Equazioni differenziali lineari
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Materia:Analisi matematica > Equazioni differenziali lineari
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[modifica] Introduzione
Lo studio delle equazioni differenziali si trova alla base di molte discipline scientifiche, quali fisica, chimica e ovviamente matematica. Molti problemi fisici, chimici, meccanici o ingegneristici infatti sono spesso formulati in termini di problemi differenziali. In questa lezione, daremo le definizioni, le nozioni base necessarie per una chiara e corretta trattazione. Attenzione, prima di procedere con la lettura, è necessario avere bene in mente i seguenti concetti:
- Funzione
- Derivata
- Integrale
i quali intervengono in modo massiccio nell' esposizione.
Lo scopo è quello di dare allo studente gli strumenti necessari ad affrontare e risolvere, in modo analitico, le equazioni differenziali, porgendo maggiore attenzione a quelle lineari.
[modifica] Definizioni e notazioni
Detto questo iniziamo con le notazioni che verranno utilizzate in seguito:
Sia
una funzione derivabile in I, dove I è un intervallo aperto contenuto in
, come è noto, la derivata prima della funzione viene indicata con
oppure con
. Per facilitare le notazioni, nel seguito della trattazione verranno utilizzate le seguenti:
per indicare la derivata prima
per indicare la derivata seconda
per indicare la derivata di ordine 3

per indicare la derivata di ordine n
In modo informale possiamo affermare che le equazioni differenziali non sono altro che delle equazioni i cui termini dipendono da una funzione incognita e dalle sue derivate. È implicito che la funzione incognita dev'essere derivabile un numero "sufficiente" di volte. Diamo ora una definizione più formale, matematicamente più elegante
Una equazione differenziale lineare di ordine n è una equazione differenziale ordinaria che si presenta nella forma più generale come segue:

in cui:
, detti coefficienti, sono funzioni definite su un unico intervallo

è anch'essa una funzione definita sullo stesso intervallo I.
è detta funzione incognita od anche funzione soluzione, è la funzione che soddisfa la relazione definita dall'equazione .
è l'ordine dell'equazione differenziale e rappresenta l'ordine massimo di derivazione che vi compare
Attenzione:Nel caso in cui le funzioni
sono costanti allora si parlerà di equazioni differenziali lineari a coefficienti costanti, inoltre se la funzione
è identicamente nulla diremo che l'equazione è omogenea
[modifica] Esempi
Diamo alcuni esempi così da avere bene in mente la nomenclatura appena definita.
[modifica] Esempio 1
Prendiamo in esame la seguente:

e poniamoci le seguenti domande:
- È lineare?: Sì
- Qual è il suo ordine?: Il suo ordine è 3 in quanto esso è il massimo ordine di derivazione che appare.
- È a coefficienti costanti?: No, non è a coefficienti costanti perché il coefficiente della derivata seconda non è costante!
- È omogenea?: Si, in questo caso la funzione
.
Abbiamo quindi di fronte un'Equazione differenziale lineare del terzo ordine a coefficienti NON costanti, omogenea
[modifica] Esempio 2
Consideriamo ora:

- È lineare?:No, osservate infatti che non tutti i termini in
sono lineari (
) - Qual è il suo ordine?: Il suo ordine è 2 in quanto esso è il massimo ordine di derivazione che appare.
- È a coefficienti costanti?: Si, è a coefficienti costanti!
- È omogenea?: No, in questo caso la funzione
.
pertanto:
è un' equazione differenziale di ordine 2 NON lineare a coefficienti costanti, NON omogenea
[modifica] Esempio 3
Sia data la seguente equazione differenziale:

- È lineare?:Sì.
- Qual è il suo ordine?: Il suo ordine è 2 in quanto esso è il massimo ordine di derivazione che appare.
- È a coefficienti costanti?: Si, è a coefficienti costanti!
- È omogenea?:Sì, infatti
.
quindi:
è un'equazione differenziale di ordine 2 lineare a coefficienti costanti, omogenea
[modifica] Funzione integrale o soluzione
Abbiamo dato le nozioni base, senza però esplicitare cosa significa risolvere un'equazione differenziale. In pratica andiamo alla ricerca di una funzione che soddisfi la relazione data dalla equazione, tale funzione è detta funzione integrale o, come abbiamo già espresso in precedenza, funzione soluzione. In linguaggio matematico questo si traduce come:
Sia
e data una equazione differenziale lineare di ordine n

diremo che la funzione
è soluzione, o integrale se

Come facciamo a capire che una funzione è soluzione di una data equazione differenziale? Vediamo un po' di facili esempi:
Esempio 1
Data l'equazione differenziale

(che tipo di equazione differenziale è?)
mostrare che la funzione soluzione è 
Soluzione: (è un'equazione differenziale lineare non omogenea a coefficienti varibili)
È sufficiente valutare la derivata seconda della funzione
e sostituire ciò che abbiamo ottenuto nella relazione, andiamo nel particolare:
di conseguenza
e quindi 
sostituiamo le funzioni ottenute nella equazione:
soddisfa l'equazione differenziale e pertanto essa è soluzione!Esempio 2(fondamentale) Data l'equazione differenziale:

- Dire che tipo di equazione differenziale è ed inoltre mostrare che
-
è una funzione soluzione.
è una funzione soluzione.
, con
costanti, è una funzione soluzione.
Trarre le dovute coclusioni.
è un'equazione differenziale del terzo ordine a coefficienti costanti, non omogenea.
-
- Calcoliamo la derivata prima, seconda e terza della funzione
, sostituiamo nell'equazione e verifichiamo che sussiste l'uguaglianza:

- quindi si ha che
. Ciò mostra quindi che f1 è soluzione
- Calcoliamo la derivata prima, seconda e terza della funzione
-
- Verifichiamo ora per
:

- facilmente si ha che
.
- Verifichiamo ora per
-
- Prendiamo in esame la funzione
, con
costanti
sostituiamo nell'equazione ottenendo effettivamente l'uguaglianza infatti
.
- Prendiamo in esame la funzione

.
[modifica] Proprietà delle equazioni differenziali lineari
Un altro concetto fondamentale riguarda l'integrale generale di una data equazione differenziale. È bene iniziare questo nuovo argomento introducendo nuove notazioni.
Poniamo

L(y) è chiamato operatore differenziale di ordine n ed agisce su funzioni. Esso associa ad una funzione
derivabile n volte l'espressione:

Inoltre L è lineare, ciò significa che per ogni coppia di funzioni derivabili n volte y(x) e z(x), e per ogni costante reale α si ha:
(additività)
(omogeneità)
Esercizio: Mostrare che l'operatore

è lineare.
Il nostro intento è quello di mostrare l'additività e l'omogeneità:
- Additività: Siano y e z due funzioni derivabili n volte
espandendo e ordinando i termini abbiamo che:
- 2. Omogeneità: Siano α costante reale, y funzione derivabile n volte.
Altra definizione necessaria è la seguente:
Definizione: Data l'equazione differenziale lineare non omogenea

indicheremo con yp una funzione soddisfacente l'equazione e verrà chiamata integrale particolare
La linearità di tali equazioni differenziali comporta notevoli conseguenze dal punto di vista sia teorico che applicativo. Verranno enunciati e dimostrati teoremi in cui si applica questa proprietà. Il primo risultato che analizzeremo è il seguente:
[modifica] Teorema
- Data l'equazione differenziale lineare omogenea:

- Siano
e
funzioni soluzione dell'equazione
Allora
- ogni combinazione lineare
, con
è ancora soluzione dell'equazione differenziale
Dimostrazione: Per ipotesi abbiamo che le funzioni
e
sono soluzioni dell' equazione differenziale, pertanto si ha che:
Sia
, dove
sono costanti arbitrarie. È chiaro che h è la combinazione lineare delle funzioni
. Applichiamo ad essa l'operatore L:
sfruttando la |linearità dell'operatore L:
Al risultato si arriva sfruttando 1. e 2.

[modifica] Teorema sull'integrale generale di un'equazione differenziale lineare
Altra caratteristica che segue dalla linearità è la seguente:
- L'integrale generale, o soluzione generale, dell'equazione differenziale lineare non omogenea:

- è dato dalla somma tra una funzione soluzione della equazione omogenea associata e una soluzione dell'equazione non omogenea.

- In cui
è soluzione dell' equazione differenziale omogenea associata 
, detta integrale particolare, è soluzione dell'equazione differenziale non omogenea 
Dimostrazione: Per dimostrare il teorema, considereremo due funzioni, yp e y, che soddisfano l'equazione differenziale non omogenea, cioè sono tali che:
Con esse, definiamo una nuova funzione: y0=yp − y, applichiamo ad essa l'operatore lineare L:
(per la linearità di L)
(per 1. e 2.)
Con questi passaggi, abbiamo messo in evidenza il fatto che due soluzioni particolari dell'equazione non omogenea differiscono di una funzione che è soluzione dell'equazione differenziale omogenea associata. Pertanto possiamo asserire che l'integrale generale di una equazione differenziale lineare è:


[modifica] Test della lezione
Ora tocca a te, rispondi alle seguenti domande nel minor tempo possibile (max 20 minuti), ovviamente in modo corretto. Ti consentirà di capire quante informazioni hai recepito dopo la lettura della lezione. Attenzione, le domande 4, 5, 6, hanno più di una risposta esatta.
Nota Se il punteggio ottenuto è
- tra 0-2: insufficiente, consiglio vivamente di rileggere la lezione :)
- tra 3-5: non male, ma si può fare di più. Un lettura veloce, poi corri alla seconda lezione ;)
- 6: ottimo, hai colto le informazioni necessarie al proseguimento delle lezione, continua così :D
La trattazione delle equazioni differenziali è costellata da difficoltà via via crescenti, inoltre è molto vasta e di conseguenza è necessario studiare i casi uno per uno. La prossima lezione riguarderà le Equazioni differenziali lineari del primo ordine, per le quali verranno date e spiegate le formule risolutive al fine di ottenere la soluzione analitica.





![L(\alpha y)=[\alpha y]^{(n)}+a_{n-1}(x)[\alpha y]^{(n-1)}+\dots+a_1(x)[\alpha y']+a_0(x)[\alpha y]=](http://upload.wikimedia.org/math/e/9/f/e9f7a58c6736ef418221623e1caadf5a.png)





