Materia:Meccanica razionale
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SSD = MAT/07 |
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Presentazione Lo sviluppo deduttivo con procedimenti matematici della meccanica si è evoluto in quel corpo della meccanica noto come meccanica razionale. Quanto segue sono delle note volte a fornire alcune minime nozioni, peraltro sufficienti, a tutti coloro che la curiosità stimola alla conoscenza e note di richiamo per quanti ne abbiano necessità.
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Programma L'argomento è suddiviso in capitoli:
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Risorse |
Verifiche d'apprendimento È possibile, e fortemente consigliato, integrare le lezioni e valutare la propria preparazione attraverso queste esercitazioni. È possibile verificare la conoscenza di un argomento specifico o dell'intero programma.
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Utenti interessati |
CAP.I°-Cinematica
Cinematica del punto
Moto di un punto P nello spazio
Il moto di P è noto rispetto alla terna Oxyz tutte le volte che sono date le sue coordinate x,y,z, come funzioni dell'ascissa temporale t:
In forma vettoriale potremo dire che le precedenti equazioni si possono riassumere nell'unica
Consideriamo il caso che il punto P si muova su di una traettoria assegnata l, e scelto un sistema di ascissa curvilinea s, diremo che il moto del punto dal punto P è completamente definito quando diamo le
e la legge oraria
-
-
-
- S = S(t)
-
-
Il sistema (2) e (3) è completamente equivalente alle (1). Le equazioni (2) dipendono esclusivamente da come è fatta la traettoria, mentre la (3) esprime unicamente la legge oraria di P lungo la l, cioè in qual maniera nel tempo P percorre gli spazi sulla l.
Velocità scalare
Se è nota la legge oraria s=s(t) si definisce come velocità scalare la derivata:
Si dice che il moto di P è uniforme lungo la traettoria definita dalle (1) quando:
Velocità vettoriale
Supponendo che la traettorie di P sia data mediante le equazioni (2) e (3), sono noti i coseni direttori della tangente alla curvs nel punto P mediante le seguenti formule:
Definiamo quindi il vettore unitario della tangente il vettore:
Si chiama quindi velocità vettoriale la quantità
che deriva direttamente dalla derivazione rispetto al tempo delle (2), tenendo conto della (4).
Accelerazione
Si definisce per accelerazione del punto P la derivata trispetto al tempo della velocità vettoriale:
Eseguendo la derivazione abbiamo:
e ricordando che:
e derivando rispetto a t:
Il vettore
è un vettore che ha per coseni direttori quelli della normale principale alla curva nel punto P e modulo:
che è, come noto, la curvatura della curva nel punto P. Per cui in definitiva si ottiene per l'accelerazione vettoriale:
Cinematica dei moti rigidi
Si dice, che il moto di di S è un moto rigido quando risulta indipendente, dal tempo t, ciascuna delle distanze mutue dei punti di S, presi a due a due in tutti i modi possibili.
Moto di traslazione
Chiameremo con S1 e S2 due diverse posizioni di uno stesso sistema rigido nello spazio; esse sono due figure congruenti e la loro sovrapposizione avverrà quando tre punti della S1, non giacenti in una medesima retta verranno a coincidere coi loro corrispondenti della S2.
Se A1 e A2 sono due punti corrispondenti , il vettore
dicesi lo spostamento del punto A1. Se:
cioè se tutti i vettori spostamenti dei vari punti sono uguali, si dice allora che la posizione S2 è dedotta da S1 mediante una traslazione semplice di vettore
.Se questa proprietà vale per tutte le posizioni intermedie fra S1 S2 , vicine quanto si vuole, il moto si chiama allora di traslazione semplice continua. In tal caso se A e B sono due punti di S1, ed A' e B' sono i loro corrispondenti in una qualunque posizione intermedia fra S1 e S2, poiché
e pochè A e B possono assumersi vicini quanto si vuole, si conclude che la velocità di A è eguale a quella di B istante per istante. Cioè tutti i punti di S1 descrivono curve parallele ed hanno in ogni istante la stessa velocità. Se la velocità è costante nel tempo si ha una traslazione rettilinea uniforme.
Moto di rotazione
Supponiamo ora che le due figure componenti S1 e S2 abbiano in comune due punti e quindi tutti i punti comuni della congiungente che diremo asse.
Consideriamo ore un punto P1 di S1 non appartenente all'asse e sia P2 il suo corrispondente in S2. Mandiamo dal punto P1 la normale all'asse OP1, e conduciamo anche la OP2, lo OP2 risulterà essendo P2 corrispondente di P1 normale all'asse ed OS2 = OS1.
Allora fecendo descrivere a P1, l'arco i cerchio P1P2, la figura S1 si sovrapporrà ad S2, in quanto hanno tre punti comuni non allineati, mediante un movimento che si chiamerà di rotazione semplice. L'angolo θ di cui a ruotato il piano α1 formato da P1 e l'asse, per andare a coincidere con il piano α2 formato da P2 e l'asse, chiamasi ampiezza della rotazione.
Definizione di velocità angolare
Preso un piano di riferimento fisso del corpo passante per l'asse e se θ è l'angolo che un piano mobile passante per l'asse forma con questo piano fisso, si definisce velocità angolare scalare il termine:
nel caso che
si dice che il moto è di rotazione uniforme.
Velocità angolare vettoriale
Si chiama vettore velocità angolare, il vettore
che ha per modulo ω, e direzione parallela all'asse di rotazione e verso positivo quello anti orario.
FIGURA
Velocità di un puntoP in un moto di rotazione.
Se O è un punto qualsiasi dell'asse e P è il punto di cui si vuol conoscere la velocità, questa è data:
Moto elicoidale
Il mptp rigido costituito da una rotazione del corpo con velovità
intorno ad un asse, e da una traslazione lungo questo asse di ampiezza
, si chiama mpto rigido elicoidale. Le traettorie dei vari punti S sono tutte eliche dello stesso passo. Questo è il moto che in genere descrive una vite.
Formule fondamentali di Cinematica dei corpi rigidi
Se P e O sono due punti qualunque di un sistema rigido in movimento, e chiamiamo con
e
le loro velocitàad un certo istante t. Si dimostra che:
Preso in O un sistema di riferimento solidale con S, Oxyz, e scelto un sistema fisso di riferimento
,
,
, e se
,
,
sono i vettori unitari degli assi mobili x, y, z del corpo rigido abbiamo che
Per cui la velocità di P, vp, è uguale a
, mentre quelli di =, v0, è data da
. Posto ciò abbiamo che:
Il vettore
potrà essere epresso in generale come:
Se deriviamo la (7) rispetto al tempo otteniamo di conseguenza:
Essendo P un punto collegato rigidamente al corpo abbiamo che
. La (8) si riduce alloraa:
Vogliamo ora dimostrare che:
Per dimostrare ciò ricordiamo ora alcune proprietà dei vettori unitari:
-
-
-
-
prodotto vettoriale prodotto scalare 





-
-
-
Inoltre possiamo scrivere:
cioè
Il vettore
potrà essere espresso in generale come:
Se moltiplichiamo scalarmente la (14) rispettivamente per
,
,
otteniamo:
Si ottiene
-
-
-
.
-
-
E se definiamo:
otteniamo le (10):
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-
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-
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ed analoghe.
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Accelerazione di un punto di un corpo rigido
Abbiamo precedentemente visto che la velocità di un punto P appartenente ad un corpo rigido è data da:
Essendo 0 la velocità di un punto del corpo rigido assunto come origine degli assi mobili ed
il vettore velocità angolare del corpo rigido. Ovviamente per ottenere l'accelerazione di P bisogna derivare vettorialmente la (13) rispetto al tempo:
Cioè:
In quanto per le (13) si ha:
E ricordando le formule del prodotto vettoriale doppio si ottiene:
Le espresioni cartesiane delle componenti di
rispetto agli assi mobili x, y, z sono date da:
Formule riassuntive di Cinematica dei moti rigidi
velocità
Se P è un punto di un corpo rigido e se x,y e z sono le coordinate di questo punto rispetto agli assi O x y z solidali con il corpo, le componenti della velocità assoluta di P sugli assi mobili xm ym zm sono date proiettando la formula fondamentale:
Cinematica del punto nel moto relativo
Teorema di Coriolis
Consideriamo un punto P in moto nello spazio, e supponiamo che il moto del punto sia individuato dalla conoscenza delle:
-
-
-
- x = x(t)
- y = y(t)
- z = z(t)
-
-
rispetto ad una terna mobile di moto più generale (traslazione e rotazione). Il problema che ora ci proponiamo è quello di determinare le velocità e le accelerazioni del punto P rispetto ad un sistema di assi fissi dalla conoscenza delle velocità e delle accelerazioni rispetto agli assi mobili. La risoluzione di questo problema richiede quindi la conoscenza delle seguenti grandezze:
- 1-Parametri del moto della terna mobile.
- 2-Parametri del moto del punto P rispetto alla terna mobile.
Velocità assoluta
O,x,y,z è il sistema di assi mobilii ed il suo moto è individuato dalle componenti della velocità di traslazione uo, vo, wo del punto O rispetto agli assi stessi, e dal vettore rotazione
diretto come l'asse istantaneo di rotazione e definito dalle sue tre componenti rispetto agli assi mobili p, q, r.
Se Of è l'origie degli assi fissi avremo:
La velocità assoluta è data da:
Accelerazione assoluta
CAP.II°-Statica
La statica si occupa dell'equilibrio dei corpi allorquando sono soggetti all'azione di forze nelle condizioni di quiete o di moto rettilinio uniforme.
Forza e momento di una forza
Forza
Si chiama forza qualsiasi causa esterna che tende a modificare lo stato di quite o di moto di un corpo. Essa è un vettore in quanto per definirla occorre conoscere il modulo (intensità della forza), la direzione (retta di azione9 ed il verso di azione.
Momento di una forza rispetto ad un asse
Preso un asse ab ed un vettore
, e chiamato con
la distanza della retta d'azione dall'asse ab, si chiama momento di
(essendo
una forza) il numero
Essendo a l'angolo che forma la retta di azione di
con l'asse rispetto a cui stiamo eseguendo il momento. Il segno ± a seconda che
sia antiorario o orario rispetto ad ab. Il momento assiale è nullo ogni qualvolta la forza
e l'asse sono complanari.
Momento di una forza rispetto ad un punto
Sia O un punto dello spazio: si definisce come momento di una forza
rispetto ad O il prodotto vettorial
Se in O poniamo un riferimento cartesiano, il momento di
, di componenti Fx, Fy, Fz rispetto ai tre assi, applicato in P di coordinate x,y,z, rispetto ad O, viene determinbato da:
che si riduce a:
Mentre i momenti di
rispetto ai tre assi sono ovviamente dati da:
Teoremi generali sui sistemi di forze
Risultante e momento risultante
Si chiama sistema di forze l'insieme di più forze applicate ad un corpo. Chiamiamo risultante del sistema di forze il vettore di componenti
essendo Fxi, Fyi e Fzi le componenti rispetto ai tre assi della generica forza
.
Mentre chiamiamo momento risultante del sistema rispetto ad un punto P(xp,yp,zp) il vettore di componenti
Essendo xi, yi, zi le coordinate del punto di applicazione Ai della generica forza
.
Sistemi di forze particolari
Sistema di forze concorrenti
Se tutte le forze concorrono in un punto A, la risultante passa per A, mentre il momento risultante rispetto ad un punto P coincide con il momento della risultante. Invero dalle (2), essendo tutti i punti di applicazione delle forze coincidenti con il punto A, si ottiene
Sistema nullo
Si dice che il sistema di forze è nullo allorquando accade:
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-
(rispetto ad un polo qualsiasi)
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Sistema di forze parallele
-a)Se tutte le forze costituenti il sistema sono parallele ad una retta r data, il sistema gode di particolari proprietà. In quanto il modulo del risultante è dato direttamente dalla somma delle 
ed è diretto come la retta r cioè
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- .

- .
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Dinamica del punto materiale e dei sitemi di punti materiali
dinamica del punto materiale
leggi fondamentali
seconda legge della dinamica
La seconda legge della dinamica esprime la proporzionalità in senso vettorriale fra la forza e la derivata vettoriale del vettore
. Cioè:
Il vettore
rappresenta la quantità di moto del punto materiale considerato, ed è dato dal prodotto dello scalare m massa del corpo per il vettore
velocità assoluta del corpo. La massa del corpo è data invece dal rapporto fra il peso
del corpo e l'accelerazione di gravità
.
Nel caso che m=cost la (1) si trsforma nella seguente:
Essendo
l'accelerazione assoluta del punto materiale, cioè l'accelerazione del punto misurata rispetto ad un sistema di riferimento fisso o che si muove di moto uniforme rettilineo (terna di riferimento inerziale).
Quindi la formula:
per essere applicata correttemente deve sempre essere intesa come riferita ad un istema fisso o che si muove di moto uniforme rettilineo.
espressione delle equazioni del moto di un punto rispetto ad un riferimento fisso
espressione delle equazioni del moto di un punto rispetto ad un sistema di riferimento mobile
Dinamica dei sistemi di punti
Equazione del moto per un sistema di punti e teorema del baricentro
momento della quantità di moto
energia cinetica e teorema dell'energia
energia cinetica di un punto materiale
lavoro di una forza
potenziale
Dinamica dei sistemi rigidi
Teoria dei momenti d'inerzia
Consideriamo un punto materiale P ed una retta a. Dicesi momento d'inerzia del punto materiale P rispetto alla retta a:
essendo δ la distanza di P da a ed m la sua massa.
Nel caso di un sistema di n masse:
essendo dv l'elementino del volume.
Si chiama raggio d'inerzia:
Essendo:
o, nel caso di un sistema continuo:
La ricerca del momento d'inerzia di un sistema S rispetto ad un asse generico dello spazio può in ogni caso effettuarsi direttamente in base alla definizione. Questa ricerca è spesso molto agevolata dalle due proposizioni seguenti.
-Teorema di Huygens
Se I è il momrento d'inerzia do S rispettp ad a, I0 il momento d'inerzia S rispetto ad a0, retta parallela ad a passante per il baricentro G, e se infine d è la distanza fra queste due rette:




























































![M_{x}=\sum_{i=1}^n[(y_{i}-y_{p})F_{zi}-(z_{i}-z_{p})F_{yi}]](http://upload.wikimedia.org/math/e/9/c/e9c5d1e8870e13c3ad8fc800e98da030.png)
![M_{y}=\sum_{i=1}^n[(z_{i}-z_{p})F_{xi}-(x_{i}-x_{p})F_{zi}]](http://upload.wikimedia.org/math/7/4/2/742151b077e0a024e2e1dc893594527e.png)
![M_{z}=\sum_{i=1}^n[(x_{i}-x_{p})F_{yi}-(y_{i}-y_{p})F_{xi}]](http://upload.wikimedia.org/math/1/1/b/11b50805389c8bb32c2bcb5a104f39b5.png)
















