Musica del Medioevo
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Musica del Medioevo
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| Tipo: lezione | |
| Materia: Storia della musica | |
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Per quasi tutto il medioevo l'elemento dominante fu quello religioso: religiose furono le scuole, le forme artistiche e letterarie furono al servizio della religione. Fino al mille, la generale povertà dell'economia fece si non solo che non vi fosse uno sviluppo della cultura, ma anche gran parte del patrimonio classico fosse quasi totalmente dimenticato. Solo intorno al mille la situazione cominciò a mutare, con i miglioramenti nell'economia generale e nei nuovi fermenti culturali.
La musica dei primi cristiani [modifica]
Le radici della musica dei primi cristiani furono ebraiche; scarse furono le influenze della musica greca e romana. Era fondamentalmente canto, cioè musica cantata senza l'uso di strumenti, i primi cristiani guardavano con sospetto perché, nella società romana, erano stati usati negli spettacoli e nelle manifestazioni circensi. La voce umana era considerata lo strumento donato da Dio all'uomo e pertanto il mezzo per cantare le lodi. Verso la fine del VI secolo i papi avvertirono la necessità di sistemare la liturgia. L'artefice principale fu papa Gregorio I, detto Magno, e appunto dal suo nome si dice gregoriano che è il canto tipico della liturgia cristiana. Le caratteristiche del canto gregoriano erano le seguenti:
- il canto veniva eseguito con voci ,maschili, senza alcun accompagnamento strumentale
- la melodia procedeva per note molto ravvicinate, quasi sempre per gradi congiunti
- il testo era in lingua latina
- il ritmo non era regolare e seguiva l'accento della parola.
Stili e forme [modifica]
Gli stili di canto erano tre, l'accentus, i melismi, e il concentus. L'accentus era una lettura sillabica intonata su una sola nota. I melismi erano vocalizzi sulle sillabe di una parola, in particolare sull'Alleluia. Il concentus era il canto in cui a ogni sillaba del testo si facevano corrispondere una o più note.
Strumenti e musicisti [modifica]
L'organo ad acqua fu sostituito intorno al mille dai primi organi a tasto, azionati da un mantice ad aria. Anche questo tipo di organo stentò a trovare impiego, non produceva effetti piacevoli perché i tasti erano di enormi propozioni e potevano essere mossi solo con il pugno e non col tocco delle dita. Il primo musicista della vita e della cui opera si abbino notizie fu Guido d'Arezzo.
La musica nell'anno mille [modifica]
L'anno mille segna la rinascita dell'Europa, fioriscono i commerci, si risvegliano le città, i sovrani impongono il loro potere sui nobili. E l'arte è ancora soprattutto arte sacra. La musica diventa la compagna irrinunciabile delle celebrazioni religiose. La sua sede privilegiata è la chiesa. Il suo pubblico è il pubblico dei fedeli.
Lo sviluppo della scrittura musicale [modifica]
La forma più semplice di scrittura neumatica era detta chironomica. Si mostrava utile a chi conosceva già i brani musicali, ma non serviva a insegnarli perché suggeriva solo gli accenti della voce. I suoi elementi costitutivi erano il punctum e la virga che esprimevano il salire e scendere dei suoni e non la loro altezza precisa. In seguito la scrittura neumatica cominciò a indicare i rapporti ascendenti e discendenti in gruppi di due o tre note. Successivamente ancora la scrittura quadrata unificò le diverse scritture diffusesi in Europa, quella diastematica introdusse il concetto di altezza con due linee, una per il FA e una per il DO. Infine, in monaco benedettino Guido d'Arezzo definì un insieme di quattro linee chiamato tetragramma, e fissò i nomi di sei suoni con le sillabe ut, re, mi, fa, sol, la, tratte dalle sillabe iniziali dei versi di un inno composto nell'VIII secolo da Paolo Diacono. Si tratta dell'inno a San Giovanni. Le sillabe introdotte da Guido d'Arezzo non si chiamano neumi, ma note. Il nome si , dato dal settimo suono, fu aggiunto in seguito, ricavandolo dalle iniziali di Sacte Johannes fu preso dal SA che poi divenne SI. A distanza di qualche secolo UT fu trasformato in DO e le note divennero romboidali. Infine, alle quattro linee se ne aggiunse una quinta: era nato il pentagramma.
La musica sacra: l'ars antiqua e la nascita della polifonia [modifica]
I primi esperimenti di polifonia risalgono al X secolo, quando per la prima volta di tentò di sovrapporre due melodie diverse eseguite contemporaneamente. Nelle prime forme polifoniche religiose la voce principale era sempre tratta da un canto gregoriano e prendeva il nome di tenor o voce prince. Ad essa di sovrapponeva una voce organale, ovvero una melodia di nuova invenzione.
La musica profana: trovatori e trovieri [modifica]
La chiesa medievale era profondamente contraria, non solo agli strumenti ma anche a ogni forma di musica non religiosa. Le manifestazioni popolari di canto e danza erano condannate dagli ecclesiastici come peccaminosi. Condannati dalla chiesa gli esecutori erano considerati ben poco; erano visti come personaggi equivoci, se non proprio come dei malfattori. Non avrebbero potuto mettere dimora in un villaggio: erano costretti a vagare, e in genere si esibivano come intrattenitori e giocolieri. Le cose cominciarono a cambiare nel basso medioevo. La trasformazione generale si può capire bene osservando la trasformazione dei castelli, prevalentemente di difesa cominciarono diventare vere residenze. I signori cercavano di renderli più comodi e accoglienti. Periodi di pace più lunghi, maggiore sicurezza, una produzione agricola migliorata dava a loro più tempo libero dagli impegni della guerra: si dedicarono alla caccia e ai tornei, molti all'arte e alla letteratura. Fu l'epoca della cavalleria: con i suoi ideali si diffusero una poesia e una musica ispirate ai cavalieri e all'amore "cortese". Poeta e musicista erano spesso la stessa persona, e spesso di nobile famiglia, o borghese a servizio di nobili. In Francia furono chiamati "trovatori" (al sud) o "trovieri" (al nord), l'origine della parola è del verbo trovare, e sottolinea come questi compositori non ripetessero solo brani della tradizione ma ne trovassero continuamente di nuovi. Il Latino, in terra di Francia diede origine alla lingua d'oca sud, e lingua d'oil a nord. I trovatori componevano in lingua d'oc i temi amorosi, i trovieri componevano in lingua d'oil e predigevano i temi epici classici e cavallereschi. La nuova musica era portata di castello in castello da giullari e menestrelli, i musicisti girovaghi popolari, la cui condizione era solo un po' migliorata rispetto ai loro predecessori. In Germania si affermarono i minesäger analoghi ai trovatori e trovieri francesi, le forme poetiche e musicali usate nella lirica profana medievale erano molto varie; tra le più tipiche quelle con ritornello, cioè con parti diverse intercalate da una parte sempre identica; erano di questo tipo la ballata, il vinerai, il rondeau fra gli strumenti in primo piano vi fu il liuto ma anche la chitarra; tra gli strumenti ad arco si usavano la biella e la ripeca.
La musica del basso medioevo [modifica]
In questo periodo nacquero nuove forme musicali e si elaborarono innovazioni sempre più complesse. Accanto ai testi della tradizione si cominciarono a cantare nuovi testi e non solo in latino, ma anche nelle lingue volgari. Comparvero infine anche le prime forme di musica profana.
Musica sacra, dramma liturgico, lauda [modifica]
Nella musica sacra la voce continuò ad avere più importanza sugli strumenti. Intorno all'anno mille ebbe origine il dramma liturgico, un'azione drammatica dialogata che veniva rappresentata in occasione di festività come la pasqua o il natale. La rappresentazione aveva luogo sui sagrati delle chiese. Dopo il 1200 furono introdotte anche le scenografie e il dramma acquistò le caratteristiche di una rappresentazione teatrale e si trasformò in sacra rappresentazione.
La musica del trecento: l'ars nova [modifica]
Ai primi del trecento, la sede papale fu trasferita da Roma ad Avignone in Francia, dove rimase per 70 anni. La vicinanza della sede papale favorì lo sviluppo della cultura francese e in particolare della musica. Nel 1320 Philippe De Vitry scrisse un trattato in latino.
La musica rinascimentale e barocca [modifica]
In quest'epoca, papato e impero perdono il predominio politico avuto nel medioevo. Nascono e si affermano le grandi e potenti monarchie nazionali di Francia, Spagna e Inghilterra. In Germania nasce la riforma protestante, che cambia il rapporto tra chiesa e fedeli. Il papato romano risponde con la controriforma. Ha origine un periodo di profonde lotte religiose tra popoli europei. Accanto alla nobiltà e ai contadini, si fa strada una nuova classe sociale: la borghesia, composta da mercanti, artigiani, padroni di manifatture, banchieri. La borghesia deve la sua ascesa al denaro e acquista velocemente grande prestigio. Nel campo della cultura, è l'epoca dell'umanesimo, del rinascimento e del barocco. In questo periodo rinascono gli studi letterari e scientifici. Le arti si affermano nel nome come Leonardo, Michelangelo, Raffaello e Bramante. La nuova fioritura culturale interessa oltre l'Italia anche tutta l'Europa. Questo periodo è l'epoca delle grandi scoperte. Nel 1492 Cristoforo Colombo approda nelle Americhe.
Il quattrocento [modifica]
Nel corso del quattrocento l'umanesimo si diffuse con le sue arti in tutta l'Italia. Gli umanisti tornarono agli antichi testi classici recuperando una fonte eterna di bellezza, poesia e scienza. E diedero nuova importanza all'uomo, considerato il principe della natura e la creatura prediletta da Dio: l'uomo divenne allora il centro d'interesse di artisti, letterati e scienziati.
La polifonia delle scuole fiamminghe [modifica]
Durante il quattrocento in Borgogna e nelle Fiandre i musicisti proseguirono nella sperimentazione polifonica intrapresa dalla scuola di Notre-Dame. Gli esponenti di questa tendenza erano i maestri fiamminghi che elaborarono forme sia sacre che profane. Contrappunto significa punto contro punto, cioè nota contro nota, ed è l'arte di sovrapporre due o più linee melodiche, il contrappunto veniva eseguito talvolta da due sole voci, ma spesso anche da una terza e una quarta voce. Alcuni maestri fiamminghi influenzarono direttamente la musica italiana: Giullaume Dufay famoso per le sue messe e i suoi mottetti, e Josquin Despies.
Musica e società: in chiese e corti il trionfo della polifonia [modifica]
Nella musica del quattrocento si distinguevano opere a carattere sacro e opere a carattere profano. In ambito religioso prevaleva la polifonia in forme sempre più complesse e lontane dai gusti della gente comune. Presso le corti dei grandi signori nascevano invece nuove forme di musica polifonica profana, mentre si sviluppavano lo studio e la conoscenza della teoria e della tecnica strumentale. Nello stesso periodo la musica entrava nel bagaglio culturale di nobili e borghesi e non era più privilegio intellettuale riservato a pochi eletti. Di straordinaria importanza per la sua diffusione fu l'opera dello stampatore musicale Ottaviano Petrucci. Egli perfezionò un sistema di stampa basato su un doppio procedimento: da prima si stampavano i pentagrammi e successivamente si sovrastampavano le note. I fogli musicali di Petrucci ancora oggi stupiscono per la loro precisione.
Le forme polifoniche vocali del quattrocento [modifica]
I maestri fiamminghi prediligevano le forme del genere sacro, cioè le messe polifoniche e i mottetti, ma non trascuravano quelle profane. Crearono infatti un nuovo tipo di chanson francese, caratterizzata da una ricerca dei suoni quasi onomatopeica. La tecnica contrappuntistica più usata da questi maestri fu l'imitazione a cannone. L'imitazione a cannone consiste nel richiamare con una voce un disegno musicale. In Italia, il flusso della scuola fiamminga si fece sentire soprattutto sulla musica profana e popolare. Le forme profane e polifoniche sviluppatesi in questo secolo furono i canti carnascialeschi, nati in Toscana per allietare le feste di carnevale e le mascherate all'epoca di Lorenzo il Magnifico. La frottola, a quattro voci, tutte le voce cantavano le stesse figurazioni ritmiche ma note diverse. La voce più acuta era la più importante (soprano). La villotta, a tre o quattro voci, di origine friuliana, accompagnava testi popolari ed era formata da parti imitative.