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Cause strutturali ed effetti economici

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Cause strutturali ed effetti economici
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Relazioni internazionali

Numero dei poli e misurazione del potere.

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Strutture anarchiche ed equilibrio di potenza Relazioni internazionali Cause strutturali ed effetti militari

La teoria sistemica rende necessaria una definizione della struttura secondo la distribuzione delle sue potenzialità.

Molti di quelli che hanno recentemente salutato il ritorno del mondo al multipolarismo hanno confuso la struttura con il processo.

Dal Trattato di Westfalia al massimo otto grandi stati hanno cercato di coesistere pacificamente o hanno lottato per la supremazia nell’arena internazionale.

I caratteri dell’ineguaglianza.

L’ineguaglianza è una caratteristica inerente al sistema degli stati che non può essere rimossa.

L’ineguaglianza degli stati, benché non fornisca alcuna garanzia, rende almeno possibile la stabilità e la pace.

Il carattere dei sistemi di piccolo numero.

Vedi analogia con economia. Concorrenza perfetta à il singolo produttore è libero da costrizioni tattiche e soggetto solo a quelle strategiche. Concorrenza imperfetta à sottoposto a costrizioni di entrambi i tipi.

Analogamente, nell’arena internazionale (come in mercato oligopolistico) il risultato è indeterminato.

Gli attori economici cercano di massimizzare il profitto, gli stati lottano per sopravvivenza.

In tale situazione la sopravvivenza diviene un obbiettivo più importante del profitto, dato che questo è il prerequisito per il raggiungimento di ulteriori fini.

Perchè “piccolissimo è più bello di piccolo”.

La stabilità economica aumenta con il diminuire dei settori oligopolistici.

Stabilità anche accresciuta dalla difficoltà che i nuovi arrivati incontrano nell’entrare in competizione con le greandi imprese. Aumentano i costi di contrattazione se aumentano le parti.

Non si vuole comunque dire che in sistema basato su auto-difesa il sistema composto da due sia il migliore.

Nel sistema economico l’”inefficienza” viene spinta ai margini. In quello internazionale non ha rilevanza.

A livello internazionale, un numero elevato di grandi potenze non è desiderabile, perché si è interessati più alla sorte degli stati che all’efficienza con la quale entrano in competizione.

In sistema auto-difesa, l’interdipendenza si allenta al diminuire delle parti e il sistema diventa più pacifico. Tuttavia i contatti più stretti aumentano possibilità di conflitti occasionali.

Waltz ottimista: perché l’interdipendenza è bassa nell’attuale sistema, in confronto almeno a precedente multipolare.

Il potere militare non assicura più il controllo politico.

Quattro grandi problemi: inquinamento, povertà, popolazione e proliferazione sono così urgenti da rendere necessaria la subordinazione degli interessi nazionali a esigenze collettive.

Gli stati sono così interdipendenti da essere limitati in libertà d’azione.

Interdipendenza come sensibilità.

Visione comune: interdipendenza come sensibilità (ogni cosa succeda in qualunque parte del mondo influenza qualcuno degli attori o la totalità di essi)

Visione di Waltz: interdipendenza come mutua vulnerabilità.

Definire interdipendenza come sensibilità conduce ad una interpretazione economicistica del mondo, trascurando ineguaglianze economiche e politiche.

Due errori: considerare il mondo come un intero; secondo: mescolare relazioni e interazioni che presentano gradi variabili di dipendenza e indipendenza.

Interdipendenza come mutua vulnerabilità

Interdipendenza: le parti sono mutuamenti dipendenti. Diventa più stretta con l’aumentare della dipendenza reciproca da beni e servizi.

Essendo funzionalmente indifferenziati, gli stati si distinguono principalmente per le loro maggiori potenzialità utilizzabili per lo svolgimento delle funzioni stesse. Così come cambia la struttura internazione, cambia la misura dell’interdipendenza.

L’interdipendenza è una relazione fra uguali ed è ridotta dall’aumento della differenza nell epotenzialità nazionali.

Approccio riduzionista: deduzione dell’interdipendenza internazionale dallo sviluppo degli affari delle relazioni internazionali.

Approccio sistemico necessario.

No misura diretta interdipendenza e cambiamento sistema: la correlazione non è perfetta perché l’interdipendenza economica varia con le dimensioni, e non necessariamente con il numero delle grandi potenze.

Tre osservazioni sistema oggi:

  1. in ogni sistema internazionale la misura dell’interdipendenza varia.
  2. alcune materie prime sono destinate a diventare scarse, e quindi la dipendenza (es USA) ad aumentare.
  3. sebbene USA commercino per una piccola parte del loro PIL, questi volumi sono grandi in proporzione nel commercio mondiale.

La dipendenza è una strada a doppio senso. La sua misura dipende da uqanto gli uni hanno bisogno degli altri e viceversa.

Se alcune imprese americane sono vulnerabili, gli USA come nazione non lo sono.

Il trend degli investimenti americani rende più sicuri gli investimenti. Anche nei settori manufatturieri la situazione sembra essere favorevole a interessi USA.

Ci può essere reale interdipendenza a livello di imprese, ma da non confondere con stati.

Imprese multinazionali (definizione errata) à non bisogna poi concluedere che decentralizzazione delle operazioni significhi mancanza di centri di controllo.

Gli effetti politici.

Non vi è tuttavia alcuna idea concreta di quanto l’interdipendenza attuale sia limitata per gli USA e URSS rispetto a passato.

Le possibilità economiche non devono essere considerate separatamente da capacità di azioni stati (vedi guerra arabo-israeliana).

Il comportamento dei vari paesi nella crisi petrolifera che seguì quella militare è stato rivelatore della scarsa importanza politica dell’interdipendenza definita come sensibilità.

Tutti gli stati subiscono delle restrizioni, ma non tutti in modo uguale.

Gli USA dipendono dal mondo esterno molto meno degli altri paesi.

La maggior parte dei paesi dell’OPEC è debole.

Paragonati agli altri paesi, gli USA sono più indipendenti che dipendenti.

Quando la Gran Bretagna era all’apice, la porzione della sua ricchezza investita all’estero eccedeva largamente quello che oggi rappresenta l’interesse globale americano.

Sul piano economico, la scarsa dipendenza degli USA, significa che i costi e le probabilità di perdere i propri partenr commerciali sono bassi.

L’URSS è ancora meno dipendente, ma ha anche meno mezzi di pressione politica.

Considerare il mondo come unità e definirlo “interdipendente” è sbagliato dal punto di vista logico ed è politicamente “oscurantista”.