Musica della civiltà Romana
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Musica della civiltà Romana
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| Tipo: lezione | |
| Materia: Storia della musica | |
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I romani furono devbtori sia per la musica come per le altre arti ad altri popoli.
La musica era impiegata principalmente nel culto religioso e in altre manifestazioni della vita sociale pubblica, la musica era di più praticata dai servi ed era detta arte servile; ma non mancano documenti di una presenza nei più antichi spettacoli teatrali, i fescennini, le sature, le atellane, e in ambito privato, durante i banchetti.
La conquista della Grecia portò a Roma molti schiavi che conoscevano la musica. Furono introdotti l'aulos, i cimbali ed i crotali. I poeti latini Catullo e Orazio cominciarono a comporre imitando forme della lirica greca. La diffusione della cetra fu notevole, Nerone stesso amava cantare accompagnandosi con la cetra. La musica era presente anche nella tragedia e nella commedia romana del periodo classico in particolare nei lavori di Lidio, Ennio e Plauto in queste rappresentazioni teatrali si alternavano parti recitate, deverbia, e parti cantate, cantica.
Ebbero fortuna a Roma, anche nell'epoca imperiale, il Mimo, una rappresentazione comica e satica e la Pantomina.
Nel periodo imperiale la musica si legò sempre più agli spettacoli pubblici nei circhi e nelle arene un ingegnere alessandrino del secondo secolo a.c. inventò l'hydraulos un'organo ad acqua inventato da Desirio.