Musica presso gli antichi Greci
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Musica presso gli antichi Greci
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| Tipo: lezione | |
| Materia: Storia della musica | |
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Indice |
Il teatro in Grecia [modifica]
I primi teatri furono edificati dai greci nell'antichità. Non erano dedicati esclusivamente alla musica, ma in generale alla rappresentazione di tragedie e commedie; poiché in queste la musica aveva sempre una parte significativa, il teatro offriva uno spazio specialmente progettato per il coro. Il teatro greco in genere era costruito a scala e non era coperto. L'orchestra era lo spazio destinato alle esibizioni del coro e quindi della parte musicale. Originariamente a forma di cerchio, poi di trapezio e successivamente circonda per metà dalla cavea, lo spazio riservato agli spettatori. La scena si trovava in fondo all'orchestra. Da prima provvisoria, con tende, divenne poi una costruzione in legno. Ai lati, fra la cavea e la scena si trovava l'ingresso per attori e spettatori. Nelle rappresentazioni teatrali greche il coro interveniva negli intervalli tra un atto e un altro, accompagnato con la lira o con il flauto doppio. Uno degli esempi più belli di teatro greco è quello di Epidauro, costruito intorno al 340 a.C., che ha la cavea lunga ben 67 metri. I teatri dell'epoca classica erano di dimensioni minori: un esempio di questi teatri è quello di Dionisia ad Atene.
La musica in Grecia [modifica]
Nel periodo classico fra il V ed IV secolo a.C. nacque la tragedia, probabilmente come evoluzione del ditirambo, canto corale delle feste in onore di Dioniso. Al racconto di una leggenda si sostituì progressivamente la sua riproduzione; al coro si affiancarono prima un attore, poi due coneschilo, tre consofocle, con il terzo dei grandi tragici greci Euripide il coro ebbe un'importanza minore, ma la musica era presente anche nella commedia dove il massimo autore fu Aristofane, ma era una musica in genere più semplice.
Il sistema musicale greco [modifica]
Alla base del sistema musicale greco stava il tetracordo, una successione discendente di quattro suoni, posti nell'ambito di una quarta giusta dei quattro suoni, i due estremi erano fissi, mentre i due interni erano mobili e, a seconda degli intervalli fra i quattro suoni, vi potevano essere tre tipi di tetracordi. Il tetracordo dorico, frigio e lidio. Due tetracordi potevano essere combinati in successione, ottenendo quella che veniva chiamata un'armonia. La teoria musicale greca era piuttosto complessa, i greci facevano corrispondere anche il carattere; l'armonia dorica era virile e grave, quella frigia spontanea e dolce e quella lidia conviviale.
La notazione [modifica]
L'esigenza di scrivere le note venne risolta dai greci con i segni dell'alfabeto. La notazione era conosciuta solo dai musicisti professionisti; l'insegnamento e la comunicazione musicale rimasero sempre orali.
Gli strumenti presso i greci [modifica]
Gli strumenti fondamentali erano la cedra, legata al culto di Apollos, e l'aulo legato al culto di Dionisios. L'aulos era uno strumento a fiato probabilmente importato dall'oriente. Più spesso era usato però l'aulos doppio, con due canne che il suonatore imboccava insieme. Fra gli altri strumenti a percussione, i greci conoscevano i cimbali, simili ai nostri piatti, i crotali, simili alle nacchere moderne.