolōr-ī = al dolore dolōr-ǐbus = ai dolori
Accusativo dolōr-em = il dolore dolōr-es = i dolori
Vocativo dolor = oh dolore! dolōr-es = oh dolori!
Ablativo dolōr-ě = con il dolore dolōr-ǐbus = con i dolori

SOSTANTIVI DEL 2° GRUPPO: imparisillabi con due consonanti davanti alla -is del genitivo singolare e parisillabi.

Modello: hostis, hostis, m., il nemico.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo hostis = il nemico host-es = i nemici
Genitivo host-is = del nemico host-ǐum = dei nemici
Dativo host-ī = al nemico host-ǐbus = ai nemici
Accusativo host-em = il nemico host-es = i nemici
Vocativo hostis = oh nemico! host-es = oh nemici!
Ablativo host-ě = con il nemico host-ǐbus = con i nemici

SOSTANTIVI DEL 3° GRUPPO: neutri in -e, -al, -ar

Modello: mare, maris, n., il mare.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo mare = il mare mar-ǐa = i mari
Genitivo mar-is = del mare mar-ǐum = dei mari
Dativo mar-ī = al mare mar-ǐbus = ai mari
Accusativo mare = il mare mar-ǐa = i mari
Vocativo mare = oh mare! mar-ǐa = oh mari!
Ablativo mar-ī = con il mare mar-ǐbus = con i mari

Modello: anǐmal, animālis, n., l'animale.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo anǐmal = l'animale animal-ǐa = gli animali
Genitivo animāl-is = dell'animale animal-ǐum = degli animali
Dativo animāl-ī = all'animale animal-ǐbus = agli animali
Accusativo anǐmal = l'animale animal-ǐa = gli animali
Vocativo anǐmal = oh animale! animal-ǐa = oh animali!
Ablativo animāl-ī = con l'animale animal-ǐbus = con gli animali

Modello: exemplar, exemplāris, n., l'esamplare.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo exemplar = l'esemplare exemplar-ǐa = gli esemplari
Genitivo exemplār-is = dell'esemplare exemplar-ǐum = degli esemplari
Dativo exemplār-ī = all'esemplare exemplar-ǐbus = agli esemplari
Accusativo exemplar = l'esemplare exemplar-ǐa = gli esemplari
Vocativo exemplar = oh esemplare! exemplar-ǐa = oh esemplari!
Ablativo exemplār-ī = con l'esemplare exemplar-ǐbus = con gli esemplari

Come si risale al nominativo di un sostantivo se si trova in un altro caso ? Non esiste una regola uniforme però bisogna ricordare che il nominativo può essere:

  • Sigmatico, cioè con la -s: gutturali (-c, -g che con la s al nominativo diventano -x, labiali (-b, -p), dentali (-d, -t), nasale (-m, -n) e liquida (-l, -r).
  • Asigmatico, cioè senza la -s: dentale (-d, -t), nasale (-m, -n) e liquida (-l, -r).
  • Sostantivi parasillabi: esempio civ-is, av-is, etc..

Particolarità della terza declinazione[modifica]

La differenza di storia dei singoli vocaboli li ha resi non rientranti nei tre gruppi. Per questo motivo sono detti "eccezioni" in realtà sono solo, come detto, differenti esiti morfologici dello sviluppo storico:

  • Alcuni sostantivi che dovrebbero comportarsi come quelli del secondo gruppo seguono inceve la declinazione del primo gruppo al gentivo plurale: esempio pa-ter, pa-tris, m., "padre", non ha forma pa-trium ma pa-trum.
  • Alcuni sostantivi che dovrebbero comportarsi come quelli del primo gruppo seguono invece la declinazione del secondo gruppo al genitivo plurale: hanno desinenza -ium (anziché -um). Esempio: dos, dotis, f., "dote" non ha forma dotum ma dotium.
  • Nel caso di diversi sostantivi si riscontrano entrambe le forme del genitivo plurale, -um e -ium: esempio ius, iuris, n., "diritto" che ha sia forma iurum che forma iurium.
  • Alcuni sostantivi hanno l'accusativo singolare in -im e l'ablativo singoalre in -i: esempio Neapolis, Neapolis, f., "Napoli" oppure sitis, sitis, f., "sete".
  • Alcuni presentano doppie forme in -em e -im, -e e -i: esempio febris, febris, f., "febbre".
  • Alcuni sostantivi hanno un tema molto diverso da quello del nominativo, oppure diversi temi: esempio iter, itiněr-is, n., "viaggio, percorso" o vis, robor-is, f. e n., "forza, violenza".
  • Come per la prima e la seconda declinazione, alcuni sostantivi della terza hanno solo il singolare (singularia tantum) come senectus, senectūstis, f., "vecchiaia"; altri sono usati solo al plurale (pluralia tantum), come moenǐa, moenǐum, n., "mura della città".
  • Alcuni sostantivi hanno un diverso significiato al singolare ed al plurale: esempio aedes, is, f., "tempio, santuario" ---> aedes, ium, "palazzo".

La Quarta Declinazione[modifica]

A differenza delle declinazioni precedenti, la quarta e quinta comprendono pochi sostantivi. I sostantivi della quarta, inoltre, erano spessi assimilati dai parlati latini a quelli di seconda. La vocale tematica è -ǔ-. I sostantivi appartengono a tutti e tre i generi. Nella tabella che segue è presentate le declinazione di un sostantivo.

Modello: portus, portus, m., il porto.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo port-ǔs = il porto port-ūs = i porti
Genitivo port-ūs = del porto port-ŭum = dei porti
Dativo port-ǔi = al porto port-ǐbus = ai porti
Accusativo port-um = il porto port-ūs = i porti
Vocativo port-us = oh porto! port-ūs = oh porti!
Ablativo port-ū = con il porto port-ǐbus = con i porti

Particolarità della quarta declinazione[modifica]

Varie sono le particolarità della quarta declinazione:

  • Il sostantivo più frequente con forme della quarta e della seconda declinazione è domus, "casa". Nella tabella sono in grassetto le forme comuni ad entrambe le declinazioni.

Modello: domus, domus, f., la casa.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo dom-us = la casa dom-ūs = le case
Genitivo dom-us / dom-i = della casa dom-ŭum / dom-ǒrum = delle case
Dativo dom-ǔi / dom-o = alla casa dom-ǐbus = alle case
Accusativo dom-um = la casa dom-us / dom-os = le case
Vocativo dom-us = oh casa! dom-us = oh case!
Ablativo dom-u / domo = con la casa dom-ǐbus = con le case
  • Alcuni sostantivi mantengono al dativo e ablativo plurale un'arcaica terminazione -ǚbus invece di -ǐbus: esempio acus, f., "ago".
  • Pochi sostantivi hanno una seconda forma per il genitivo plurale (-um invece di ŭum): esempio currus, m., "cocchio".
  • Molti sostantivi astratti si trovano quasi sempre alla forma dell'ablativo singolare, seguiti da un gentivo di specificazione che ne completa il significato: esempio iussu, "per ordine di" ---> iussu consulis, "per ordine del console".

La Quinta Declinazione[modifica]

La quinta declinazione conta pochi sostantivi: alcuni femminili, due maschili (dies e meridies, "giorno e mezzogiorno"), nessun neutro. A questa declinazione appartengono però due tra i più frequenti sostantivi latini: res, f., "cosa", e dies, m., "giorno". Spesso i femminili si trovano anche nella forma della prima declinazione (es. planitǐa,p lanitǐae e planitǐes, planitiēi, "pianura"). Altri nomi hanno il solo singolare o sono usati al plurale ma solo nei casi retti. Nelle tabelle che seguono sono presentate le declinazioni di alcuni sostantivi.

Modello: res, rei, f., la cosa.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo r-es = la cosa r-es = le cose
Genitivo r-ei = della cosa r-ērum = delle cose
Dativo r-ei = alla cosa r-ebus = alle cose
Accusativo r-em = la cosa r-es = le cose
Vocativo r-es = oh cosa! r-es = oh cose!
Ablativo r-e = con la cosa r-ebus = con le cose

Modello: dies, diei, m., il giorno.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo di-es = il giorno di-es = i giorni
Genitivo di-ēi = del giorno di-ērum = dei giorni
Dativo di-ēi = al giorno di-ebus = ai giorni
Accusativo di-em = il giorno di-es = i giorni
Vocativo di-es = oh giorno! di-es = oh giorni!
Ablativo di-e = con il giorno di-ebus = con i giorni

Modello: fides, fidei, f., la fede.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo fid-es = la fede -
Genitivo fid-ěi = della fede -
Dativo fid-ěi = alla fede -
Accusativo fid-em = la fede -
Vocativo fid-es = oh fede! -
Ablativo fid-e = con la fede -

Modello: acies, aciei, f., la schiera.

CASO SINGOLARE PLURALE
Nominativo aci-es = la schiera aci-es = le schiere
Genitivo aci-ēi = della schiera -
Dativo aci-ēi = alla schiera -
Accusativo aci-em = la schiera aci-es = le schiere
Vocativo aci-es = oh schiera! aci-es = oh schiere!
Ablativo aci-e = con la schiera -

Particolarità della quinta declinazione[modifica]

Varie sono le eccezioni della quinta declinazione:

  • Il vocabolo res, "cosa", molto frequente in latino, può corrisponde in italiano a molti significati in relazione al contesto in cui si trova (es. res plurimas, "moltissimi aspetti"). Spesso poi res assume significati particolari in compagnia di certi aggettivi. Ecco l'elenco:
    • Res adversae: avversità.
    • Res bellicae: attività militare.
    • Res divina: cerimonia religiosa, sacrificio.
    • Res familiaris: patrimonio.
    • Res frumentaria: viveri.
    • Res futurae: futuro.
    • Res gestae: imprese.
    • Res militaris: arte della guerra.
    • Res novae: rivoluzione, avvenimenti straordinari.
    • Res prosperae: casi fortunati, prosperità.
    • Res pubblica: stato.
    • Res Romana: potenza romana.
    • Res rusticae: agricoltura.
    • Res secundae: fortuna, circostanze favorevoli.
    • Res urbanae: affari cittadini, situazione cittadina.
  • Come si potrà vedere dalla tabella al paragrafo precedente, fiděi e aciēi (forme del genitivo e dativo singolare di fides e acies) hanno l'accento in posizioni differenti. Ciò dipende dal fatto che in fides la vocale tematica -e- è preceduta da una consonante (d), mentre in acies la vocale tamatica è preceduta da una vocale (i).
  • Dies, "giorno (lo spazio di una giornata)", è di genere maschile, però assume genere femminile quando significa "tempo" (in senso generico) oppure "giorno" (nel senso di data stabilita).