Cosa fa la filosofia
Nel corso dei secoli, la filosofia si è occupata di problemi diversi: alcuni sono senz'altro universali, hanno a che fare con interrogativi che ogni essere umano si pone (come quelli legati alla morte, alla sofferenza e alla presenza del male), mentre altri sono legati a contesti culturali particolari. Il problema del peccato, ad esempio, è rilevante per l'Europa cristiana, mentre è sconosciuto in altri contesti (nei quali il problema è piuttosto quello dell'errore), così come il problema del karma è proprio dell'India. Anche quando affronta un problema culturalmente situato, tuttavia, una filosofia può dire cose che hanno un valore che va al di là di quella cultura. Nel Buddhismo, ad esempio, la questione del karma resta centrale, ma nel suo pensiero sono presenti anche molti altri aspetti che hanno affascinato e continuano ad affascinare anche gli occidentali.
Tra i più antichi problemi della filosofia c'è quello della liberazione. Per Pitagora, uno dei primi filosofi occidentali, la nostra esistenza è impigliata in un ciclo di rinascite (metempsicosi), dal quale possiamo liberarci solo attraverso la conoscenza della realtà e uno stile di vita rigoroso. Lo stesso problema si presenta in India, nella scuola Samkhya e nello Yoga, che su essa si fonda.
A questo tema della liberazione dal mondo, che è ancora centrale in Platone, si affianca presto quello di dominare cognitivamente il mondo. La filosofia, cioè, cerca di comprendere come è fatto il cosmo, di classificare gli enti, di ragionare sulla posizione in esso dell'essere umano. La filosofia di Aristotele è una delle massime espressioni di questo tentativo di dominio cognitivo, che non a caso ha influenzato per secoli la cultura europea.
Con l'età moderna e la nascita della scienza sperimentale questo dominio è sempre più legato alla tecnica. Pensatori come Francis Bacon chiedono alla filosofia di metterci in grado di mettere la natura al servizio dei nostri bisogni.
Fin dall'antichità un tema centrale della filosofia è quello della vita buona. Fondamentale in filosofi greci come Socrate, Epicuro e Zenone, non ha mai smesso di essere attuale ed è ancora oggi uno dei temi che maggiormente interessano anche al di fuori della cerchia degli studiosi. Non è un caso che una edizione economica della Lettera a Meneceo di Epicuro, pubblicata con il titolo Lettera sulla felicità, sia stata anni fa un vero e proprio caso editoriale.
C'è poi il tema della critica culturale. Fin dall'antichità la filosofia si è posta in modo corrosivo verso la tradizione, in particolare verso i miti e le religioni, ed è questa la ragione per la quale fin dai tempi più antichi i filosofi sono stati spesso perseguitati e in diversi casi - da Socrate a Spinoza e Giulio Cesare Vanini - sono stati condannati a morte. In alcuni periodi, come quello dell'Illuminismo, questo aspetto di critica culturale viene in primo piano, con conseguenze importanti anche sul piano politico.
Nella filosofia della prassi la critica culturale diventa critica politica ed economica non fine a sé stessa, ma finalizzata alla rivoluzione. Si tratta di una posizione che diventa centrale da Karl Marx in poi, e che ancora oggi, anche senza pretese rivoluzionarie, ha ancora grande importanza in diversi ambiti della filosofia, dalla teoria critica alle filosofia queer.