Gli aggettivi latini (superiori)

Da Wikiversità, l'apprendimento libero.
Jump to navigation Jump to search
lezione
Gli aggettivi latini (superiori)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Grammatica latina per le superiori 1
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%.

Gli aggettivi[modifica]

Funzione degli aggettivi[modifica]

Prima di parlare di aggettivi latini riprendiamo alcuni concetti generali degli aggettivi valevoli sia in italiano che in latino. Gli aggettivi hanno questo nome perché sono considerati come un nome aggiunto al nome vero o sostantivo. In effetti l'aggettivo nella frase o si trova collegato ad un nome (e viene detto in funzione attributiva e in analisi logica infatti si dice attributo) oppure collegato ad un verbo (e quindi in funzione predicativa talvolta come un avverbio e in analisi logica è detto predicato, complemento predicativo del soggetto o ancora complemento predicativo dell'oggetto).

Un esempio di attributo è "Tu possiedi una casa bella" dove bella è attributo. Un esempio di nome del predicato è "L'albero è alto" dove alto è nome del predicato e sono collegati al nome dal verbo "essere" che in analisi logica si dice copula (copula e predicato formano il predicato nominale). Un esempio di complemento predicativo del soggetto è "Egli sembra allegra" in cui allegra è complemento predicativo del soggetto che completa il senso del predicato e sono riferiti al soggetto. Un esempio di complemento predicativo dell'oggetto è "I parlamentari hanno eletto Giulio presidente" e presidente è il complemento predicativo dell'oggetto in quanto completa il significato del predicato e è riferito al complemento oggetto. Un esempio, in ultimo, di complemento predicativo del soggetto in funzione predicativa o avverbiale è "Luigi corre veloce" in cui veloce è complemento predicato del soggetto ma potrebbe essere sostituito da un avverbio di modo (velocemente), qui svolge quindi una funzione predicativa che si può dire anche avverbiale.

Gli aggettivi si dividono poi in:

  • Qualificativi: Indicano modi di essere, sensazioni fisiche, giudizi, forme e mille altri aspetti (esempio triste, allegro, dolce, amaro, bello, brutto, triangolare, ovale, ecc.).
  • Determinativi: Forniscono indicazioni specifiche per individuare meglio i sostantivi e sono corrispondenti ai pronomi omonimi (esempio il mio e il tuo libro, questa casa, lo stesso animale, ...).

Gli aggettivi qualificativi hanno delle gradazioni di intensità: comparativo e superlativo. Gli aggettivi del grado comparativo (di maggioranza, di minoranza e di uguaglianza) sono sempre seguiti dal secondo termine di paragone o complemento di paragone.

Come in italiano così in latino gli aggettivi concordano con il nome a cui si riferiscono in genere (maschile/femminile, e in latino, neutro) e nel numero (singolare/plurale). In latino a queste concordanze si aggiunge anche il caso (nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo e ablativo).

In italiano gli aggettivi qualificativi si dividono in due classi in base all'aspetto morfologico:

  • Aggettivi che escono in -o/-a al singolare, in -i/-e al plurale (esempio caro / cara, cari / care).
  • Aggettivi che escono in -e al singolare, in -i al plurale (esempio intelligente / intelligenti).

Vi sono poi alcuni aggettivi indeclinabili, che non cambiano forma (esempio: pari, blu).

Anche in latino gli aggettivi sono divisi in due classi e alcuni sono indeclinabili, come in italiano. Gli aggettivi della prima classe si declinano al genere femminile come i sostantivi della prima declinazione, per i generi maschile e neutro come i sostantivi maschili e neutri della seconda declinazione. Gli aggettivi della seconda classe si declinano come i sostantivi dei tre generi della terza declinazione.

Aggettivi sostantivati[modifica]

Alcuni aggettivi svolgono anche la funzione di sostantivi sia in italiano (accompagnati da un articolo) che in latino. Essi non sono mai accompagnati da un sostantivo. (Esempio in italiano "un uomo ricco" ricco è un attributo "i ricchi" è un aggettivo sostantivato, in latino dives vir è un attributo divites è un aggettivo sostantivato).

Diversi aggettivi latini al genere neutro sono usati da soli come sostantivi poiché vi si sottintende il nome res "cosa" (Esempio: bona res = bonum). In latino l'uso dell'aggettivi sostantivati al neutro singolare e plurale è molto frequente, ma solo nei casi retti (nominativo, accusativo, vocativo) negli altri casi invece si declina il res e si accorda l'aggettivo scelto. Questo si verifica anche con aggettivi al grado comparativo e superlativo.

Ecco un modello di declinazione nei vari gradi, con bonum, "il bene, la cosa buona"; bona, "le cose buone, i beni"; melius, "meglio, la cosa migliore"; optimum, "l'ottima, la cosa ottima".

CASI POSITIVO SINGOLARE POSITIVO PLURALE COMPARATIVO SINGOLARE COMPARATIVO PLURALE SUPERLATIVO SINGOLARE SUPERLATIVO PLURALE
Nom. Bonum Bona Melius Meliora Optimum Optima
Gen. Bonae rei Bonarum rerum Melioris rei Meliorum rerum Optimae rei Optimarum rerum
Dat. Bonae rei Bonis rebus Meliori rei Melioribus rebus Optimae rei Optimis rebus
Acc. Bonum Bona Melius Meliora Optimum Optima
Voc. Bonum Bona Melius Meliora Optimum Optima
Abl. Bona re Bonis rebus Meliori re Melioribus rebus Optima re Optimis rebus

Aggettivi modificati da avverbi[modifica]

Sia in italiano che in latino a volte c'è la necessità di specificare meglio il senso di un aggettivo (non basta dire che la festa è bella a volte serve dire che lo è poco, abbastanza, molto o troppo). Si usano a questo scopo, sia in italiano che in latino, degli avverbi.

In latino il significato dell'aggettivo al grado positivo si modifica:

  • Gradazione debole: Minus, paulus, parum.
  • Gradazione media: Satis, medie, mediocrĭter.
  • Gradazione forte: Maxime, magnopĕre, valde, valide.
  • Gradazione eccessiva: Nimis, nimĭum.

Il significato dell'aggettivo al grado comparativo si modifica mediante gli avverbi alla forma dell'ablativo (multo, paulo).

Il significato dell'aggettivo al grado superlativo si modifica in diversi modi. Tra questi:

  • Con avverbi come longe, multo, facile, vel.
  • Con l'aggettivo numerale cardinale unus, una, unum.

Le classi degli aggettivi[modifica]

Aggettivi della prima classe[modifica]

Gli aggettivi della prima classe escono al maschile in -us e in -er, al femminile in -a e al neutro in -um. Ecco due esempi di declinazione. Le diversità di declinazione, solo per il maschile singolare, fra aggettivi in -us e in -er, è segnalato in corsivo.

Modello: bonus, bona, bonum, buono.

CASI SING. M. SING. F. SING. N. PLUR. M. PLUR. F. PLUR. N.
Nom. Bon-us Bon-a Bon-um Bon-i Bon-ae Bon-a
Gen. Bon-i Bon-ae Bon-i Bon-ōrum Bon-ārum Bon-ōrum
Dat. Bon-o Bon-ae Bon-o Bon-is Bon-is Bon-is
Acc. Bon-um Bon-am Bon-um Bon-os Bon-as Bon-a
Voc. Bon-e Bon-a Bon-um Bon-i Bon-ae Bon-a
Abl. Bon-o Bon-a Bon-o Bon-is Bon-is Bon-is

Modello: liber, libera, liberum, libero.

CASI SING. M. SING. F. SING. N. PLUR. M. PLUR. F. PLUR. N.
Nom. Liber Liber-a Liber-um Liber-i Liber-ae Liber-a
Gen. Liber-i Liber-ae Liber-i Liber-ōrum Liber-ārum Liber-ōrum
Dat. Liber-o Liber-ae Liber-o Liber-is Liber-is Liber-is
Acc. Liber-um Liber-am Liber-um Liber-os Liber-as Liber-a
Voc. Liber Liber-a Liber-um Liber-i Liber-ae Liber-a
Abl. Liber-o Liber-a Liber-o Liber-is Liber-is Liber-is

A differenza di quanto accade per i sostantivi della seconda declinazione terminanti in -ius che presentano al genitivo singolare e vocativo singolare una sola -i (esempio: plebēi "del plebeo") nel caso degli aggettivi non si segue questa regola e pertanto i sostantivi che terminano in -ius come egregǐus presenta al genitivo singolare la forma egregǐ-i e al vocativo singolare egregǐ-e.

Come gli aggettivi della prima classe (esempio: bonus, a, um) si declinano il participio perfetto (esempio: laudātus, a, um), il participio futuro (esempio: laudatǔrus, a, um) e il gerundivo (esempio: laudandus, a, um).

Gli aggettivi pronominali[modifica]

Alla prima classe appartengono alcuni aggettivi di uso frequentissimo che svolgono anche la funzione di pronomi. In realtà si possono considerare come aggettivi-pronomi indefiniti e infatti le grammatiche li chiamano aggettivi pronominali. La loro declinazione presenta due particolarità in tutte e tre i generi:

  • Genitivo singolare in -īus.
  • Dativo singolare in .

Medesime terminazioni si trovano anche nelle declinazioni dei pronomi dimostrativi, determinativi e indefiniti.

Nella tabella è presente un esempio con l'aggettivo pronominale totus, tota, totum "tutto, tutto intero".

CASI SING. M. SING. F. SING. N. PLUR. M. PLUR. F. PLUR. N.
Nom. Tot-us Tot-a Tot-um Tot-i Tot-ae Tot-a
Gen. Tot-īus Tot-īus Tot-īus Tot-ōrum Tot-ārum Tot-ōrum
Dat. Tot-ī Tot-ī Tot-ī Tot-is Tot-is Tot-is
Acc. Tot-um Tot-am Tot-um Tot-os Tot-as Tot-a
Voc. Tot-e Tot-a Tot-um Tot-i Tot-ae Tot-a
Abl. Tot-o Tot-a Tot-o Tot-is Tot-is Tot-is

I principali aggettivi pronominali sono:

  • Alius, alia, aliud (la finale in -d del neutro è tipica delle forme pronominali come is, ea, id; ille, illa, illud), altro (fra molti).
  • Alter, altera, alterum, altro (fra due).
  • Neuter, neutra, neutrum, né l'uno né l'altro, nessuno dei due (= ne + uter).
  • Nonnullus, nonnulla, nonnullum, qualche, alcuno.
  • Nullus, nulla nullum, nessuno (in funzione di attributo, non di pronome).
  • Solus, sola, solum, solo, solitario.
  • Totus, tota, totum, tutto, tutto intero, completo.
  • Ullus, ulla, ullum, nessuno (in funzione di attributo nelle frasi negative, cioè con una negazione come non, nec, ne...).
  • Unus, una, unum, uno, unico.
  • Uter, utra, utrum, quale dei due?
  • Uterque, utrǎque, utrumque, l'uno e l'altro dei due.

Una precisazione: nullus e ullus sono soltanto aggettivi, gli altri sono sia aggettivi sia pronomi.

Aggettivi della seconda classe[modifica]

Gli aggettivi della seconda classe si declinano secondo il modello della terza declinazione. Essi si dividono in tre gruppi:

  • Primo gruppo: Aggettivi che hanno tre forme, una per genere (esempio: maschile celer, femminile celěris, neutro celěre = celere, rapido).
  • Secondo gruppo: Aggettivi che hanno due forme, una per il maschile e il femminile e l'altra per il neutro (esempio: maschile e femminile omnis, neutro omne = ogni).
  • Terzo gruppo: Aggettivi che hanno un'unica forma (esempio: maschile, femminile e neutro ingens = grande).

DECLINAZIONE DI UN AGGETTIVO DEL PRIMO GRUPPO

Modello: acer, acris, acre, acre, acuto.

CASI SING. M. SING. F. SING. N. PLUR. M. PLUR. F. PLUR. N.
Nom. Acer Acr-is Acr-e Acr-es Acr-es Acr-ĭa
Gen. Acr-is Acr-is Acr-is Acr-ǐum Acr-ǐum Acr-ǐum
Dat. Acr-i Acr-i Acr-i Acr-ǐbus Acr-ǐbus Acr-ǐbus
Acc. Acr-em Acr-em Acr-e Acr-es Acr-es Acr-ǐa
Voc. Acer Acr-is Acr-e Acr-es Acr-es Acr-ǐa
Abl. Acr-i Acr-i Acr-i Acr-ǐbus Acr-ǐbus Acr-ǐbus

DECLINAZIONE DI UN AGGETTIVO DEL SECONDO GRUPPO

Modello: dulcis, dulce, dolce.

CASI SING. M./F. SING. N. PLUR. M./F. PLUR. N.
Nom. Dulc-is Dulc-e Dulc-es Dulc-ĭa
Gen. Dulc-is Dulc-is Dulc-ǐum Dulc-ǐum
Dat. Dulc-i Dulc-i Dulc-ǐbus Dulc-ǐbus
Acc. Dulc-em Dulc-e Dulc-es Dulc-ǐa
Voc. Dulc-is Dulc-e Dulc-es Dulc-ǐa
Abl. Dulc-i Dulc-i Dulc-ǐbus Dulc-ǐbus

DECLINAZIONE DI UN AGGETTIVO DEL TERZO GRUPPO

Modello: audax, audace.

CASI SING. M./F. SING. N. PLUR. M./F. PLUR. N.
Nom. Audax Audax Audāc-es Audac-ĭa
Gen. Audāc-is Audāc-is Audāc-ǐum Audāc-ǐum
Dat. Audāc-i Audāc-i Audac-ǐbus Audac-ǐbus
Acc. Audāc-em Audax Audāc-es Audac-ǐa
Voc. Audax Audax Audāc-es Audac-ǐa
Abl. Audāc-i Audāc-i Audāc-ǐbus Audāc-ǐbus

Alcune osservazioni conclusive:

  • Alcuni aggettivi, detti sostantivati, sono usati anche come sostantivi (esempio: pauper, paupěris "povero"). Quando sono usati come sostantivi all'ablativo singolare, questi aggettivi escono con la desinenza dei sonstantivi della terza declinanzione, cioè la -e.
  • L'osservazione precedente vale anche per il participio presente, che si declina come un aggettivo della seconda classe ad una sola uscita.
  • Altri aggettivi hanno al genitivo plurale la desinenza in -um invece di quella tipica degli aggettivi in -ǐum (esempio: dives che esce divĭtum, vetus invece fa vetĕrum se sostantivo veterǐum se aggettivo).

I gradi degli aggettivi[modifica]

Comparativo di eguaglianza[modifica]

Il grado compartivo di eguaglianza si forma in latino usando l'aggettivo al grado positivo preceduto e seguito da avverbi che creano un rapporto di eguaglianza fra due elementi (il primo e il secondo termine di paragone). Esempio:

Octavius est "tam" (primo avverbio di eguaglianza) altus (primo termine di paragone) "quam" (secondo avverbio di comparazione) fortis (secondo termine di paragone). ---> "Ottavio è tanto alto quanto forte".

Videmus Octavium "ita" velocem "ut" Brutum. ---> "Vediamo Ottavio veloce così come Bruto.

Altre coppie di avverbi che consento di costruire una comparazione di eguaglianza sono:

  • Non minus ... quam.
  • Ita ... ut.
  • Aeque ... ac.
  • Aeque ... atque.

Comparativo di minoranza[modifica]

Il grado compartivo di minoranza si forma usando l'aggettivo al grado positivo preceduto dall'avverbio minus e sequito da quam, che crano un rapporto di minoranza gra due elementi (il primo ed il secondo termine di paragone). Esempio:

Octavius est "minus" (primo avverbio di minoranza) altus (primo termine di paragone) "quam" (secondo avverbio di comparazione) fortis (secondo termine di paragone). ---> "Ottavio è meno alto che forte".

Videmus Octavium "minus" velocem "quam" Brutum. ---> "Vediamo Ottavio meno veloce di Bruto.

Comparativo di maggioranza[modifica]

Il grado comparativo di maggioranza si forma usando l'aggettivo di grado compartivo (o preceduto dall'avverbio magis o con una forma sintetica) e seguito da quam: si crea così un rapporto di maggioranza fra due elementi (il primo ed il secondo termine di paragone). Per esempio:

Putamus Octavium "magis" (primo avverbio di maggioranza) strenuum (primo termine di paragone) "quam" (secondo avverbio di comparazione) Brutum (secondo termine di paragone). ---> "Riteniamo Ottavio più coraggioso di Bruto".

Videmus Octavium velociorum "quam" Brutum. ---> "Vediamo Ottavio più veloce di Bruto.

La forma sintetica del comparativo di maggioranza è ciò che caratterizza il sistema del comparativo dal latino da quello dell'italiano. Il latino non è l'unica lingua ad avere la forma sintetica. Prima di lui l'aveva il greco che possedeva una forma analogo e oggi l'inglese e il tedesco, fra le lingue più vicine a noi, si comportano allo stesso modo:

  • Italiano: Grande ---> Più grande.
  • Latino: Magnus ---> Maior.
  • Inglese: Big ---> Bigger.
  • Tedesco: Groβ ---> Gröβer.

Per ottenere questa forma sintetica si prende il tema di un aggettivo della prima o della seconda classe e vi si aggiunge il suffisso -ior per i generi maschile e femminile, il suffisso -ius per il neutro. Nella tabella ci sono alcuni esempi:

CLASSE AGGETTIVO GENITIVO TEMA FORMAZ. COMPARATIVO
Alt-us Alt-i Alt Alt-ior = altior / alt-ius = altius
Pig-er Pigr-i Pigr Pigr-ior = pigrior / pigr-ius = pigrius
Dulc-is Dulc-is Dulc Dulc-ior = dulcior / dulc-ius = dulcius
Velox Veloc-is Veloc Veloc-ior = velocior / veloc-ius = velocius

Ecco lo schema della declinazione di un aggettivo della seconda classe (facilis, facile, facile) al grado compartivo di maggioranza.

CASI SING. M./F. SING. N. PLUR. M./F. PLUR. N.
Nom. Facil-ior Facil-ius Facil-ior-es Facil-ior-a
Gen. Facil-ior-is Facil-ior-is Facil-ior-um Facil-ior-um
Dat. Facil-ior-i Facil-ior-i Facil-ior-ibus Facil-ior-ibus
Acc. Facil-ior-em Facil-ius Facil-ior-es Facil-ior-a
Voc. Facil-ior Facil-ius Facil-ior-es Facil-ior-a
Abl. Facil-ior-e Facil-ius-e Facil-ior-ibus Facil-ior-ibus

È da notare che le desinenze sono quelle deglia aggettivi della seconda classe ma con alcune differenze: l' ablativo singolare esce in -e anziché in -i, il genitivo plurale in -um anziché in -ium e il neutro plurale dei casi retti esce in -a anziché in -ia-

Il compartivo di maggioranza se usato da solo senza il secondo termine di paragone si dice comparativo assoluto ed in italiano si rende con l'aggettivo al grado positivo preceduto dagli avverbi "alquanto, piuttosto, troppo". Esempio:

Tamen etiam graviores constantioresque admonendi sunt. (Cic.) ---> "Tuttavia sono da mettere in guardia anche quelli troppo seri e troppo fermi di carattere".

Il comparativo si modifica mediante avverbi derivati da aggettivi con la terminazione nel caso ablativo; per esempio, multo atrocior = molto più crudele. I più usati e frequenti tra questi avverbi sono: paulo = poco, nihilo = per niente, tanto = tanto, multo = molto. Un esempio:

Quanto his omnibus fortior ratio est, quanto constantior, tanto vehementius per metus ipsos et pericula exibit. (Sen.) ---> Quanto più la ragione è forte in tutte queste prove, quanto più e ferma, tanto più vigorosamente passerà attraverso le paure stesse ed i pericoli.

Il superlativo[modifica]

Il latino, a differenza dell'italiano, presente una unica forma di superlativo sia per il superlativo assoluto si per il superlativo relativo. Ad esempio fortissimus significa sia "fortissimo, molto forte" (in assoluto) sia "il più forte" (relativamente ad un insieme preso in considerazione). Si distengue un superlativo dall'altro grazie alla sintassi: il superlativo relativo in latino, come in italiano, è seguito da un complemento partito (se non è espresso, è sottinteso ed emerge dal contesto).

La forma del superlativo latino si ottine aggiungendo al tema dell'aggettivo il suffisso -issim e le desinenze degli aggettivi della prima classe -us, a, um. Alcuni esempi:

CLASSE AGGETTIVO GENITIVO TEMA FORMAZ. SUPERLATIVO
Alt-us Alt-i Alt Alt-issim-us
Dulc-us Dulc-is Dulc Dulc-issim-us
Velox Veloc-is Veloc Veloc-issim-us

Gli aggettivi al grado superlativo si declinano esattamente come gli aggettivi della prima classe.

Il superlativo si modifica nel suo grado di intensità attraverso l'uso di diverse parole indeclinabili che in italiano sono rese con avverbi o perifrasi:

  • Longe ...: Di gran lunga il più ... .
  • Multo ...: Certamente il più ... .
  • Vel ...: Di gran lunga il più ... .
  • Unus ...: Il più ... senza paragoni.
  • Una ...: Il più ... in assoluto.
  • Quam ...: Il più ... che si può.
  • ... Quisque: Tutti i più ... .

Particolarità dei gradi[modifica]

Non tutti gli aggettivi seguono le regole descritte. Alcuni presentano delle eccezioni, ecco i principali:

  • Alcuni aggettivi formano il comparativo di maggioranza ed il superlativo in forma perifrastica seguendo la regola che aggiungono all'aggettivo al grado positivo l'avverbio magis per formare il comparativo di maggioranza (esempio: magis strenus "più valoroso") mentre il per il superlativo assoluto e relativo l'avverbio maxime o valde (esempio: maxime / valde strenus "molto valoroso / valorosissimo / il più valoroso). Ad essi appartengono gli aggettivi in -ĭus, -eus, -uus (esempio: minatorius, arboreus, deciduus) e altri in -aris, -endus, ecc. (esempio: epistolaris, stupendus, ligneolus).
  • Altri aggettivi formano il superlativo con i prefissi per- oppure prae- (esempio: perlabus "bianchissimo" oppure praeacutus "molto aguzzo, appuntito").
  • Gli aggettivi con i suffissi -dicus, -ficus, -volus formano il comparativo col suffisso -entior / -entius ed il superlativo col suffisso -entissimus, a, um (esempio: benevolus al comparativo fa benevol-entior al superlativo benevol-entissimus / beneficus al comparativo fa benefic-entior al superlativo benefic-entissimus / maledicus al comparativo fa maledic-entior al superlativo bmaledic-entissimus).
  • Gli aggettivi che terminano in -er (come pulcher della prima classe e acer della seconda) al superlativo impiegano il suffisso -rimus. Si avrà pertanto pulcherrimus e acerrimus (dall'altra parte anche in italiano il superlativo di "acre" non è "acrissimo" ma "acerrimo"). Il comparativo segue la regola base.
  • Gli aggettivi facilis, difficilis, similis, dissimilis, gracilis, humilis che terminano in -il-is formano il superlativo col suffissio -limus (esempio: facil-is ---> facil-limus / difficil-is ---> difficil-limus).
  • I due aggettivi iuvenis e senex al comparativo hanno le forme iunior e senior (espressioni ancora usate oggi come ad esempio in torneo juniores, mister Brown senior, etc.). Il confronto riguardo all'età si esprime anche con le espressioni minor natu "inferiore per nascita, il più giovane" e maior natu "superiore per nascita, più anziano".
  • I seguenti aggettivi formano comparativo e superlativo in un modo che non segue alcuna regola:
AGGETTIVO SIGNIFICATO COMPARATIVO DI MAGGIORANZA SUPERLATIVO
Bonus, bona, bonum Buono Melior, melius Optimus, a, um
Malus, mala, malum Cattivo Peior, peius Pessimus, a, um
Magnus, magna, magnum Grande Maior, maius Maximus, a, um
Parvus, parva, parvum Piccolo Minor, minus Minimus, a, um
Multus, multa, multum Molto Plus, pluris / Plures, plura Plurimus, a, um

La forma plus, pluris è seguita da un genitivo partito sia singolare sia plurale (esempio: plus avaritiae = più avarizia e plus amicorum = più amici). Il genitivo pluris si usa come avverbio con significato di "più" con i verbi che significano stima e prezzo.

  • Alcune forme di comparativo e superlativo non derviano da aggettivi al grado positivo, bensì da avverbi di luogo. Di seguito è dato l'elenco in cui si riconoscono aggettivi molto familiari anche in italiano.
AVVERBIO AGGETTIVO COMPARATIVO AGGETTIVO SUPERLATIVO
Ante, prima Anterior -
Cifra, oltre Citerior Citimus
De (deter), giù Deterior Deterrimus
Extra, fuori Exterior Extremus
Infra, sotto Inferior Infimus
Intra, dentro Interior Intimus
Post, dietro Posterior Postremus
Prae (pri), davanti Prior Primus
Prope, vicino Properior Proximus
Supra (super), sopra Superior Supremus
Ultra, oltre Ulterior Ultimus